Nuova sede archivi Mibact Contrada Piccoli

I servizi di progettazione per la ristrutturazione e rifunzionalizzazione del complesso immobiliare demaniale del Comune di Brindisi, località Contrada Piccoli, da adibire a sede degli Archivi di Stato di Lecce e Brindisi del MiBACT, saranno affrontati dal gruppo GNOSIS PROGETTI con un approccio interdisciplinare, reso possibile dalla presenza al suo interno di molteplici specializzazioni: dalla progettazione architettonica a quella strutturale ed impiantistica e dalla geologia.
Ad una prima lettura dei documenti a base di gara parrebbe che in questa relazione si debba semplicemente elencare le metodologie e l’organizzazione del gruppo di lavoro per poter progettare un semplice capannone in periferia da adeguare sismicamente per ospitare degli armadi compattabili per archiviazione di documenti. Ma poi salta all’occhio che questo manufatto è un bene sequestrato alla Mafia e che è destinato ad ospitare l’archivio di Stato e del MIBAC di Brindisi. Ovvero questo squallido edificio deve diventare il luogo della memoria della collettività salentina!
Una importate occasione per segnalare alla collettività che, con il recupero di questo manufatto, lo Stato vince sulle mafie utilizzando l’arma della memoria ritrovata.
Gli spunti di progetto che in questa relazione vogliamo evidenziare vanno tutti in questa direzione: non il semplice recupero e rifunzionalizzazione di un vecchio capannone ma l’occasione per segnalare alla collettività la vittoria dello stato (e dell’esercizio della Sua memoria collettiva) sulle mafie.
Il Documento preliminare alla progettazione pone, quale esigenza funzionale, la necessità di adeguare sismicamente tutti gli edifici raggiungendo il grado massimo di sicurezza (edifici strategici).
Visto lo stato degli immobili questa attività è certamente realizzabile per due edifici, mentre per tutti gli altri corpi di fabbrica, letta la scarsa qualità costruttiva degli stessi, si ipotizza di costruire un nuovo edificio, una sorta di totem, una “ porta da accesso”, un segnale per chi giunge alla città da Lecce lungo la litoranea salentina. Questo manufatto costruito in metallo è posto al centro del piazzale diventando una sorta di “torre della memoria”. Una scala esterna cinge l’edificio consentendo al pubblico di raggiungere la sommità dove quattro alberi di ulivo simboleggiano il rapporto della memoria collettiva con lo straordinario paesaggio salentino. Su tutti gli edifici un intervento grafico sintetizzerà e racconterà il valore simbolico dell’intervento. Tutti i manufatti saranno dotati all’interno di depositi compattabili su più livelli del tipo a compartimentazione ignifuga. Questa scelta ridurrà drasticamente il carico di incendio del complesso riducendo al contempo la necessità di implementazione dei sistemi di spegnimento. Inoltre, la torre archivio consentirà di aumentare notevolmente la capacità di archiviazione prevista negli edifici che questa proposta progettuale intende demolire (+ 50%), con un aumento della capacità di ca. 30.000 metri lineari di archivio

Dal punto di vista ambientale l’intervento si pone come elemento di ricucitura fra l’area industriale realizzata a margine del lotto e il paesaggio rurale della campagna salentina. Un edificio simbolo non solo della vittoria dello stato sulla mafia ma anche della possibilità di realizzare della edificazione capace di antropizzare il territorio in modo dolce e rispettoso.
Al lotto si accede da uno slargo comune con altre attività. Il piazzale sarà rinaturalizzato, prevedendo la de-impermeabilizzazione di almeno il 50% delle aree scoperte, saranno previsti percorsi carrabili e pedonali differenziati e inoltre sarà prevista la piantumazione di essenze arboree e di un sistema di aste portabandiera che segnaleranno la presenza dell’archivio dello Stato e del MIBAC.






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