Gnosis Architettura

concorsi e gare
2010

Il progetto interessa un edificio destinato sin dalla costruzione a sede Torinese dell’INAIL, progettato dal’architetto romano Luigi Ciarlini, autore, tra le altre cose, del cinema Massimo all'Aquila, di un paio di interessanti interventi del piano Ina Casa a Ferrara e anche della sede Inail sempre all’Aquila del 1940. La concessione per la costruzione risulta presentata nel 1954 e quindi l’edificio dovrebbe essere stato completato un paio di anni dopo. Il manufatto ha alcune peculiarità che, se pur non ancora studiate approfonditamente, pongono il fabbricato fra quelli più interessanti dell’epoca. I grafici di concessione risolvono l’angolo con una soluzione “aperta”. Soluzione che è stata probabilmente abbandonata in sede di costruzione.
Il progetto posto a base di gara è indicato come “restauro e risanamento conservativo” dell’immobile e i pregevoli schizzi a mano che accompagnano il capitolato descrivono una precisa intenzione conservativa ed una elevata qualità di cultura del restauro. Purtroppo non ci sono indicazioni della stessa cura per gli ambienti di ingresso che sono tra le parti più interessanti dell’edificio. In questo senso le migliorie proposte al definitivo sono state sviluppate ponendo particolare cura al rispetto dei principi del restauro.
Come è noto a seguito  delle riflessioni di Cesare Brandi per le quali il Restauro consiste ne “il momento metodologico del riconoscimento dell'opera d'arte, nella sua consistenza fisica e nella sua duplice polarità estetica e storica, in vista della trasmissione al futuro”, tutta la cultura del restauro e della conservazione si è sviluppata tendendo al superamento del mero intervento di restauro filologico-scientifico, tentando una conciliazione con le posizioni del restauro critico e mirando a una conservazione della materia, ma anche dell’immagine. Nel tentativo di coniugare l’istanza della storicità e l’istanza dell’estetica espresse nella carta Italiana del Restauro del 1972, l’intervento di restauro qui proposto riprende i capisaldi della Carta del Restauro del 1987 che si pone in parziale continuità con quella del 1972, integrandone alcune lacune e rivedendone alcuni principi con l’obbiettivo di restituire all'oggetto, nei limiti del possibile, la relativa leggibilità e, ove occorra, l'uso.
In relazione alle operazioni di restauro, che coinvolgono la natura materiale delle singole opere, si intende respingere fin dallo stato di progettazione del restauro stesso: 

  • I completamenti in stile o analogici, anche in forma semplificata, sia pure in presenza di documenti grafici o plastici che possano indicare quale fosse stato o dovesse apparire l'aspetto dell'opera finita. Si potranno ammettere limitate eccezioni qualora i completamenti analogici, se pure ridotti all'essenziale, si dimostrino necessari al più sicuro mantenimento delle parti superstiti e al loro consolidamento.
  • Le rimozioni e demolizioni che cancellino il passaggio dell'opera attraverso il tempo, a meno che non si tratti di limitate alterazione deturpanti o incongrue rispetto ai valori storici dell'opera o di completamenti in stile che la falsifichino; 
  • L’alterazione o rimozione delle patine, che non siano irreversibilmente compromesse dall'alterazione del materiale superficiale. La conservazione di quest'ultimo può infatti essere fonte di ulteriore degrado, specie nel caso di superfici lapidee.

In relazione alle medesime operazioni di restauro si intendono invece come ammissibili le seguenti operazioni e reintegrazioni: 

  • Le aggiunte di parti accessorie in funzione statica e reintegrazioni di piccole parti storicamente accertate, marcando in modo chiaro aggiunte e reintegrazioni pur senza eccedere nella segnalazione, di esse, onde non prevaricare l'armonia del contesto. In simili casi può anche adottarsi materiale differenziato, seppure accordato cromaticamente al contesto, purché sia più affine e compatibile, per caratteristiche chimico-fisiche, al supporto. Ciò potrà evitare comportamenti difformi, provocati da sollecitazioni termiche diverse, a loro volta indotte da diversi: spessore, modo di applicazione e  composizione. Codesti inserti dovranno essere comunque distinguibili a occhio nudo, seppure a un'osservazione ravvicinata, ricorrendo anche a lavorazioni diverse da quelle storiche, in particolare nei punti di raccordo con le parti antiche. Infine tali inserti dovranno essere siglati e datati, ove possibile, ma sempre con la debita discrezione; 
  • La sistemazione di opere la-cunose inserendo elementi determinanti per la figuratività dell'opera; 
  • Ogni intervento sull'opera deve inoltre essere eseguito in modo tale e con tali tecniche e materie da poter dare affidamento che nel futuro non renderà impossibile un nuovo eventuale intervento di conservazione e restauro.

