Città Termale

Il tema del concorso in oggetto offre ai progettisti un spunto molto interessante di riflessione sull’interazione tra la struttura storica  consolidata della città e le nuove esigenze dettate dal mercato del turismo nonchè dalla evoluzione, in corso, del concetto stesso di turismo termale legato soprattutto al segmento, in forte sviluppo, del benessere. Proprio il concetto di benessere risulta essere il nuovo possibile volano per il rilancio ed il potenziamento della capacità di attrazione della città di Montecatini terme. Luoghi una volta considerati adatti a persone anziane ed ammalate, le terme sono oggi ambienti in grado di educare verso i corretti stili di vita e offrire una risposta efficace di cura per stress, tabagismo ed altre patologie.

L’intento progettuale è quindi  quello di offrire attraverso trasformazioni materiali di carattere prettamente architettonico un’immagine della città che si relazioni alla vocazione di Montecatini di divenire una vera e propria “città del benessere”. Per affrontare questo tema si è partiti da un’analisi del concetto stesso di benessere tentando di individuare le parole chiave (e quindi le immagini) al quale esso è legato per passare alla traduzione di tali immagini in un sistema coerente di segni ed oggetti che facilitino e rendano più gradevole la fruizione degli spazi urbani. La considerazione che è emersa da questo approccio è che il concetto di benessere è per lo più legato ad immagini che hanno a che fare con forme naturali piuttosto che artificiali e con tempi lenti piuttosto che veloci. Chiaramente questa considerazione va poi interfacciata con l’essenza stessa della città che per antonomasia è il luogo dell’artificio, dell’antropizzazione vincente, dei tempi frenetici e delle connessioni veloci.

E’ interessante però notare come il paesaggio contemporaneo sia in realtà completamente antropizzato e che anche gli spazi naturali come i parchi e i giardini siano anch’essi il risultato di un’addomesticamento della natura. Da queste riflessioni emerge la volontà di utilizzare quindi un linguaggio architettonico che si esprima attraverso i segni e le forme naturali interpretate in maniera sintetica e contemporanea. I materiali saranno quindi per lo più artificiali, adatti a confrontarsi con la città di oggi espressione di una dinamicità e di una vitalità tipica dell’urbe; tali elementi  si piegano e si modellano secondo le forme che più ci riconducono a quell’ immagine naturale di benessere precedentemente individuata.

Va inoltre sottolineato come la città di Montecatini sia caratterizzata dalla presenza “forte” del parco termale dove sistemazioni del verde ed episodi di architettura eclettica e liberty dialogano in un unicum di grande bellezza. L’idea progettuale si esplica nella volontà di portare fuori dal parco tale bellezza e far straripare lungo le strade della città le acque che sgorgano dalle fonti termali. L’elemento acqua diviene quindi elemento di arredo urbano e nella sua mobilità contribuisce a fornire un’immagine sempre mutevole della città. Ora rivolo che fiancheggia i viali, ora specchio placido, ora fontana spumeggiante l’elemento acqua permea tutto il sistema dei percorsi pedonali e dei luoghi di sosta allagando metaforicamente la città bassa e riconducendola ironicamente allo stato pre-bonifica di fine settecento.
 
Il progetto proposto per Piazza del Popolo è esemplificativo di un linguaggio architettonico che si intende estendere anche ad altri luoghi di sosta e di incontro del centro di Montecatini chiaramente secondo declinazioni diverse a seconda delle dimensioni e della funzione degli spazi che saranno di volta in volta valutati.
Collocata su corso Roma, in corrispondenza dell’intersezione con viale Verdi, Piazza del Popolo risulta essere un’importante luogo di aggregazione sia per i cittadini sia per i turisti di Montecatini. Sulla piazza prospettano infatti alcune delle strutture alberghiere più importanti della città nonché la chiesa di Santa Maria. Attualmente la piazza viene tagliata a metà da corso Roma e non presenta, nonostante le dimensioni, spazi particolarmente ampi per la sosta e lo svago. Essa quindi si configura più come un luogo di passaggio che di incontro.

La conversione ad area pedonale, con carrabilità limitata, di parte di corso Roma consentirà la riqualificazione dell’intera piazza. Anche qui il tema dominante diviene l’acqua già presente tra l’altro nella fontana risalente al 1913, collocata nel perimetro della piazza che all’interno del nuovo progetto diviene centro attrattore per tutti i flussi circostanti. Infatti strutturata secondo le curve di un gorgo che ha per centro la fontana la piazza recupera una nuova centralitàun senso centripeto che da unità all’intorno fortemente disomogeneo. Tale geometria e l’inserimento di zolle verdi, che come isole galleggiano nella piazza, crea inoltre dei microambiti in corrispondenza delle emergenze presenti e riconnette tra loro funzioni diversificate. Così mentre in corrispondenza del sagrato della chiesa una foresta di spruzzi d’acqua emergenti dalla pavimentazione contribuisce a caratterizzare lo spazio sia di giorno che di notte, così gli ambiti in corrispondenza degli alberghi vengono protetti e schermati dalla vegetazione, mentre il centro della piazza che si articola intorno alla fontana si configura come il luogo della socialità e dell’intrattenimento.

Il sistema della pavimentazione in pietra della piazza si riconnette dunque a quello dei viali alberghieri e di via Verdi ma laddove esso rappresentava i flussi e i meandri di un fiume, ora si fa invece specchio placido nel quale galleggiano le isole costituite dalla vegetazione.


WEB AGENCY