Anfiteatro Expo 2020 Dubai

Il concept dell’Anfiteatro Al Forsan è stato sviluppato con l’intento di valorizzare il tema dell’Expo 2020 “Connecting Minds, Creating the Future” in un’esperienza che mutasse in architettura i principi che legano il masterplan.

Il North Park Amphitheatre si trova all’interno della “Culture Spine” ed in particolare tra i petali dedicati alla sostenibilità, “accessibilità e resilienza delle risorse ambientali, energetiche e idriche”, ed all’opportunità, “liberare il potenziale dei singoli e delle comunità per creare un futuro migliore”.
Questi principi vengono sintetizzati con una figura rappresentativa del territorio, la palma, una delle specie vegetali più antiche al mondo, stimolando una connessione esperienziale e visiva all’interno del parco che ospiterà visitatori provenienti da tutto il mondo. Le sue proprietà vengono enfatizzate nel progetto a livello funzionale e simbolico. Le numerose radici, che a raggiera la ancorano con forza al terreno, il tronco, costituito da diversi fasci di materiale legnoso che le conferiscono una notevole flessibilità, le cellule più compatte e dense nella parte esterna del tronco rispetto a quelle presenti nella parte più interna, tutti elementi che richiamano la connessione di singoli elementi che collaborando crescono, resistendo ai climi ed alle circostanze più avverse.

L’arte, quale forma di connessione e condivisione tra individui di origini e culture diverse, nascerà e crescerà all’interno di un seme piantato nel North Park: l’Anfiteatro Al Forsan vuol diventare infatti non semplice palcoscenico alla mercè di turisti distratti, ma un luogo fortemente emozionante, che incuriosisca ed attiri i passanti, creando un feeling spaziale, materico, sensoriale anche per gli stessi artisti che vi si esprimeranno.

Il palcoscenico racchiuso in questo guscio diventa un luogo intimo e coinvolgente, caratterizzato da materiali caldi, adatto sia a performance scenografiche sia a concerti da camera.

Nel progetto è evidente l’intenzione di dare all’intervento la dignità di luogo architettonico dal valore autonomo, funzionale e simbolico assieme, irripetibile.

Lo Stage e il Back Of Stage vengono legati tra loro e al contesto attraverso il guscio del seme, che li contiene e li protegge, divenendo al tempo stesso copertura e struttura funzionale alle installazioni necessarie per il palcoscenico. Tale struttura, ispirandosi alle caratteristiche della palma, trova la sua conformazione naturale nella gridshell, guscio strutturale a graticcio realizzato incrociando il comportamento strutturale del guscio (shell) con quello del graticcio (grid), ottenendo una copertura di notevole effetto, leggera, semplice ed equilibrata, una costruzione fortemente caratterizzata dalla propria conformazione ed, al tempo stesso, oggetto fatto ad arte, artefatto che si sposa con la natura del parco circostante.

Le forme sinuose che la caratterizzano consentono di coprire lo spazio di notevole ampiezza garantendo una notevole flessibilità spaziale.

La scelta della gridshell sposa inoltre la necessità di una struttura sostenibile in quanto composta da un materiale ecologico per eccellenza, il legno, secondo una produzione in parte industrializzata e in parte hand-made.

Il guscio architettonico è formato da tre strati: la struttura portante in legno, l’estradosso con una percentuale di copertura per ombreggiare in legno di palma, e l’intradosso con una percentuale di pannelli luminosi a led e pannelli acustici.

Tutte le parti costituenti la maglia strutturale hanno una dimensione ridotta e sono semplici da produrre. Le bacchette sono facilmente sostituibili poiché non sono né incastrate né incollate. La materia flessibile garantisce la possibilità di autosostenersi e sopportare un certo carico.

La sfida è stata quella di progettare un elemento unificatore che congiungesse il BOH, lo Stage e il FOH, caratterizzando fortemente il North Park con un’architettura che riesca a comunicare con il contesto in modo armonico. Al contempo è stata progettata come l’assemblaggio di tre parti distinte: la copertura sul palco e sul BOH è quella di base, pensata per funzionare concettualmente e strutturalmente come elemento compiuto in sé, mentre quella sul FOH è opzionale, garantendo una continuità concettuale e spaziale tra il palcoscenico e la platea.

I suddetti tre elementi garantiscono la flessibilità dell’intervento dando la possibilità di valutare la configurazione più idonea alle necessità. Ciò ha portato a plasmare ciascuna delle tre parti singolarmente ma al contempo in accordo con le alte: la forza della copertura del palcoscenico viene esaltata proprio dalla sua completezza concettuale.

Il palco evidenzia architettonicamente la geometria triangolare del lotto, sagomando il rettangolo di partenza in base ai diversi punti di vista, aprendosi alla platea. La scena è caratterizzata da sette grandi pannelli, degradanti verso le estremità, disposti a creare una parabola che incornicia le future performance. Lo stesso palco è concepito come mobile, in modo tale da potere assumere diverse configurazioni altimetriche (piano o a differenti gradoni) attraverso un sistema di movimentazione idraulico, assicurando notevole libertà nella scelta della scenografia più opportuna ed offrendo la possibilità di portarsi alla stessa quota della platea, creando un unico grande spazio declinabile per diversi tipi di evento. Questa nuova concezione del rapporto tra il palco e la platea conferisce all'Auditorium una potenzialità unica e una forza architettonica ineguagliabile.

La progettazione degli elementi che definiscono la scena, quali pannelli acustici, ledwall, pannelli sospesi, impianto di illuminazione e di diffusione, oltre a garantire il rispetto dei requisiti prestazionali minimi richiesti, mira ad integrarli armonicamente nello spazio architettonico racchiuso dalla gridshell, rendendo gli elementi strutturali della copertura funzionale anche all’installazione dei suddetti.

Le scelte sono state volte a garantire la massima funzionalità e fruibilità degli spazi per artisti e operatori tramite la progettazione attenta ai flussi separati e ad elementi di arredo caratterizzati da una forte flessibilità.

La distribuzione funzionale del Back Of House è stata sviluppata tenendo in considerazione i flussi di artisti e operatori. Al fine di aumentarne ed ottimizzarne la capacità, si è previsto un nucleo chiuso di elementi prefabbricati a due piani cinto da percorsi laterali che consentano allo staff di operare anche in fase di esercizio dell’Anfiteatro. In prossimità dell’accesso carrabile è prevista una zona di carico-scarico e deposito di materiale e attrezzature.

La green room, fulcro del BOH, connette direttamente la zona carrabile al retropalco, offrendo agli artisti un accesso riservato nonché un luogo confortevole di attesa e relax durante gli spettacoli. Essa è sviluppata su due piani in modo da aumentare la capienza del BOH stesso con la possibilità di aree riservate più intime. Direttamente da essa si accede ai camerini, comprensivi di zona trucco, docce e bagni.

Per gli operatori e la crew sono previsti due bagni-spogliatoi con accesso separato rispetto a quello degli artisti.

Il palcoscenico e il retropalco sono alla stessa quota della strada garantendo un notevole vantaggio per la movimentazione delle attrezzature. Tuttavia sono previste pedane/scale mobili per facilitare le operazioni adattandosi alle diverse configurazioni che il palco può assumere.


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