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Restauro e Recupero

CASA CANONICA, MUSEO E CAMPANILE

 

 all’interno del volume della canonica e del lapidario (rudere conservato a testimonianza del passato) è stata eretta una fabbrica nuova caratterizzata da tecnologie e materiali moderni e lineari, priva di elementi figurativi, nel rispetto della lettura della stratificazione e dell’importanza delle preesistenze. E’ chiaro l’intento progettuale di voler delimitare il lotto di pertinenza del tempio-duomo e separarlo dagli interventi con diversa destinazione, nell’intento di salvaguardare la parte più delicata, fragile ed antica del complesso.

Quattro sono le funzioni che ospita questo nuovo volume: casa canonica, uffici parrocchiali, lapidario e il nuovo campanile. Le scelte del gruppo sono state determinate da alcune premesse culturali, logistiche, funzionali all’atto della progettazione della canonica-lapidario. 

La cattedrale barocca di Pozzuoli possedeva un campanile maiolicato, a richiamo simbolico verso la città, con quattro campane di diverse dimensioni. In seguito alle vicissitudini degli ultimi quarant’anni, ed ai rilevanti ritrovamenti archeologici non è stato possibile edificare una nuova struttura campanaria nello stesso sito. Con la convinzione che il campanile, per una città che ormai oggi è molto lontana dalla sua Cattedrale, non poteva che essere alto ed ubicato nella posizione più emergente del contesto, è stato collocato sull’estremo angolo nord-est, in un unicum con la Canonica ed il Museo lapidario del Vescovado.

Per ottenere  il miglior impatto visivo e per entrare nel miglior rapporto dialettico e non conflittuale con

il monumento e con la elegante cupola rivestita da policromi elementi di maiolica della Cappella del Santissimo, ci è sembrato opportuno erigere una torre campanaria morfologicamente vicina alla tradizione delle classiche strutture campanarie, tipiche dei centri storici italiani, con materiali caratterizzanti il linguaggio moderno che al tempo stesso si uniformino con la “pelle” della canonica-lapidario e non siano in contrasto con i materiali caratterizzanti storicamente il contesto flegreo.

 

È stato scelto un rivestimento parietale costituito da una parete perimetrale con frangisole in terracotta con superfici sabbiate e colori ad impasto, tipo cotto napoletano che consente una protezione solare e un buon isolamento termico dell’edificio. In tal modo si tende a ridurre la opaca passività delle pareti, puntando su un impalcato strutturale filiforme, ridotto al minimo ed il più possibile smaterializzato per ottenere massima trasparenza e leggerezza della struttura di sostegno delle campane.

 

 

In tal modo la torre campanaria conferisce all’insieme un carattere unitario, dalla parte basamentale fino alla sommità, carattere uniforme anche alla canonica-lapidario. La cella campanaria, elemento peculiare sia dal punto di vista funzionale che linguistico-simbolico - è stata realizzata con materiali metallici .