Parco della Storia dell’ Uomo – Preistoria

Il raggruppamento partecipante alla gara in oggetto composto da Gnosis Progetti come capogruppo e da Tecnoin, Digiart e l’arch. Serena Borea come mandanti, è caratterizzato da un approccio multidisciplinare alle tematiche della progettazione garantito dalla diversificazione delle figure professionali presenti all’interno dei singoli soggetti che lo compongono. La grande esperienza maturata negli anni nella progettazione e nella realizzazione di opere analoghe a quelle oggetto del presente appalto, assicurano una visione olistica delle problematiche inerenti le metodologie realizzative, le tematiche compositive e la direzione lavori. Questa visione consente al raggruppamento scrivente di proporre soluzioni e metodologie integrate in grado di impattare contemporaneamente sui seguenti aspetti: ottimizzazione del progetto architettonico e impiantistico rispetto alle esigenze della committenza e alle normative vigenti; snellimento delle procedure realizzative mediante l’utilizzo delle tecnologie più adatte; sicurezza degli operatori e di terzi in fase di esecuzione.
Gnosis Progetti, Digiart, Tecnoin e arch. Serena Borea, sono società di progettazione e ingegneria e professionisti che presentano  molteplici specializzazioni in tutti i settori dell'Ingegneria, dell'Architettura e del Restauro nonché nella Direzione Lavori e nel Coordinamento alla Sicurezza di grandi  opere pubbliche.
Grazie ad un’ampia esperienza nei settori urbanistico, archeologico, monumentale, museale, aeroportuale, indagini strutturali, geognostiche, geofisiche e materiche, nonché delle tecnologie multimediali e dell’approfondimento scientifico, e forte dell’apporto collegiale di un gruppo di progettisti composto complessivamente da circa 100 unità, il raggruppamento affianca qualsiasi committente, pubblico o privato, con piena consapevolezza delle problematiche di costruzione, di allestimento ed organizzazione, di estetica, di costi-benefici e di gestione. Per il gruppo aggiuntivo la dott.ssa R. Verde, la dott.ssa P. Coniglio, ed il dott  G. Antonucci presentano grande esperienza nei rispettivi ambiti della botanica, della storia dell’arte, e delle indagini “geotecniche, geognostiche e strutturali”.
Il progetto del presente appalto verrà redatto secondo le logiche del Project Management e sviluppato con la tecnologia BIM (“Building Information Modeling”) Modello di Informazioni di un Edificio. Il sistema contiene informazioni riguardanti l’edificio o le sue parti come la localizzazionegeografica, la geometria, le proprietà dei materiali e degli elementi tecnici, le fasi di realizzazione, le operazioni di manutenzione e consente di integrare in un modello le informazioni utili in ogni fase della progettazione.

Il progetto per il Parco della Storia dell’uomo è incentrato sul sito archeologico di Murgia Timone per la cui valorizzazione e fruizione vengono richieste indagini per la conoscenza ed un progetto per la conservazione, la fruizione e la divulgazione della stessa. La fase della diagnostica prevede diverse forme di rilievo e documentazione grafica e fotografica attraverso il rilievo planimetrico, rilievo di dettaglio delle strutture, rilievo degli ipogei funerari, l’analisi materica e la mappatura delle strutture in luce, la redazione di piante d’insieme di dettaglio, la redazione di sezioni, etc. 

Sull’area denominata “Villaggio neolitico” verranno eseguite operazioni di rilievo ed indagini, atte a poter pianificare la progettazione dei lavori più consoni ai degradi materici e strutturali riscontrati in sito. 
Un rilievo laser terrestre abbinato ad un volo fotogrammetrico da drone, permette di fornire tutti gli elementi necessari alla progettazione degli interventi. Le indagini eseguite con il Laser scanner terrestre interesseranno i manufatti affioranti mentre le riprese aeree da drone riguarderanno tutta l’area d’interesse. Al fine di definire con dettaglio millimetrico le strutture archeologiche visibili, si utilizzerà uno scanner ad alta precisione quale: FARO CAM2 FOCUS 3D (a misura di fase).

