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Allestimenti

L’allestimento di questa mostra ha interessato un edificio ancora in corso di restauro ed un casino di caccia molto particolare, ambedue posti in un’area che continua ancora adesso a restituirci reperti ricchi di storia, confermando l’eccezionalità di una città che, nonostante tutto ciò, sembra ancora rifiutare la sua unica vera vocazione turistico-culturale. L’impegno profuso nell’opera che ha consentito di ottenere un risultato di grande forza ed originalità, è stato caratterizzato dalla volontà di non lasciare trasparire una immagine di transitorietà a tutto l’allestimento e di lanciare chiari messaggi anche al fruitore più distratto. Con la scelta di materiali solidi come il ferro si è scelto di realizzare un’esposizione stabile dei reperti, la cui memoria dello scavo si poteva leggere con la presenza di sabbia - simile al tagliume di tufo - in cui sono state ritrovate e qui adagiate le opere. L’eccezionalità dei reperti, unita ad un percorso espositivo coraggioso e singolare hanno consentito di meravigliare ed incuriosire il visitatore meno competente che, aiutato dal calibrato ed attento gioco dei diversi materiali presenti negli elementi allestitivi, riusciva a leggere il reperto senza molte distrazioni. L’allestimento di questa mostra ha interessato un edificio ancora in corso di restauro ed un casino di caccia molto particolare, ambedue posti in un’area che continua ancora adesso a restituirci reperti ricchi di storia, confermando l’eccezionalità di una città che, nonostante tutto ciò, sembra ancora rifiutare la sua unica vera vocazione turistico-culturale.L’impegno profuso nell’opera che ha consentito di ottenere un risultato di grande forza ed originalità, è stato caratterizzato dalla volontà di non lasciare trasparire una immagine di transitorietà a tutto l’allestimento e di lanciare chiari messaggi anche al fruitore più distratto.Con la scelta di materiali solidi come il ferro si è scelto di realizzare un’esposizione stabile dei reperti, la cui memoria dello scavo si poteva leggere con la presenza di sabbia - simile al tagliume di tufo - in cui sono state ritrovate e qui adagiate le opere. L’eccezionalità dei reperti, unita ad un percorso espositivo coraggioso e singolare hanno consentito di meravigliare ed incuriosire il visitatore meno competente che, aiutato dal calibrato ed attento gioco dei diversi materiali presenti negli elementi allestitivi, riusciva a leggere il reperto senza molte distrazioni.La scelta della lamiera fresca di laminatoio, solo cerata e cesoiata, come fondo per i reperti in marmo ha creato un dialogo ed al tempo stesso un piacevole contrasto, sì da far risaltare dettagli e punti di vista altrimenti offuscati. La cura del dettaglio profusa in alcuni supporti ha valenza di dialogo ed al tempo stesso esaltazione di quel particolare del reperto in mostra che tanto bene l’artista è riuscito ad ottenere in un materiale così impenetrabile come il marmo. Lo studio della luce, che a differenza del solito, giunge dall’alto ma è compensata da una sottolineatura radente la sabbia, è stato pensato nell’ottica di rendere visibile l’intera figura ed al tempo stesso ammorbidirne i tratti. La scelta della lamiera fresca di laminatoio, solo cerata e cesoiata, come fondo per i reperti in marmo ha creato un dialogo ed al tempo stesso un piacevole contrasto, sì da far risaltare dettagli e punti di vista altrimenti offuscati. La cura del dettaglio profusa in alcuni supporti ha valenza di dialogo ed al tempo stesso esaltazione di quel particolare del reperto in mostra che tanto bene l’artista è riuscito ad ottenere in un materiale così impenetrabile come il marmo. Lo studio della luce, che a differenza del solito, giunge dall’alto ma è compensata da una sottolineatura radente la sabbia, è stato pensato nell’ottica di rendere visibile l’intera figura ed al tempo stesso ammorbidirne i tratti.

Anno: 2001
Località: Baia, Napoli
Descrizione: Progettazione, direzione lavori per l'allestimento della Mostra Nova Antiqua Phlegrea nella Casina Vanvitelliana del Fusaro e nel Salone dell'Ostrichina presso il Parco deel Fusaro.
Committente: Soprintendenza Archeologica delle Province di Napoli e Caserta
Importo lavori: 191.089,00
Categoria: Ie

PROGETTO ARCHITETTONICO
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