Impianto Natatorio

Le “fabbriche dello sport” realizzate negli ultimi anni sono prevalentemente caratterizzate da grandi dimensioni, elementi strutturali dalla forte immagine, scelte tecnologiche esasperate lasciate a vista e, quasi sempre, da padiglioni coperti con sistemi voltati ad arco, in metallo o legno lamellare, che scaricano su due o quattro lati il cari della copertura.; ciò si spiega probabilmente con il fatto che, visto il gran numero di utenti richiamato dagli eventi sportivi, esse sorgono prevalentemente in periferia dove l’assenza di preesistenze architettoniche e di emergenze naturali caratterizzanti il luogo, fanno sì che possano esser pensate in maniera più libera, scevra da qualsiasi condizionamento e proprio per questo a volte sembrare astronavi atterrate nel deserto periferico delle grandi metropoli.
Nel caso in oggetto, il paesaggio ed il tessuto al contorno, il fiume Garza, le stesse strade e lo stadio sono elementi che trovano il loro giusto peso nel processo di ideazione del manufatto, della sua localizzazione rispetto al lotto, della sua stessa morfologia ed immagine materica.

Il progetto si riassume in pochi elementi costruiti, molto leggeri, di misure contenute e che quasi sottovoce si relazionano con il contesto, lasciando ampio spazio a pareti vetrate e a spazi che a scelta possono chiudersi o aprirsi verso il contesto. Si è infatti optato per un struttura che, a fronte di due sistemi aperti di “puntoni” posti sui lati lunghi del lotto, sospende la copertura con un sistema di cavi che realizzano una catenaria. Sono previste le tribune e le strutture che le coprono raggiungono i quindi metri (realizzando anche la cortina edilizia richiesta dal bando) mentre sul lato opposto in sistema degrada a circa quattro metri. Questo sistema di copertura a catenaria asimmetrica garantisce lo scorrimento dei pannelli mobili di copertura ed, al contempo, la percezione, a tetto aperto, delle montagne in lontananza.

Il centro natatorio trova la sua naturale giacitura partendo dalla scelta di render costruito l’incrocio delle due strade (via dello Stadio e via Novagani) per poi lasciare a verde attrezzato tutta la parte che si sviluppa verso il torrente.
Su via dello Stadio il fabbricato presenta la sua facciata principale di chiara ed immediata lettura volumetrica: sei elementi puntone di passo differente ma di uguale altezza (15 metri) disegnati a strapiombo verso il terreno di posa, costruiti in calcestruzzo e rivestiti in listelli di argilla cotta che, intervallati da elementi vetrati a tutt’altezza, scandiscono la facciata sono completati, verso via Triumplina, da un nastro basso in cemento autocompattante colorato bianco che, infilandosi tra gli elementi alti, fa da contraltare alla parti alta.
In alzato, gli elementi puntone e la loro conseguente forma trovano giustificazione nella idea progettuale di volersi relazionare con il profilo montuoso delle colline poste a nord del lotto. La copertura dell’intero invaso è mobile: nel lento scorrere dei pannelli in alluminio coibentato pensati come copertura apribile dell’intera vasca grande, si rivela infatti lentamente il profilo delle colline che delimitano la valle bresciana, lasciando così interagire i due elementi naturalmente già presenti nel lotto: il verde della vegetazione e l’acqua.
A sostenere la copertura (sia nella parte apribile che in quella fissa) sono stati pensati elementi puntone in cemento armato dalla forma collaborante che, abbinandosi ad altri di analoga forma ma di dimensioni più ridotte dalla parte opposta del fabbricato disegnano il limite del costruito, completato da ampie lastre in cristallo negli intervalli liberi dal calcestruzzo.

Il sistema della copertura con i pannelli scorrevoli sospesi a cavi in acciaio pretensionati, rende libera tutta la superficie della vasca dedicata agli sport del nuoto e della pallanuoto, lasciando comunque al coperto gli spalti pensati per poco meno di 1000 posti e le aree dedicate alle vasche minori con il centro benessere, gli uffici e le grandi sale per eventi e premiazioni.

Sulla via dello Stadio il fabbricato si presenta con i sei setti inclinati di cui i centrali più grandi posti in corrispondenza degli spalti della vasca grande e gli altri a misurare le celate funzioni interne; all’angolo con via Novagani il fabbricato si svuota per generare un ingresso ulteriore ed un affaccio dalla hall posta al piano superiore; sulla stessa via Novagani si propone il profilo breve dell’intero corpo in cui sono evidenti con grande semplicità i due elementi puntone in calcestruzzo e le grosse superfici vetrate. Il costruito in questo modo si relaziona con il resto urbano presente al contorno, creando su questa strada, una cortina urbana chiaramente riconoscibile.
Gli accessi alle diverse funzioni sono ben distinti ed evidenziati, in modo da lasciar la massima chiarezza ai molteplici utenti del centro: l’ingresso principale agli eventi sportivi ed all’area destinata a solarium nei periodi estivi è posto tra il primo ed il secondo elemento, su via dello Stadio ed è evidenziato con una pensilina aggettante che rompe la continuità verticale della facciata, mentre nell’angolo con via Novagani trova giusta sede l’ingresso riservato agli utenti del centro benessere ed al personale degli uffici del centro natatorio. Dall’ingresso principale si accede nella hall corredata di punto informazioni, biglietteria e area svago per bambini; da qui poi il percorso si divide tra il gruppo piscine attività agonistiche o alla struttura all’aperto col gruppo vasche ludico ricreative, campi di beach volley, aree a verde attrezzato ed annessi accessori.

Su via Novagani il profilo del costruito è quasi interamente vetrato: grandi porzioni di vetro stratificato e temprato montato su struttura metallica sembrano contrastare la pienezza e la rigidezza dei due puntoni in calcestruzzo; unica deroga un elemento regolare “pieno” che nasconde i servizi e fa da quinta alla rampa interna che conduce alla sala polifunzionale, dalla quale ci si può anche affacciare verso l’esterno.
Ampi spazi sono dedicati agli spogliatoi ed ai servizi, sia del personale che degli utenti, alle centrali di controllo remoto computerizzato degli impianti, così come grandi locali tecnici sono stati destinati all’apparato impiantistico innovativo qualitativamente elevato per contenere i costi di gestione e di manutenzione di cui un centro di tali dimensioni necessita.

La parte meno spiccatamente sportiva ma piuttosto ludico-ricreativa trova posto sul lato occidentale del lotto, maggiormente permeabile sia visivamente che come accessibilità. Le tre grandi vasche – nuoto all’aperto ma coperto, nuoto dei bambini e nuoto libero – giacciono in prossimità del solarium e del lido estivo, corredato di bar con terrazza che nel periodo di clima mite completa la funzionalità differenziata del centro natatorio. