Ex Caserma Perotti - Bologna

 

La proposta progettuale per l’area della ex Caserma Perotti a Bologna, è il risultato di una attenta lettura del tessuto urbano esistente che racconta la storia di una porzione di città, il quartiere Fossolo, sviluppatasi lungo la via Emilia, staccata dal centro storico, e che ha visto la sua completa trasformazione dalla fine della guerra ad oggi.  

L’area di progetto è localizzata all’interno di una maglia disegnata dalla centuriatio romana (710mx710m) della quale sono ancora riconoscibili i tracciati, come per esempio quello della attuale via C. Marx, la strada carrabile principale che costeggia il lotto a Sud: l’antico tracciato è presente nelle cartografie storiche a partire dalla Carta Asburgica del 1850.  

Questo lotto si presenta chiuso su 3 lati da un muro di cinta che divideva l’impianto militare dal resto del quartiere, e a nord dalla ferrovia. Un impianto regolare fatto di sei edifici a corte, disposti 3 sul lato ovest e 3 ad est, e due fabbricati centrali a segnare l’ingresso e la chiusura della caserma. Il lotto sul versante est confina con l’attuale sede del Tper, il cui edificio fu realizzato alla fine degli anni Settanta dall’architetto Enzo Zacchiroli, mentre ad ovest e sud insistono edifici residenziali di recente costruzione. L’impianto simmetrico della ex caserma è rimarcato dalla presenza di una grande superficie occupata dalla vegetazione, un polmone verde, che oggi prende il sopravvento sul costruito. Dall’a­nalisi del contesto è stato possibile riconoscere l’estensione e il peso che ha il verde in questa parte di città: parchi pubblici, aree attrezzate ad orti urbani per la comunità, e una rilevante superficie verde relativa alle residenze.

Il sistema del verde esistente è integrato perfettamente con la rete della mobilità e dei servizi, a costituire un unico “organismo” fatto da interazioni tra i diversi elementi. E’ proprio l’elemento naturale di forte presenza sul lotto, il punto di partenza del progetto: il grande giardino non viene considerato come un vuoto, ma come un vero e proprio “Volume Verde”.

Il progetto si sviluppo seguendo i seguenti temi sotto elencati:

Individuazione dei vincoli e delle criticità: demolizione degli edifici esistenti, e riutilizzo del loro sedime e dei materiali di scarto; riconfigurazione bordi, rafforzando il lato est verso il parcheggio pullman, con un doppio filare albe­rato e una strada carrabile, che permette l’ingresso ai parcheggi interrati delle residenze, ed il lato nord dove insiste la ferrovia, con una sistema di percorsi pedonali e carrabili che cingono una grande area verde di 30 m che protegge l’intero lotto dal punto di vista visivo ed acustico. Sui lati sud ed ovest invece il margine viene frammentato, il muro si trasforma in una linea verde che permette una totale permeabilità visiva e fisica all’interno di questa nuova porzione di quartiere. Nel rispetto delle indicazioni e degli indici urbanistici sono state rispettate le superfici e i volumi richiesti, riducendo al minimo l’occupazione di suolo.

Ricucitura con il tessuto urbano circostante attraverso il collegamento con gli attuali percorsi pedonali e ciclabili sul lato di via A. Legnani nel senso da ovest ad est, e Via C.Marx attraverso un tracciato che entra nel volume verde e lo percorre da sud a nord, seguendo una linea che rispetta quanto più possibile la presenza delle piantuma­zioni esistenti, che si cercherà di conservare.

Disposizione dei nuovi volumi di progetto: la scelta progettuale è stata di collocare per le nuove volumetrie per quanto possibile sul sedime degli edifici precedenti, limitando il consumo di suolo e lasciando quanto più possibile di superficie permeabile. Il lotto viene così suddiviso in due parti, quella rivolta a sud, tangente a Via C. Marx dove trovano spazio i due servizi degli Archivi e degli Uffici, mentre sulla restante superficie vengono collocate le residenze, quattro blocchi ad “L” che si rivolgono verso il grande giardino interno.

Definizione del masterplan e delle sue caratteristiche formali e funzionali: le residenze si svilupperanno su 3 livelli, più uno di servizio al piano terra, svuotato nei punti di passaggio per consentire la permeabilità, un’area di giardino pertinente, pavimentato utilizzando il materiale ricavato dalla demolizione della ex-caserma. L’archivio e gli uffici vengono organizzati come un unico corpo, separato dall’area residenziale attraverso un “diaframma verde”, che segna l’ingresso al lotto, e viene attraversato dal “Volume verde”. Gli accessi sono differenziati per garantire una separazione dei flussi: ingressi carrabili e pedonali su via Carl Marx per gli archivi e uffici, con area parcheggio dedi­cata, mentre sui lati lunghi, ad ovest su via Legnani e ad est dalla nuova strada di accesso prevista nel progetto, sono collocati gli ingressi ai parcheggi interrati di pertinenza delle abitazioni.

La cortina: Le nuove residenze hanno il loro affaccio principale sulla “spina centrale”, luogo di aggregazione e svago, delineando una cortina compatta ma allo stesso tempo permeabile ai piani terra verso le strade circostanti.


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