In caso di aggiudicazione il progetto esecutivo sarà sviluppato riferendosi a questi principi, in questa fase di gara il disciplinare richiede ai concorrenti “una proposta di progettazione interna dell’androne posto al piano terra….”  la proposta redatta dal nostro gruppo è stata sviluppata tenendo conto dell’esigenza della stazione appaltante e della volontà di realizzare un progetto conforme ai principi di rispetto dell’immobile originario e dei principi di qualità del restauro architettonico.
Il progetto definitivo posto a base di gara prevede di realizzare l’ingresso con porta circolare di grande dimensione che occupa in parte l'atrio esterno. Questa soluzione riduce la larghezza dell'atrio esterno e al contempo rompe l’unità stilistica dell’infisso dell’ingresso principale. In luogo della porta circolare si propone un infisso a doppia porta scorrevole automatizzata con l’asse del corridoio di ingresso ruotato verso il nuovo ascensore e l’accesso agli altri accessi posti sul resto della scala principale. Per questo infisso e' previsto utilizzare profili metallici tipo bronzofinestra che per tipologia e colorazione meglio si adattano al contesto.
La soluzione proposta permette di orientare meglio i fruitori verso i diversi accessi e al contempo consente di rispettare l’immagine originaria e permette di leggere la scritta in bronzo posta sopra l’ingresso dell’edificio.
Il progetto definitivo prevede per l'androne la rimozione di un setto murario posto in adiacenza del nuovo ascensore e del relativo rivestimento lapideo. Nell'ambito della proposta di miglioria per l'androne si e' invece ipotizzato di rispettare il progetto originario del Ciarlini non rimuovendo questo setto ma restaurando il rivestimento lapideo dello stesso. Attualmente l'androne esterno e' diviso in due ambiti distinti da un cancello in lega di alluminio probabilmente aggiunto in anni recenti, il progetto definitivo prevede che questo cancello resti in loco. Se questa esigenza dovesse essere confermata dalla stazione appaltante quale miglioria si propone di sostituire questo cancello con uno di forma e dimensione analoga realizzato con profili metallici tipo bronzo finestra.
Attualmente l’edificio, in corrispondenza dell’accesso, prevede un piccolo gradino alto circa otto centimetri che costituisce barriera architettonica per i diversamente abili. Anche se non esplicitato sembrerebbe che il progetto definitivo posto a base di gara preveda l’eliminazione di questa barriera mediante la completa rimozione del pavimento originario per realizzare un nuovo pavimento posto tutto a quota del marciapiede esterno. La miglioria proposta prevede invece di rispettare le quote originarie e la qualità dei pavimenti originali realizzando delle rampe con pendenze entro i limiti di legge che superino i dislivelli. Questa soluzione, conforme ai dettami dei principi della conservazione architettonica, oltre a rispettare le qualità originali del manufatto evita di incorrere in problematiche strutturali che si potrebbero riscontrare se i massetti posti sotto i pavimenti non dovessero consentire di raggiungere la quota zero ipotizzata.
Una volta superata la seconda porta scorrevole automatica il visitatore si troverà naturalmente orientato verso i diversi ingressi. L'asse del percorso e' infatti inclinato verso il nuovo ascensore e il percorso che porta agli accessi dipendenti, CDPR ed URP. Per orientare i visitatori è prevista, quale miglioria, una segnaletica appositamente progettata, atta ad orientare il pubblico verso i diversi ingressi. Anche per gli ipovedenti e' prevista una segnaletica di orientamento, accanto all'ingresso e' infatti collocata una colonnina con mappa tattile del percorso e vengono inseriti nel pavimento originario, (vedi scheda tecnica allegata)  degli elementi che orienteranno con il tatto i non vedenti.
Un'altra richiesta del bando era relativa alla possibilità di migliorare l'illuminazione della zona di ingresso. In questo senso si e' previsto di restaurare il controsoffitto dell'androne principale e di dotarlo di un nuovo sistema di illuminazione a basso consumo sempre del tipo indiretto. Per le altre zone si e' ipotizzato di realizzare lo stesso controsoffitto dell'area di ingresso e di dotarlo di analogo sistema di illuminazione indiretta (vedi scheda tecnica allegata). La parte di soffitto che interessa la prevista rampa realizzata per il superamento delle barriere architettoniche e' in legno con andamento a tronco di piramide. Per quest'area e' previsto il restauro del soffitto in legno e l' inserimento, nei piani verticali,  di corpi illuminanti per l'illuminazione indiretta del soffitto. Per le aree antistanti gli ascensori e' invece ipotizzata la realizzazione di un controsoffitto in cartongesso nel quale inserire dei corpi illuminati circolari a luce indiretta del tipo già realizzato dal Ciarlini per l'atrio dell'ingresso dipendenti.
Subito dietro la zona reception e nell'atrio sul retro sono presenti due grandi murales. Per questi dipinti e' previsto un puntuale restauro realizzato con le Tecniche di cui all’allegata scheda.

Progetto Terzo Classificato
Anno:
2010
Località: Torino
Descrizione: Appalto Integrato per la progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di restauro, risanamento conservativo e di adeguamento normativo dell'immobile sito in C.so Galileo Ferraris, 1
Ente Banditore: INAIL Servizio Centrale Acquisti
Categorie: Id, IIIb, IIIc
Importo dei Lavori: € 10.077.996,12

PROGETTO ARCHITETTONICO
Gnosis Architettura, arch. Michela Barosio

CONSULENTE ATTIVITA' DI CANTIERE
Ing. Luigi Grosso

STRUTTURE
Interprogetti s.r.l.