Gnosis Architettura

concorsi e gare
2005

L’elegante opera di Amedeo Albertini, il progettista fiduciario della grande industria, rimasta al di fuori dei grandi riflettori della critica operativa del Moderno, è ancora oggi una macchina architettonica perfetta che non mostra gli anni che ha.

Criteri informativi
L’alta qualità architettonica e ambientale dell’opera guidano il progetto di ristrutturazione e di ampliamento.
Progetto di conservazione: per l’esistente un rigoroso progetto di conservazione garantisce la migliore permanenza in uso e la trasmissione al futuro dell’opera.
Progetto del nuovo: le parti che si aggiungono cercano di rispondere a criteri di grande innovazione morfologica, tipologica e tecnologica nel dialogo e nella coevoluzione della qualità della preesistenza.

Proposta di progetto
L’attenzione alla conservazione dell’architettura del Museo esistente, nelle sue componenti, strutture e materiali si concretizzano in una scelta di interventi sempre rispettosi dei manufatti esistenti, sino a suggerire alcune schede tecniche per la soluzione degli specifici problemi di degrado.
Gli interventi di rifunzionalizzazione dei corpi di fabbrica esistenti sono rivolti al miglioramento quantitativo e qualitativo delle superfici espositive e alla riorganizzazione delle attività collaterali, migliorandone le possibilità di accesso e la flessibilità della fruizione.
Per aggiungere all’edificio ben collaudato nel tempo nuova materia compatibile come testimonianza del nuovo ruolo, che si intende affidare al Museo, ci si è affidati ad una scelta di flessibilità morfologica e materica, capace di rappresentare la complessità degli anni che viviamo, un’ ideale contrapposizione alla rigidità del manufatto originario che ben si coniuga con il design delle auto coeve.
All’ingresso del Museo la hall traslucida e luminosa distribuisce ed indirizza verso le diverse funzioni, a destra e a sinistra i servizi per il pubblico, proseguendo verso l’interno sotto la chioma traslucida della nuova galleria si raggiunge il vasto complesso espositivo costituito dall’insieme del preesistente e del nuovo corpo di fabbrica.
Il nuovo ingresso volutamente organico e plastico disegna un “bosco” che annuncia al visitatore le logiche formali e organizzative del progetto e comunica nei primi istanti di fruizione con la luce che filtra dall’alto un senso di sicurezza, anticipando il nuovo.
La distribuzione organica si espande dopo la biglietteria negli spazi laterali dei servizi del Museo. Lo stesso tema del “bosco” si ripropone nelle sopraelevazioni dei corpi di collegamento.
Nel nuovo corpo, per dar luce ai vari piani e costituire un efficace snodo funzionale attorno a cui organizzare il sistema delle rampe ”en plein ari” si è inserita una figura simbolo storico della grande industria: un iperboloide di rotazione a doppia falda. Figura
geometrica mutevole nello spazio a cui si affida il ruolo di “testimonial” della organica crescita programmatica del sistema museale esistente.
La sua replica in esterno, limitata alla sola sezione mediana diventa maxischermo pubblicitario d’eccellenza delle attività e dei contenuti del Museo: una grande vetrina sulla strada e un nuovo cuore pulsante nello spazio espositivo. Simboli urbani inediti nello sky-line di Torino, in dialogo con la fabbrica del Lingotto con cui il Museo dell’auto intrattiene un rapporto di storia e di lavoro.

Tecnologie per la sostenibilità
Il progetto del nuovo corpo utilizza tecnologie e materiali non tradizionali, ma largamente sperimentati che garantiscono durabilità e bassi costi di gestione, nonché rapidi tempi di realizzazione (strutture in acciaio, tamponamenti esterni con pareti ventilate trasparenti, pavimenti a grandi lastre di composti a base di vetro resina ad alta resistenza). Le soluzioni proposte risultano di facile realizzazione.
Le pareti ventilate traslucide e il vuoto centrale consentono un largo utilizzo della luce naturale che potrà esser modulata con le soluzioni di allestimento, in modo da ridurre al minimo l’impiego della luce artificiale; consentono inoltre un apporto energetico invernale ed un’integrazione della ventilazione estiva. In entrambi i casi si ottiene un risparmio energetico.
Oltre a queste sono state in generale adottate soluzioni tese al risparmio energetico, a partire dalle tecnologie impiantistiche con controlli automatizzati, all’impiego di pannelli termosolari per il reintegro dell’aria di riscaldamento e di pannelli fotovoltaici per l’integrazione dell’energia elettrica, alla formazione di aree verdi sui nuovi tetti.
Le soluzioni strutturali in acciaio adottate consentono la riduzione al minimo degli ingombri delle strutture verticali, lasciando la massima flessibilità agli spazi espositivi.
Gli impianti elettrici e di climatizzazione sono basati su sistemi di building automation con sensori di presenza delle persone per controllare e limitare i consumi, integrati da sistemi di recupero e produzione di energia (pannelli fotovoltaici, pannelli solari termici) e sistemi passivi integrati con l’architettura dell’ampliamento (pareti ventilate, vuoto dell’iperboloide, tetti verdi).

In sintesi
Il nuovo corpo, così come le parti aggiuntive dell’edificio esistente, si inserisce con una forma architettonica innovativa, ma rispettosa dell’architettura albertiniana, concepita per esser il fulcro del nuovo organismo museale con l’iperboloide interno emergente come evocazione della fabbrica di cui l’automobile è simbolo, attorno ed entro al quale si sviluppano i collegamenti verticali principali.
Ancora il semi iperboloide esterno costituisce tramite mediatico tra il Museo e la Città, parete di immagini visibili dal Corso Unità d’Italia, via di provenienza dall’ esterno per Torino.

Esito: Progetto II classificato
Anno: 2005
Località: Torino
Descrizione: Concorso di progettazione per la ristrutturazione e l’ampliamento del Museo dell’ Automobile “Carlo Biscaretti di Ruffia”
Ente Banditore: Muso dell'Automobile "Carlo Biscaretti di Ruffia"
 
PROGETTO ARCHITETTONICO
Capogruppo: Marco Dezzi Bardeschi
Architetti: Gnosis Architettura, Alessandro Castagnaro, Renato De Fusco, L.Carducci, Marzia Dezzi Bardeschi, Studio Ingaramo
 
IMPIANTI TERMICI
Ingegneri: S. Chiavazza, L. Chiavazza
Architetti: P. Fop

IMPIANTI ELETTRICI
Ingegneri:
S. Fausone

COORDINAMENTO DELLA SICUREZZA
Giovanni Russo

VALUTATORE ECONOMICO
Giulio Mondini
GEOLOGIA
Geologo:
A.M. Baldi

CONSULENTI:
Architetti: R. Ingaramo, M.G. Bagnaro, R. Cordero,  R. Ientile, N.E. Locht,  A. Melani,  A. Tsentis, F. Zaccheo,