Gnosis Architettura

concorsi e gare
2000

La sala al pubblico come un ampio atrio
Gli  architetti  della Roma classica avevano già compreso che per dividere uno spazio non occorre sempre costruire delle pareti. Avevano per questo inventato l’atrio con un impluvium nella copertura che divideva lo spazio di ingresso ed il giardino interno all’abitazione, mediante un peristilio di colonne che individua il percorso porticato e lo spazio verde.
La nostra proposta rielabora queste soluzioni dividendo virtualmente lo spazio della sala  in sotto ambiti. Ciò evita che il ristorante sembri un ampio salone per matrimoni o una squallida mensa.
Le soluzioni formali proposte evitano che però lo spazio sia diviso da rigidi pareti che frammenterebbero troppo lo spazio rendendolo angusto.

I Pilastri di luce ed il tetto
Per dividere lo spazio ed inventare ambienti diversi abbiamo posizionato nella sala quattro pilastri a sezione conica da realizzare in resina trasparente decorata per colatura con tinte policrome vivaci. All’interno un forte fascio di luce illumina gli stessi proseguendone idealmente il fusto verso il soffitto.
Questi elementi sono volutamente eterei ed articolano lo spazio senza appesantirlo.
In maniera analoga un setto in resina policroma potrebbe articolare lo spazio dell’intera sala, nell’ipotesi di voler svelare il banco al pubblico un attimo dopo l’ingresso al locale.

Le controsoffittature ed il celo
Per la superficie prevista della sala, un controsoffitto posto a tre metri da terra ci sembrava particolarmente opprimente.
Proponiamo allora di realizzare un controsoffitto in cartongesso sagomato a volta nel quale disporre faretti ad incasso di dimensioni variabili, quasi a disegnare una luminosa volta stellata.

Il sistema di protezione all'irraggiamento solare
Abbiamo verificato che ad una latitudine media per l’Italia (Roma) il sole scende al di sotto dei trenta gradi di altezza sull’orizzonte alle ore  15,30 circa.
Questo vuol dire che per la facciata esposta a Sud-Ovest il sole entra nel locale a quell’ora (nonostante i due metri di pensilina) per circa due metri e settanta. Dopo circa trenta minuti la penetrazione nel locale e di circa quattro metri.
A nostro avviso potrebbero essere necessari dei sistemi oscuranti mobili che consentano una protezione dall’irraggiamento solare. Questi elementi, utilizzati solo quando necessario, sparirebbero in un’opportuna mantovana per garantire una piena visibilità del locale.
Sempre nell’ottica di dare un’immagine calda ed accogliente, il sistema da noi previsto è realizzato utilizzando una sorta di veneziane di  lamelle in legno molto larghe. Le lamelle di legno, quando sono calate giù, risultano allineate con i corsi orizzontali in laterizio previsti come rivestimento delle pareti in facciata.

Il banco
Il banco per il pubblico deve apparire pulito e luminoso. Il fronte esterno dello stesso è realizzato in una prima ipotesi con un pannello retroilluminato in resina trasparente, decorata per colatura con tinte policrome vivaci, come quella dei pilastri. Nella seconda ipotesi, nell’ottica di voler “regionalizzare” maggiormente  il drive, si è pensato di apporre sulla struttura del banco delle formelle in terracotta da modellare manualmente con disegni di oggetti di memoria locale o decori ottenuti per “calco” di elementi riconoscibili del luogo. Le formelle andranno poi vetrificate per far risaltare l’illuminazione radente prevista e per assicurare un’adeguata pulizia.
In ambedue le soluzioni, il banco bar è rifinito, sul retro, con una parete realizzata in formelle di vetro in pasta retroilluminate che, insieme alla cappa rifinita in modo simile, fungono da catalizzatore di attenzione del consumatore più fugace.

La sistemazione dell'esterno
E’ necessario che l’intero edificio del Drive non appaia come un prefabbricato.
Proponiamo per questo che le pareti siano rivestite in pietra. Abbiamo optato per una muratura di pietra dorata (una arenaria gialla molto calda e nel contempo resistente agli agenti atmosferici) listata con laterizi a finitura sabbiata. Il basamento è in pietra basaltina o serena.
A completamento di un’immagine calda ed accogliente abbiamo previsto un controsoffitto nella parte piana della casquette in doghe di legno massello di douglass che accoglie faretti ad incasso per un’illuminazione dell’area attigua al drive.
La copertura è stata pensata in due tipi di finitura: per un  immagine “mediterranea” il tetto è rivestito con tegole in laterizio tipo Portoghese, mentre per località situate più al nord il rivestimento è in lamiere di rame ossidato.
Le terrazze al pubblico sono previste pavimentate con ardesie a sfaldo, colorate,  posate ad opera incerta.
Sulle terrazze è proposta una disposizione di ombrelloni e sedute insieme ad una play land. Particolare attenzione è posta alla sistemazione di un’area ristoro per bambini.

 

Anno: 2000
Descrizione: Concorso interno ai progettisti Mc Donald's per la pogettazione del ristorante Mc Drive.
Ente Banditore: Mc Donald’s Development Italy Inc.

PROGETTO ARCHITETTONICO
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