LA REGOLA LA MATERIA LA FORMA

Il patrimonio architettonico e urbano del nostro passato è sempre più esposto al rischio di distruzione, alterazione e manipolazione, a causa anche del permanere di equivoci culturali presso gran parte di coloro che si ritengono autorizzati a mettere le mani sulle opere e sui siti esistenti.
Alla luce di tanto, il saggio vuole indagare i diversi criteri e modi di intervento, non per sostenere la verità e la validità di un metodo rispetto a un altro,, ma per esaminare i principi interni di ristrutturazione dell'attività architettonica quando si rivolge al costruito storico.
Attraverso un'opera di sistematica e drastica 'riduzione culturale', si è pervenuti alla convinzione che le esperienze acquisite possano tutte ricondursi a tre precise direttive, a tre strategie d'intervento, di volta in volta indirizzate a:

a) operare sul piano delle regole della stessa opera su cui si interviene;
b) esibire e amplificare la distinzione tra i segni del passato e quelli del presente, anche rinunciando a qualsiasi forma di compromissione con la materia costruita per garantirne l'autenticità;
c) agire in ossequio alla forma architettonica, in veste di immagine e confronto fra il linguaggio (i linguaggi) del passato e quelli del presente.
Si esclude ogni pretesa di sistemare una volta per tutte le emergenze metodologiche e operative sempre nuove e diverse dell'attività che si rivolge al costruito storico.
Vengono prospettate le antitesi, i contrasti, le antinomie, le contraddizioni, le connessioni, le affinità problematiche e le prospettive metodologiche compatibili e sostenibili.
L'approccio alla questione ha un taglio decisamente analitico, tendente cioè a chiarire i termini dei vari problemi, più che a risorverli.
La scelta operativa di chi scrive non è assente, ma è implicita nell'impianto stesso di questa ricerca. 


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