Gnosis Architettura

concorsi e gare
2008

Al Centro Visita di Gerace si affida l’importante funzione di informare in modo efficace ed esaustivo su tutte le risorse naturalistiche e culturali della Locride e sugli eventi legati al costume, alle tradizioni che vi hanno luogo e di promuoverne la fruizione suggerendo itinerari di visita integrati o tematici, fornendo tutte le indicazioni logistiche necessarie.
Nello spazio museale previsto nel Bando al primo livello di un’ala del chiostro annesso alla Chiesa di San Francesco verrà presentato il territorio della Locride negli aspetti geomorfologici, naturalistici e ambientali attraverso riprese aerofotografiche e rielaborazioni grafiche di dettaglio.

– Sala 1 Sulla stessa base aerofotografica o cartografica saranno ubicati tutti i siti di interesse culturale differenziandoli con apposita simbologia o colorazione per fasi cronologiche in modo da fornire con immediatezza la percezione della ricchezza storico-monumentale del territorio. La fase preellenica sarà illustrata attraverso la presentazione dei siti e dei materiali preistorici e protostorici.

– Sala 2 L’intenzione è quella di ripercorrere la storia del popolamento dell’area in oggetto a partire dalle più antiche testimonianze di una presenza umana, risalenti a circa 7000 anni fa. Sarà così percettibile la lenta trasformazione culturale delle popolazioni indigene stanziate sui rilievi collinari ai margini della piana locrese, presso Gerace e lungo la vallata del fiume Torbido, con una strutturazione via via più complessa delle loro comunità, un affinamento delle tecniche di produzione di oggetti in metallo e in ceramica, un sempre maggiore contatto con i commercianti che dall’Egeo giungevano sulle coste calabre.

Sarà adeguatamente illustrato, per la sua importanza e l’evidenza delle tracce che lo testimoniano, il grande villaggio di capanne di Petti di Portigliola, il centro principale della regione nell’Età del Bronzo. Grande rilievo sarà dato alle necropoli protostoriche di Canale-Janchina, Stefanelli di Gerace e Santo Stefano di Grotteria, illustrando la tipologia della tomba a grotticella, la composizione dei ricchi corredi funerari e l’ideologia sottesa, ed evidenziando la comparsa, a partire dal 730-720 a.C., di ceramiche importate dalla Grecia e dall’Oriente, acquistate dagli indigeni dai naviganti greci, i quali, nella fase precoloniale, andavano tessendo reti sempre più fitte di rapporti economici e politici con gli abitanti della Calabria, in modo da preparare le basi per lo stanziamento definitivo tramite fondazione di colonie.
La colonizzazione greca sarà il tema forte della sezione museale e sarà centrata su Locri (3 pannelli) e su Caulonia (1 pannello)

– Sala 2 Saranno presentate le planimetrie delle due città, le notizie storiche principali, i monumenti più importanti, con particolare riguardo a quelli visitabili, i prodotti artistici e artigianali più significativi, gli aspetti della vita quotidiana, dell’organizzazione socio-economica, politica e religiosa delle due colonie greche. Com’è noto, l’area urbana di Locri Epizefiri, di oltre 230 ettari, era racchiusa da una cinta muraria dal circuito lungo circa 7 Km.

La descrizione delle mura urbiche nelle varie fasi edilizie sarà accompagnata da una segnalazione del tracciato sulla planimetria della città, evidenziandone i tratti visitabili, nonché da una documentazione fotografica relativa agli elementi più significativi, quali porte, varchi per il defluvio delle acque e torri. Adeguatamente illustrato attraverso documentazione grafica e fotografica sarà l’abitato, organizzato secondo uno schema urbanistico regolare, con strade rettilinee incrociantisi ad angolo retto.
Particolare rilievo verrà dato al settore abitativo in cui l’indagine è stata più estesa, quello di Centocamere, con case affiancate da laboratori artigianali per la lavorazione dell’argilla e da botteghe per la vendita dei prodotti finiti. Gli edifici pubblici saranno esemplificati dal teatro, eccezionalmente conservato, il cui esame sarà accompagnato da una riflessione sulla funzione del teatro nella civilità greca e sulla tradizione teatrale fiorita in Magna Grecia. Saranno illustrate con dovizia, nel loro aspetto architettonico e nella loro funzione cultuale quale traspare dalla ricca messe di ex-voto in esse rinvenute, tutte le aree sacre locresi, da quelle extramuranee (il santuario della Mannella, dedicato a Persefone; il santuario di Grotta Caruso, fiorito attorno ad una sorgente d’acqua naturale e sede di un culto delle Ninfe; il santuario di Demetra in contrada Parapezza; il santuario di Afrodite in contrada Centocamere) a quelle all’interno della città (il tempio ionico di Marasà, il tempio dorico di casa Marafioti, il tempio dorico di Atena).
Quanto alle necropoli, ubicate al di fuori della città, si offrirà una panoramica sui riti di seppellimento, sulla composizione dei corredi funerari, sulle molteplici informazioni che gli oggetti da esse restituiti offrono circa la reti di traffici commerciali entro cui Locri era inserita, l’evoluzione dell’artigianato sociale, la composizione della società, la vita quotidiana. Il materiale illustrativo su Locri sarà ricco di informazioni circa l’articolazione dei percorsi previsti nel Parco Archeologico di Locri Epizefiri e sugli edifici museali ad esso connesso, il Museo Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri e la nuova sede espositiva che sta per essere inaugurata nell’ottocentesco Casino Macrì. Per quanto riguarda Kaulonia, saranno illustrate la cortina muraria con porte e torri; l’abitato organizzato come quello locrese secondo un impianto urbanistico regolare; le case, con particolare attenzione alla “Casa del Drago”, famosa per il mosaico policromo raffigurante un mostro marino, e alla c.d. «Casa Matta», un grande complesso che più che funzione abitativa sembra aver avuto destinazione cultuale; il santuario urbano con il grande tempio dorico e le altre aree sacre sul colle del Faro e, all’esterno della città, sul colle della Passoliera; le aree di necropoli.

