Gnosis Architettura

concorsi e gare
2004

Il complesso della RAI di via Marconi a Napoli – pregevole opera post-razionalista napoletana – fu realizzato su progetto di Renato Avolio De Martino, Raffaele Contigiani e Mario De Renzi tra il 1958 ed il ’63. Come è stato notato: «Il massimo risultato architettonico è ottenuto nell’auditorium – dove si notano i volumi chiusi, tagliati lateralmente dalle scale esterne, la movimentata ed interessante maglia strutturale a vista che diventa pregevole elemento architettonico – che come “ […] una sorta di spicchio di cilindro alla Mel’nikov, si solleva sulla strada, retta da sei piloni. Sotto se ne sta, compresso, un basso foyer, percorso il quale si sale, di colpo, in uno spazio di 14.000 mc., una sala dalle mille sedie, tutte inerpicate su di una gradinata, sotto un soffitto altissimo, teso su sei travi in precompresso di 75 mt. di luce”.».

Il nuovo progetto di trasformazione, che segue la moderna tendenza del «costruire nel costruito», restituisce l’articolazione spaziale interna dell’auditorium alla volumetria originaria anteriore agli interventi verificatisi nel corso degli anni per adeguarlo a differenti esigenze funzionali, alle normative di sicurezza e prevenzione, ma principalmente per migliorare e potenziare l’acustica della sala onde permettere una pulita diffusione ed un perfetto ascolto della musica concertistica.

La stesura del progetto, secondo i più attuali e progrediti canoni di «restauro del moderno», è stata preceduta da un’attenta ed accurata ricerca – storiografica e di archivio dei progetti originari, a cominciare dall’inserimento del complesso nell’allora nascente quartiere Fuorigrotta fino ai particolari costruttivi – seguita da analisi, verifica e controllo dei rilievi compiuti, ed eventualmente da compiere, sui materiali, sulle strutture, sui rapporti metrici e su quant’altro necessario alla conoscenza approfondita del manufatto, nella complessità e nelle singole parti, pertanto l’intervento si compie con conoscenza del preesistente e padronanza, ma principalmente con la massima attenzione a non alterare l’impianto originario, ritenuto dalla critica militante - ora più di prima – un’opera architettonica significativa del Novecento a Napoli. I risultati di una prima verifica del rilievo ottenuti in questa prima fase sono serviti ad apportare tutte le necessarie rettifiche e correzioni sugli elaborati consegnati dall’Ente appaltante al fine di effettuare una progettazione quanto più vicina ai dati reali del manufatto, e quindi più idonea e congruente.  Sono poi stati messi a confronto, con un rapporto di stretta sinergia, con quelli raggiunti contemporaneamente dalle prove e dalle verifiche, effettuate in sala ed in laboratorio, dall’Università degli Studi Federico II di Napoli, facoltà di ingegneria, DETEC, responsabile scientifico prof. Carmine Ianniello nella qualità di consulente di acustica, in modo da determinare la quantità e la qualità dei materiali utilizzabili e da usare in sostituzione di quelli distrutti o asportati. Si prevede di impiegare materiali moderni e funzionali, essenzialmente adatti ad una perfetta diffusione acustica, rispondenti agli attuali canoni normativi. Si privilegiano materiali in linea col più progredito concetto di conservazione, in modo che il nuovo intervento sia chiaramente leggibile, tuttavia conservativo e rivalutativo, senza alterare la conformazione spaziale e l’originaria architettura degli interni.

Il progetto, per tener conto delle destinazioni di uso volute dal committente - prima di tutto quella di auditorium per musica sinfonica - ha mirato ad una maggiore fusione tra il pubblico e i maestri, con l’eliminazione del vuoto spaziale tra la pedana dell’orchestra, i vomitori, le poltrone. Si è cercato, per quanto possibile di lasciare visibili gli elementi di sfondo del grandioso organo e le sei travi in cemento precompresso su cui regge l’intera copertura della sala e che costituiscono un elemento architettonico peculiare.        

I percorsi interni – ben distinti per il pubblico e per gli artisti – verso la sala e verso tutte le zone collaterali di stretta pertinenza dell’auditorium sono facili e ben individuabili, specialmente per il raggiungimento delle uscite di emergenza e le eventuali vie di fuga, e seguono il criterio, tra gli altri, dell’accessibilità per tutte le classi di utenza. Inoltre la polifunzionalità e la versatilità delle strutture consentono agli operatori di impegnare lo spazio architettonico secondo le esigenze transitorie (studio televisivo, studio riprese, sala conferenze, sala riunioni), come di seguito chiarito.