Si propone un approfondimento della fase di conoscenza del villaggio preistorico della Murgia Timone e delle sue componenti paesaggistiche e archeologiche, al fine di restituire la complessità dei rapporti tra patrimonio naturale e patrimonio costruito che lo caratterizzano. Successivamente  al rilievo con drone si seguirà la fase di rilievo dei materiali lapidei ancora oggi presenti a testimonianza del sedime di antichi manufatti e del loro stato di conservazione. A tal fine verranno predisposti dei fotopiani orizzontali e verticali, nonché sezioni anche di parte di piani interrati sui quali sarà possibile mappare gli effetti degli agenti degradanti attraverso le Raccomandazioni Normal 1/88. Queste permettono di classificare per ciascun materiale le caratteristiche intrinseche ed estrinseche che lo caratterizzano, riuscendo dunque a discernere le alterazioni fisiche e colorimetriche naturali provocate dallo scorrere del tempo e dagli agenti atmosferici, dalle alterazioni materiche causa dei fattori di degrado.  

Murgia Timone conserva una rarissima testimonianza di villaggio neolitico trincerato, tanto più preziosa per il suo stato di conservazione quasi intatto. Il progetto di seguito illustrato ha come scopo la tutela dei reperti ed il loro restauro finalizzato ad una rivitalizzazione della fruizione di un patrimonio unico al mondo.
Preliminarmente a qualsiasi operazione di rilievo e di documentazione dello stato dei luoghi, è necessaria la pulizia superficiale dell’intero perimetro del fossato esterno ed interno, sia lì dove è già in luce sia dove è ancora da definire nonché dell’intera area; la definizione del perimetro dei due fossati, chiaramente tracciati sul terreno nella roccia calcarenitica e leggibili anche dalle foto aeree, consentirà la perimetrazione dell’area, salvaguardando anche l’area sud orientale che ancora subisce periodiche arature perché gravitante nel confinante podere privato.
Si prevedono inoltre opere di Survey di superficie da specialisti della preistoria per definire, identificare e circoscrivere le emergenze già in luce. Come risulta dalla bibliografia scientifica, si dovrebbero identificare i fori per i pali pertinenti a 9 capanne, una fornace, un sistema di canalizzazione e captazione delle acque, pozzi per la decantazione dell’argilla ed una strada tagliata nella roccia. Il survey di superficie consentirà anche di delimitare l’area della necropoli neolitica e le altre emergenze funerarie di epoche successive, tra il Bronzo medio e l’età del Ferro.
Lo scavo archeologico avrà due finalità: la  messa in luce di strutture ed evidenze già individuate ma non del tutto definite e l’esplorazione di strutture affiorate dal survey. Lo scavo sarà realizzato secondo l’attuale metodologia di intervento prevista per uno scavo preistorico con rilievo fotogrammetrico delle superfici di scavo. L’identificazione ed il rilevamento dei livelli preistorici potrà consentire uno studio tafonemico dei livelli antropici identificati; lo studio dei pollini contribuirà alla ricostruzione dell’ambiente preistorico mentre l’analisi dei reperti ossei, attraverso l’archeozoologia, potrà restituire informazioni nuove ed inedite. Oggi i metodi della ricerca archeologica consentono la raccolta di innumerevoli informazioni che, a quei tempi, non era possibile recuperare e dunque una nuova stagione di scavo potrà ottenere nuovi e diversi risultati.