Saranno offerte informazioni sul Parco archeologico di Kaulonia e sull’Antiquarium annesso, non ancora inaugurato, ma che prevede, fra l’altro, l’esposizione delle recenti acquisizioni relative all’occupazione della città da parte della popolazione italica dei Bretti, nonché una sezione dedicata ai reperti subacquei dal tratto di mare prospiciente l’antica Kaulonia, soprattutto elementi architettonici di gran pregio, rinvenuti in un’area in antico emersa, ove si lavorava la pietra o si stava erigendo un tempio ionico. Per illustrare la fase romana saranno fornite notizie di carattere generale sulla distribuzione degli insediamenti di questo periodo e sui cambiamenti sociali e culturali intervenuti.

– Sala 3 In questo periodo l’organizzazione territoriale prevede una serie di insediamenti rurali sparsi lungo la costa e nell’immediato retroterra ed incentrati su villae, grandi complessi agricoli residenziali a capo di estesi latifondi per colture intensive specializzate, e redditizie, quali vite e olivo.

Sarà messo in evidenza come l’area urbana di Locri venga a costituire un polo di aggregazione di una certa entità, e, seppur rarefatta, continui a godere di una certa floridezza: lo testimoniano due importanti edifici l’uno, con probabili funzioni commerciali, in contrada Petrara, l’altro, un complesso termale, presso il Casinò Macrì, ma anche la ristrutturazione del teatro, e, indirettamente, il cospicuo numero di iscrizioni funerarie ed un nucleo di statue marmoree particolarmente pregevoli.
Ampio spazio sarà dedicato alla villa di Palazzi nel comune di Casignana, comprensiva di un lussuoso complesso termale, arricchito di mosaici policromi geometrici e figurati, annesso ad un vasto e articolato complesso residenziale. La collocazione presso la strada costiera che univa Taranto a Reggio ha fatto supporre una connessione di questa villa ad una statio, luogo di sosta, e ad una statio potrebbe corrispondere a Nord anche l’insediamento romano di Marina di Gioiosa -attestato dal teatro-, in posizione nodale, allo sbocco della vallata del Torbido, luogo di scambi e servizi per altre ville o centri sparsi nei suoi pressi o lungo il bacino del fiume. Una di queste ville, che saranno adeguatamente illustrate, è quella nota come il “Naniglio” di Gioiosa Jonica, costruita su tre terrazze e dotata di una cisterna ipogea sfruttata come ninfeo. Il percorso sarà concluso con la sezione dedicata all’età tardoantica e alla riorganizzazione del territorio tra l’età bizantina, fortemente caratterizzata dal fenomeno del monachesimo basiliano, e quella angioina, con particolare riguardo ai centri storici di Gerace e di Stilo.

– Sala 4 Saranno illustrate le ultime forme insediative attestate lungo le coste prima del trasferimento delle popolazioni riviaresche in altura, ed in particolar modo il palatium in contrada Quote S. Francesco di Portigliola, residenza fortificata di un agiato dominus, articolata forse su due piani e dotata di terme, nonché il piccolo abitato in contrada Tribona, nei pressi della foce della fiumara di Portigliola, forse sfruttata come porto-canale. Dei centri storici di Gerace e Stilo si evidenziaranno le emergenze monumentali relative alla cultura bizantino-normanna -edifici di culto e fortificazioni militari-, inserendole in una più ampia panoramica comprensiva di altri monumenti significativi, quali la chiesa bizantino-normanna di Bivongi, in prossimità di Stilo, da tempo riaperta al culto greco ortodosso, e la piccola chiesa di S. Maria dei Tridetti nella vallata tra Staiti e Brancaleone, in prossimità di Capo Spartivento.

Tutti i pannelli avranno testi brevi e chiari, in italiano e in inglese, e saranno arricchiti da planimetrie, grafici ricostruttivi e riproduzioni fotografiche di siti. Lo spazio museale potrà essere attrezzato nel tempo con teche destinate a contenere piccoli diorami, riproduzioni olografiche degli oggetti o ricostruzioni virtuali di monumenti. Al livello superiore dello spazio museale, e in particolare alla sala 5, è assegnata la funzione di indirizzare nella fruizione e di assicurare una informazione approfondita dei diversi aspetti del territorio del Parco, in questo senso potrà anche essere utilizzata per accogliere eventi culturali. Nella sala 5 si potrebbero istallare le postazioni informatiche destinate alla consultazione per ottenere informazioni relative agli itinerari e agli aspetti logistici relativi e per approfondimenti tematici sulle caratteristiche geomorfologiche del territorio o sui diversi aspetti storici, archeologici, artistici, del costume e della tradizione popolare.

Anno: 2008
Luogo: Gerace - Reggio Calabria
Descrizione: Gara d'appalto per l'ideazione, progettazione e realizzazione dell'allestimento del Cento Visita del Comune di Gerace 
Ente Banditore: Comune di Gerace
Esito: Progetto Vincitore

PROGETTO ARCHITETTONICO
Capogruppo:
Gnosis Contract s.r.l.
Architetti: Gnosis Architettura s.r.l.

ARCHEOLOGIA:
dott.ssa Giuliana Tocco Sciarelli, Roberrta Schenal Pileggi

COMUNICAZIONE:
E26 s.n.c.