La progettazione architettonica, nel perseguire l’obiettivo di migliorare e potenziare l’impianto acustico e di rendere accessibile questa struttura ricettiva anche alle utenze più deboli, è pervenuta alla riqualificazione spaziale dell’auditorium, non quale elemento isolato, ma quale parte vitale del complesso RAI, così come previsto dal progetto degli anni Sessanta, tuttavia oggi considerato nella sua generale autonomia.

I risultati - tutti rispondenti alle normative di sicurezza (scale antincendio, di emergenza, 46/90) - sono flessibili e versatili e si adeguano alle diverse esigenze temporanee ed agli eventuali possibili mutamenti nel corso del tempo.

Polifunzionalità

Esecuzione e registrazione di musica classica e da camera
Il maggiore impegno progettuale è stato profuso per ripristinare la struttura e l’acustica della sala, onde renderla rispondente alla preminente funzione concertistica la quale ha presentato le maggiori problematiche per pervenire alla fusione di tutti gli elementi acustici strettamente necessari – opportunamente indicati ed elencati nella relazione specialistica allegata - e di quelli architettonici necessari al ripristino delle valenze spaziali ed architettoniche dell’auditorium. Essenziale caratteristica spaziale e scenografica centrale rimane l’antico organo - con le sue canne e le sue trombe – che con maestosità chiude lo sfondo del palco. Questo, atto ad ospitare un’orchestra di 110 elementi e cento di coro, è riportato ad una quota di circa  45 cm, attestandosi in parte sul massetto rialzato di 30cm oggi visibile ed in parte prolungandolo alla stessa quota di 45cm. per l’area antistante il vecchio palco fino ad arrivare alla prima fila di gradinate. Avremo pertanto un palco complessivo di circa 435 mq che quando utilizzato per studio televisivo (quindi con i vomitori chiusi) arriva ad una dimensione di circa 460 mq. Su di esso, rivestito in legno, viene circoscritto uno spazio ideale di mt. 16 x 11 per collocarvi l’orchestra, delimitato da elementi aerei con funzione acustica e luminosa, secondo le dettagliate indicazioni e le prescrizioni fornite dal consulente acustico prof. ing. Carmine Ianniello. Tali elementi sono realizzati con un sistema retrattile a telescopio e sono costituiti da un braccio rigido alle cui estremità si trovano quattro supporti contenenti spot illuminanti. Il sistema sorregge dei plaffon in metacrilato trasparente termoforato che soddisfano diverse esigenze: il massimo rendimento acustico, la chiusura spaziale dell’area orchestrale, la chiara visibilità - dovuta alla trasparenza degli elementi – dello sfondo scenografico da tutti i posti della sala, l’illuminazione omogenea e diffusa sull’area orchestrale.
Caratteristica della sala è la copertura con le grandi travi precompresse sulle cui basi inferiori viene ripristinato il sistema di illuminazione originario adeguato secondo le moderne tecnologie. Esso diffonde sei bande luminose che generano una guida terminante sullo sfondo del palco. Le panoplie esistenti tra le travi sulla zona palco verranno rimosse e verrà montato un controsoffitto piano dal quale emergeranno le bocchette di uscita del condizionamento preesistente, i corpi illuminanti nonché le aste telescopiche dei diffusori acustici. Diversamente le panoplie poste nella zona platea verranno visivamente “occultate” in quanto cromaticamente unificate al fondo tecnico nero opaco del soffitto tra le travi e nella parte centrale (9 panoplie), si sovrapporranno elementi di condizionamento acustico realizzati con sistemi a lamelle, necessari ad ottimizzare la diffusione e l’ascolto della musica oltre a costituire un particolare oggetto di design per caratteristiche di forma e di materiali.