Dal punto di vista della conservazione per contrastare il dilavamento selvaggio delle acque che porterebbe, nel caso del fossato, a riprodurre le condizioni di degrado attuali dovute alla crescita incontrollata delle piante infestanti ed all’accumulo di terreno proveniente dal suddetto dilavamento, è indispensabile realizzare un sistema di drenaggio delle acque non invasivo. A titolo esemplificativo si propone nel caso del fossato, dopo le opportune opere di pulizia e restauro dei fronti e del calpestio dell’invaso antico, un riempimento in argilla a sezione variabile, la posa di un tubo drenante microforato e la copertura finale con uno strato in granulato costituito da roccia locale frantumata. Questa soluzione consentirà il deflusso delle acque meteoriche nonché la loro dispersione controllata conservando quindi l’aspetto naturale ed originario dei luoghi; questo sistema ridurrà inoltre l’attecchimento delle specie vegetali infestanti. Le maggiori evidenze archeologiche del sito potranno essere protette soltanto mediante coperture atte ad evitare la pioggia battente e l’infiltrazione diretta nelle cavità presenti. Le coperture dovranno essere realizzate con materiali tali da fornire impatto minimo e nello stesso tempo da resistere agli agenti meteorici, tra i quali particolare rilevanza assume il vento, trovandosi alla sommità di un altopiano. Si propone quindi la realizzazione di coperture modulari per le emergenze della necropoli. Tale soluzione nasce dalla volontà di affrontare il «problema storico» relativo al rapporto tra antico e moderno, tra archeologia ed architettura d’avanguardia, dimostrando che ogni monumento può vivere e rinnovare la propria vita, con il contributo dell’architettura contemporanea che può  conferire alle preesistenze un valore aggiunto.
La proposta migliorativa prevede dunque un “modulo copertura” di dimensioni variabili a seconda dei reperti da proteggere composto da: a) struttura portante costituita da n.ro 4 archi in legno lamellare su plinti di fondazione esterni al terreno; b) struttura secondaria costituita da arcarecci in legno; c) manto di copertura in membrana di poliestere e pvc; d) corpi illuminanti a led per l’illuminazione notturna installati a pavimento nei quattro angoli del modulo di copertura.

Ipotesi progettuali per la valorizzazione  e la fruizione del Parco:
L’obiettivo principale è quello di far vivere il Parco non esclusivamente con forme attrattive per il turismo ma come centro propulsore di cultura e di ricerca funzionale ad una crescita culturale che vada al di là dell’area archeologica e coinvolga l’intero comprensorio in cui si inserisce. Seguendo un modello sviluppato soprattutto in ambito anglosassone, il parco archeologico viene concepito come ente progettuale e di gestione, teso a perseguire uno scopo educativo; in pratica un centro di produzione e di diffusione di cultura che lascia un’immagine positiva, creando “soddisfazione del cliente” mediante una visita adatta al grande pubblico, facilmente memorizzata. Fondamentale diventa tarare la visita in base al target del visitatore: scolaresche, turisti, studenti, studiosi, specialisti etc. Da qui scaturisce la proposta progettuale di creare percorsi didattici, attività pratiche, iniziative articolate su diverse tematiche, operazioni finalizzate a rendere il Parco parte integrante della vita culturale di Matera e del suo comprensorio.

Ipotesi progettuali per la musealizzazione del Parco:
1) creazione di percorsi con terreno locale stabilizzato, che seguano un preciso criterio di visita (un anello perimetrale ai due fossati , l’ingresso orientale e  le tracce del villaggio e delle capanne, l’itinerario verso l’ingresso occidentale e le sepolture a grotticella, la visita alla Tomba 2; 2) realizzazioni di coperture per i reperti archeologici più significativi e la cui conservazione è legata anche alla protezione dagli agenti atmosferici; 3) riqualificazione della struttura dello Jazzo Gattini con ubicazione degli spazi di biglietteria e bookshop, il potenziamento dei servizi igienici, e la ristrutturazione degli ambienti dedicati alla collocazione di postazioni multimediali ed elementi espositivi sia per il Villaggio Preistorico sia per le Chiese Rupestri così come indicato al punto B2.5; 4) ricostruzione di alcuni tratti dei due fossati con muretti a secco e palizzata (tecniche e materiali antichi secondo la metodologia dell’Archeologia sperimentale); 5) ricostruzione di una capanna con il suo arredo realizzando copie dei materiali rinvenuti e musealizzati a Matera (ricostruzione in modalità sia virtuale che fisica all’interno degli spazi dello Jazzo Gattini); 6) realizzazione di un modello in scala ridotta dell’intero villaggio da utilizzare come materiale illustrativo e divulgativo all’interno degli spazi dello Jazzo Gattini; 7) realizzazione di copie di una scelta dei materiali litici, ossei e ceramici rinvenuti per l’area espositiva interna allo Jazzo; 8) realizzazione di materiale illustrativo cartaceo con la planimetria del complesso, disegni, ricostruzioni e foto dei materiali.


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