Gnosis Architettura

concorsi e gare
2005

Il passaggio di scala e di definizione, fra gli elaborati di un concorso di idee e quelli di un progetto preliminare, introduce un grado di complessità che arricchisce, speriamo, il progetto stesso. C’è ovviamente il rischio di schiacciare le intuizioni della prima fase fra il sistema normativo analizzato con maggiore precisione e la griglia dei costi di realizzazione che, se pure ancora da indicare quali “stima sommaria”, vanno guardati con un attenzione perlomeno degna di un progetto definitivo.
Per evitare di tradire le prime intuizioni abbiamo cercato di elaborare questa seconda fase del progetto imponendoci il rispetto dei principi guida che avevamo posto a base del nostro lavoro.

Abbiamo cioè lavorato cercando di rispettare le seguenti “regole”:

  • - Le sistemazioni a verde non sono affatto residuali rispetto alla collocazione degli alloggi;
  • - E’ proprio l’impianto verde che organizza l’area;
  • - La sostenibilità ambientale è un valore fondante la costruzione dell’architettura;
  • - L’architettura sostenibile è un’opportunità anche in termini formali;
  • - Il bilancio gestionale/manutentivo dell’intervento deve tenere conto del costo del bilancio entropioco dell’intervento nel lungo periodo;
  • - La zonizzazione delle funzioni deve essere negata per cercare di organizzare lo spazio in un tutt’uno che ponga l’uomo e le sue necessità primarie al centro del progetto.

 Quanto sopra ha orientato il progetto verso soluzioni funzionali/formali che:

  • - connettano le diverse aree difatto separate dagli attraversamenti imposti dal piano;
  • - realizzino un modello di architettura partecipata che coinvolga i futuri utenti sin dalla fase di realizzazione del progetto;
  • - producano un’edilizia condivisa e accettata dai fruitori;
  • - recuperino le tecniche e le tradizioni dell’edilizia storica re-interpretando le stesse in una dimensione di sostenibilità ambientale del progetto.

Nella prima fase erano state presentate due ipotesi alternative relativamente alla tecnologia costruttiva. La prima prevedeva la possibilità di realizzare gli alloggi con la tecnica tradizionale dei telai in calcestruzzo armato e tompagni in laterizi, la seconda ipotizzava, in ragione della volontà di sviluppare tutto il progetto secondo il rispetto dei principi della eco-sostenibiltà dell’intervento, di costruire gli stessi in muratura portante e solai in legno lamellare.

Nell’elaborazione del progetto preliminare si è verificato che, seppure le attuali normative non prevedono di elaborare i costi di fabbricazione in ragione del successivo costo di smaltimento del manufatto, è possibile perseguire il principio della eco- sostenibilità dell’intervento costruendo gli edifici in muratura portante. Questa scelta si integra con tutto il sistema di soluzioni proposte (teleriscaldamento, sistema fotovoltaico, coibentazione dei manufatti) che pongono la nostra proposta in linea con le attuali tendenze dell’architettura sostenibile. Ciò consentirebbe al rione De Gasperi di costituire il modello pilota per lo sviluppo di un’architettura sostenibile in Campania.

Nella prima fase del concorso si sono lasciate libere dalle autovetture le corti interne degli edifici. I veicoli venivano sistemati in parte in aree interrate da realizzare presso la linea ferrata che attraversa il lotto. Nello sviluppo del progetto preliminare, dopo un’attenta analisi delle aree e della norma, si è verificato che è possibile comunque tenere libere dalle auto le corti degli edifici sistemando le stesse in aree limitrofe ai fabbricati. In ragione di ciò si è preferito utilizzare le risorse previste per i parcheggi interrati per migliorare la qualità complessiva dell’intervento. In ogni caso il progetto prevede comunque la possibilità che i parcheggi interrati possano esser realizzati ove vengano reperite ulteriori risorse.

Quanto prodotto non ha la presunzione di rappresentare un modello innovativo, un’icona dell’architettura contemporanea, prova invece a dare risposte concrete ad una drammatica emergenza abitativa, tentando al contempo di restituire all’architettura quella funzione sociale che è spesso tradita dalle ambizioni degli architetti. D’altro canto in molte città l’edilizia “popolare” di qualità dei primi anni del dopoguerra si è ben conservata ed ha accolto al suo interno diverse generazioni che, forse anche per la qualità dell’impianto urbanisitico e degli edifici, hanno saputo manutenere e rispettare gli immobili.

Abbiamo cercato quindi di pensare a questo piccolo rione come uno spazio nel quale si possa vivere bene, un luogo nel quale la città e gli abitanti possano riconoscersi. Diversamente avremmo progettato delle monadi che, se pure capaci di soddisfare le nostre più sfrenate ambizioni formali, non avrebbero poi prodotto che desolazione e tristezza.



Esito: Progetto III classificato
Anno: 2005
Località: Rione de Gasperi, Napoli
Descrizione: Concorso di progettazione per la ristrutturazione urbanistica, architettonica e funzionale del Rione de Gasperi
ENte BAnditore: Comune di Napoli
 
PROGETTO ARCHITETTONICO
Capogruppo: Gnosis Architettura
Architetti: Renato De Fusco
 
PROGETTO STRUTTURALE
Ingegneri: Essetti s.r.l.
 
IMPIANTI IDRICI
Ingegneri: Giampiero Rasulo
 
CONSULENTI:
Architetti: Isabella Lisi, Maria Grazia Bagnaro