Le pareti perimetrali saranno caratterizzate da una parte bassa con pannellatura in truciolare o mdf ignifugo impiallacciato con finitura in legno melaminico in essenza da definire. La pannellatura sarà dotata di sistema di apertura a settori per consentire l’accesso alle prese interbloccate ed alle canalizzazioni relative all’impianto elettrico; una parte superiore finita ad intonaco e tinteggiata; la presenza eventuale di elementi verticali in legno configurato a “lamelle” su disegno da definire in seguito alle risultanze dei rilievi acustici.. Avremo inoltre elementi di condizionamento acustico regolabili adatti a migliorare ulteriormente l’acustica. Il tutto nel suo insieme realizzerà un «unicum» spaziale ed architettonico, omogeneo e congruente. Il fondo posteriore della sala viene mantenuto privo dei drappi e dei tendaggi un tempo esistenti e, verranno differenziate con trattamento superficiale le parti portanti da quelle portate, un rivestimento alto circa 150cm. in pannelli mobili realizzati in truciolare o mdf ignifugo impiallacciato con finitura in legno melaminico proteggerà la parte bassa delle mura e nasconderà le canalizzazioni e l’impianto elettrico esistenti.
L’intera composizione è valorizzata da elementi e giochi di luce che conferiscono massimo risalto ed effetto scenografico ai protagonisti: l’orchestra e l’organo.

Incremento dei posti a sedere da 525 a 916– versione auditorium – verifica dell’esodo del pubblico in sala (DM 19/09/1996)
1) Capacità di deflusso
Per il calcolo delle vie d’uscita si è considerata una capacità di deflusso pari a 33 per locali con pavimento al di sopra o al di sotto di 7,5 m rispetto al piano di riferimento.
2) Affollamento
Il massimo affollamento della sala è di 916 persone.
Per ottemperare alle misure di evacuazione in caso di emergenza occorrerebbero circa 28 moduli. Poiché complessivamente sono a disposizione 34 moduli, risulta assicurata la capacità di deflusso prevista dal Decreto. 
3) Sistema di via d’uscita
L’edificio è dotato di un sistema di vie d’uscita che danno direttamente  sull’esterno.
4) Larghezza delle vie d’uscita
Le uscite hanno una larghezza non inferiore a 1,20 m, misurata nel punto più stretto della luce.
5) Lunghezza delle vie d’uscita
La lunghezza massima del percorso per raggiungere le vie d’uscita non è superiore a 50 m misurata a partire
dall’interno della sala, fino al luogo sicuro o scala esterna.
6) Numero delle uscite
Il numero delle uscite è superiore a tre.
Nel corso dei lavori si prevede la revisione dell’impianto idrico antincendio e dell’impianto di rivelazione automatica d’incendio.
Sarà, inoltre, potenziato l’impianto di illuminazione di emergenza e sicurezza.

Esecuzione e trasmissione in diretta di spettacoli televisivi
I plaffon, che delimitavano l’orchestra nella funzione precedente, sono rialzati manualmente per consentire il montaggio di tutte le apparecchiature audio e video necessarie ad una ripresa televisiva ed il facile spostamento delle  eventuali telecamere. Gli incrementi dell’illuminazione sono ottenuti mediante binari elettrificati, collegati alle travi, sui quali possono essere montati tutti i proiettori necessari (vedi relazione specifica).

Il palco avrà un’unica grande dimensione posta alla quota di circa 45 cm. la cui portata e le caratteristiche tecniche saranno evidenziate dal Prof. Sparacio. L’aspetto dimensionale e funzionale del palco sarà variato, nel caso di utilizzato per sala televisiva, con l’allargamento di esso provocato dalla chiusura manuale dei due vomitori centrali.
Il pubblico (in numero minore a causa delle modifiche citate) seguirà i percorsi stabiliti per la funzione di auditorium.

Incremento dei posti a sedere da 525 a 850– versione studio televisivo – verifica dell’esodo del pubblico in sala (DM 19/09/1996)

1) Capacità di deflusso
Per il calcolo delle vie d’uscita si è considerata una capacità di deflusso pari a 33 per locali con pavimento al di sopra o al di sotto di 7,5 m rispetto al piano di riferimento.
2) Affollamento
Il massimo affollamento della sala è di 850 persone.
Per ottemperare alle misure di evacuazione in caso di emergenza occorrerebbero circa 25 moduli. Poiché complessivamente sono a disposizione 26 moduli, risulta assicurata la capacità  di deflusso prevista dal Decreto. 
3) Sistema di via d’uscita
L’edificio è dotato di un sistema di vie d’uscita che danno direttamente  sull’esterno.
4) Larghezza delle vie d’uscita
Le uscite hanno una larghezza non inferiore a 1,20 m, misurata nel punto più stretto della luce.
5) Lunghezza delle vie d’uscita
La lunghezza massima del percorso per raggiungere le vie d’uscita, non è superiore a 50 m misurata a partire dall’interno della sala, fino al luogo sicuro o scala esterna.
6) Numero delle uscite
Il numero delle uscite è superiore a tre.

