Gnosis Architettura

concorsi e gare
2017

 

L’edificio oggetto di intervento, sito nell’area compresa fra via Tripoli e via dei Malcontenti, ha origini medievali e sorge nella zona di Santa Croce. La consistenza immobiliare dell’intero complesso dell’ex Caserma ha uno sviluppo complessivo in superficie di mq. 8300,00 di cui mq. 1.300,00 di aree scoperte, da destinare a nuova sede deposito librario per il materiale della BNCF.

 

Il tema del recupero e restauro del complesso architettonico dell’ex caserma Curtatone e Montanara è stato affrontato dal gruppo concorrente con un approccio interdisciplinare, reso possibile dalla presenza al suo interno di molteplici specializzazioni: dalla progettazione architettonica a quella strutturale ed impiantistica, dalla geologia all’archeologia ed al restauro architettonico. In particolare nel caso del complesso fiorentino la soluzione migliorativa proposta è tesa a coniugare le esigenze del riuso consapevole con quelle del restauro e dell’adeguamento di un edificio che appartiene alla memoria identitaria del centro storico della città di Firenze, cercando di ridurre al minimo le trasformazioni che andrebbero ad alterare un’immagine ormai storicizzata. Grande attenzione è stata altresì posta al miglioramento del layout funzionale ed ai collegamenti fisici e telematici tra il deposito e la Biblioteca Nazionale di Firenze.

 

L’edificio è costituito da due corpi di fabbrica, distinti tra il Convento vero e proprio risalente al secolo XIII e l’ala di manifattura ottocentesca, originariamente adibita a infermeria, camerate, servizi etc. della Scuola di Sanità Militare. In un’ottica tesa a coniugare le istanze del Restauro di un edificio che appartiene al Patrimonio dell’edilizia storica di Firenze -delle sue caratteristiche estetico formali e tecnico costruttive e nei suoi valori identitari– con quelle dell’adeguamento al nuovo uso, la soluzione migliorativa proposta già in fase di gara si è articolata in un intervento basato sull’idea di realizzare i depositi meccanizzati richiesti dalla Committenza, senza alterare la spazialità degli spazi ipogei, né quella della copertura, svuotando l’edificio 800esco e realizzando un unico solaio, posto al di sopra delle volte del piano seminterrato, opportunamente distanziato dalla preesistenza con isolatori sismici. Su tale orizzontamento poggeranno altrettanti magazzini robotizzati per il deposito librario, modulati in base al passo dei preesistenti muri di spina. Ciò consentirà di non bucare le volte preesistenti; di non abbattere i setti verticali in muratura; di non interrompere le aperture esistenti in facciata con solai orizzontali; di non demolire la capriata lignea preesistente, che sarà, eventualmente, oggetto di un opportuno intervento di restauro conservativo.

Nell’ex convento cinquecentesco, invece, si concentreranno gli spazi al pubblico, gli uffici, ed una serie di altri depositi allestiti con armadiature compattabili, al fine di completare la capacità di archiviazione materiale librario della BNCF.

Si recupererà la spazialità del chiostro realizzando nuove vetrate strutturali di chiusura tra corridoi e spazio aperto: come nella tradizione dell’ortus conclusus, la chiusura degli spazi di studio viene superata con la vista verso l’ambiente circostante ed il giardino diventa, quindi, un filtro tra l’architettura e il paesaggio. Il riferimento è tanto più significativo in quanto nel 1300 pare che l'ampio isolato era occupato da un complesso di edifici che ospitavano l'Università dei Tintori, lo spedale di Sant'Onofrio, una chiesa e ampli orti. In questo senso anche il cortile principale sarà allestito e fruibile da parte degli utenti che troveranno un luogo di ombra e di sosta per la lettura e l’utilizzo pubblico della nuova sede: le sale lettura avranno diretto accesso a questo spazio esterno eventualmente fruibile anche dai cittadini.

Il recupero funzionale del complesso si completerà con la realizzazione di due sale conferenza, in grado di ospitare eventi e manifestazioni culturali della Biblioteca, indipendenti dalla stessa Biblioteca in termini di gestione e di accessi, sebbene collegate all’edificio cinquecentesco. I due edifici saranno  direttamente accessibili dalla nuova corte anche negli orari di chiusura della struttura principale e riprenderanno le sagome dei due volumi loggiati attualmente allo stato di rudere nel cortile centrale. Il rispetto dei caratteri costruttivi e dei materiali esistenti si traduce nel trattamento dei nuovi prospetti con una superficie materica costituita da una maglia di piastrelle di cotto tenute insieme da un anima di cavi di acciaio (tipo flexbrick). Questa superficie ha la capacità di essere più compatta e continua per poi smaterializzarsi all’occasione: ed è in quest’accezione che è stata utilizzata rendendola più compatta in prossimità dei servizi igienici e smaterializzandola in prossimità della sala e dell’ingresso, aumentando quindi la permeabilità visiva di questa parte di volume dall’esterno.

La nuova Biblioteca si apre dunque alla città ed i due nuovi ingressi saranno caratterizzati da superfici in pietra ed acqua che disegneranno i due punti di accesso, connessi mediante un trattamento grafico sul muro di cinta del lotto, caratterizzato da un gioco di lettering che ripete la parola “biblioteca” in tutte le lingue del mondo, accompagnando il fruitore nel percorrere la via Tripoli e dichiarando la funzione del nuovo edificio fiorentino. 

 


Anno: 2017-18
Località: Firenza, via Tripoli  

Descrizione: Progettazione esecutiva e coordinamento della sicurezza in fase di progettazione per il Restauro della Ex Caserma Curtatone e Montanara, da destinare a nuova sede della emeroteca e depositi della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze

Committente: Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze

 

PROGETTO ARCHITETTONICO

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