Sala per convegni e conferenze
Nella visione di polifunzionalità richiesta dal bando, il progetto prevede due diverse sale conferenze: l’una per convegni o congressi con grande affluenza di pubblico, fino ad un massimo di 916 persone, posizionata all’interno dell’auditorium, che usufruisce di tutte le funzioni accessorie dello stesso, ma con alcuni tavoli in più, posti sul palco per i conferenzieri;

Eliminazione barriere architettoniche.
Tra le linee guida della progettazione vi è l’adeguamento funzionale delle strutture per ottemperare alle prescrizioni della L. n. 13 del 9/1/1989 e successive modificazioni, sulle disposizioni per il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche, e dal DM. LLPP. n. 236 del 14/6/1989 sullo stesso argomento. Pertanto, adeguate rampe consentono agli utenti con ridotte o impedite capacità motorie o sensoriali appartenenti alle varie categorie - pubblico, orchestrali e addetti - un facile accesso dall’ingresso principale di via Marconi e un agevole spostamento all’interno della struttura fornita di percorsi separati e riservati. Secondo le normative sono stati, pertanto, progettati i camminamenti, gli spazi accessori, sia per il pubblico sia per gli operatori artistici. Queste previsioni nascono dall’esigenza di rispondere alla richiesta - sempre più sentita - di porre attenzione alle utenze in qualche modo limitate fisicamente e, comunque, dalla considerazione che disabile non è solo  chi è affetto da una patologia permanente, ma anche bambini ed anziani, o chi sia, sia pur per breve tempo, limitato nel movimento e nella percezione dell’ambiente circostante.

Pertanto, in fase esecutiva, si provvederà al trattamento delle superfici piane relative alle parti di uso pubblico con materiali non sdrucciolevoli ed alla segnalazione dei dislivelli e dei percorsi differenziati mediante variazioni cromatiche e di materiale. Infine risalto particolare si darà alla collocazione degli arredi fissi ed al dimensionamento delle porte, delle aree di accesso e di manovra.

Percorsi
Le attività funzionali del complesso oggetto di studio
a) esecuzione e registrazione di musica da camera e di complessi classici con un massimo di 110 elementi;
b) esecuzioni e trasmissioni televisive;
c) convegni e conferenze;
sono servite da percorsi separati e per il pubblico e per gli operatori artistici e di settore;

Normative
L’intero progetto si è attenuto al Decreto del Ministero dell’Interno 19 agosto 1996 e successive modificazioni, pubblicato sulla G.U. n. 214 del 12/9/1996, supplemento ordinario n. 149, concernente l’approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo.

Gli interventi previsti rispondono al nuovo regolamento edilizio comunale di Napoli e sono eseguibili con la procedura del D.P.R. n. 380 del 6/6/2001, denuncia di inizio attività, capo III, del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. Secondo tale decreto tutti gli interventi possono essere eseguiti senza ricorrere all’iter del “permesso di costruire”, procedura più lunga e più onerosa che non consentirebbe lo svolgimento dei lavori nei ristretti tempi previsti dal bando. Invece, con la D.I.A., redatta dal committente e accompagnata da un’asseverazione del tecnico-progettista e da tutti i grafici di rilievo e di progetto, il procedimento diventa operativo allo scadere del trentesimo giorno dalla consegna dei suddetti documenti all’U.T.C. di zona del Comune di Napoli.

Normativa antisismica.
Per quanto attiene alla normativa sismica, in rapida e continua evoluzione in questo periodo (e non solo in Italia), seguita con particolare rigore degli Enti di controllo a Napoli, il cui territorio ha visto crescere drasticamente il livello di rischio fissato per legge, non c’è obbligatorietà di adeguamento per edifici esistenti che subiscano interventi non in grado di modificarne la risposta dinamica. In questa categoria è compreso l’Auditorium Rai, nella situazione creata dagli interventi previsti. Una disposizione recente, emanata dal Presidente del Consiglio dei Ministri, predispone, però, interventi di adeguamento obbligatori su immobili che - per particolari funzioni o particolare valore - meritino una maggiore assicurazione contro i danni da sisma. L’ordinanza delega alle Autorità Regionali il compito di compilare appositi elenchi di priorità, fissando i tempi massimi entro i quali l’intervento andrà realizzato. Ci sono molti motivi per ritenere che un edificio come quello su cui si parla sarà compreso nella lista.

Al fine di poter escludere qualsiasi pericolo di dover intervenire, probabilmente a  tempi non lontani, su elementi strutturali interessati dagli interventi ora previsti e progettati, e domani eseguiti, è stato verificato, con uno studio di massima, il comportamento dinamico della ossatura principale portante dell’auditorium. Essa è costituita da 6 cavalletti a bilanciere, formati ciascuno da un alto pilastro con schema di mensola incastrata al piede, e trave superiore aggettante su entrambi i lati. Le travi furono realizzate in conglomerato armato precompresso. Il deficit di resistenza, evidenziato dall’analisi dinamica condotta, è segnalato in corrispondenza delle parti più basse dei fusti dei pilastri (a partire dall’innesto nelle strutture di fondazione) e nelle sezioni delle travi in corrispondenza del nodo trave-pilastro. Qui gli extra valori di sollecitazioni unitarie si verificano lungo il bordo di estradosso.

Le opere progettate non interessano se non marginalmente queste parti (anche per apposite scelte strutturali conseguenti ai  risultati ottenuti) e quindi si può escludere che una sopravvenuta esigenza di rafforzamenti possa danneggiare o vanificare le opere che si andranno ora ad eseguire in base al presente progetto. E’ stato studiato un intervento di rafforzamento che prevede l’uso di materiali fibri-rinforzati, con fasciatura delle parti inferiori dei pilastri, e placcaggio dell’estradosso delle travi di copertura, che raggiunge lo scopo con tecnologia innovativa e assolutamente non invasiva.
Ad oggi nessuna norma obbliga ad interventi di adeguamento antisismico.

Capienza
Per quanto attiene la necessità di incrementare, compatibilmente alle potenzialità del locale ed alle normative vigenti, i posti a sedere disponibili per il pubblico sono stati aumentati fino a 916, dagli attuali 525 (come riportato a pag. 2/2 nel bando di gara),  oltre uno spazio per quattro sedie a ruote per disabili. E’ stata anche prevista la capienza per 110 orchestrali e 100 componenti del coro . La nuova capienza è stata sottoposta dall’impresa C.G.D. per approvazione ai Vigili del Fuoco ed ha ottenuto parere positivo di conformità, come da allegato verbale rilasciato dal Ministero degli Interni, pratica VV.F., n. 116124.

Acustica
Allegato alla presente relazione e costituente parte integrante della stessa è l’elaborato redatto dall’Università degli Studi di Napoli Federico II DETEC, con responsabile scientifico prof. Carmine Ianniello, che ha rappresentato e costituito la guida indicativa per tutte le fasi progettuali architettoniche ed impiantistiche, nonché per la scelta, la forma ed il disegno di tutti gli elementi e dei materiali previsti.

Impianti
Per quanto attiene gli impianti elettrico, di condizionamento ed altri vari, si rimanda alle dettagliate relazioni dei progettisti impiantisti che seguono la presente.

Esito: Progetto Vincitore
Anno: 2004
Località: Napoli
Descrizione: Appalto/Concorso per la ristrutturazione delle infrastrutture e degli impianti dell'Auditorium del centro di produzione TV di Napoli.
Ente Banditore: Rai Radio Televisione Italiana

PROGETTO ARCHITETTONICO
Gnosis Architettura, prof. arch. Alessandro Castagnaro, arch. donatella Parlato, arch. Angelo Ponticelli

COORDINAMENTO E PROGETTAZIONE PER ADEGUAMENTO PREVENZIONE INCENDIO E SICUREZZA, EVENTUALI VERIFICHE ALLE STRUTTURE
prof. ing. Renato Sparacio, ing. Federica Sparacio, ing. MAssimo Del Giudice, ing. Carmine Sangiuliano

IMPIANTO ELETTRICO E CONDIZIONAMENTO
ing. Enrico Lanzillo, ing. Giovanni Fusco, ing. Luigi Iorio

IMPIANTI SPECIALI AUDIO E VIDEO
prof. ing. Italo Ghidini

CONSULENTI
Consulente impianto acustico: Università degli Studi Federico II di Napoli, Facoltà di Ingegneria DETEC, responsabile scientifico prof. ing. Carmine Ianniello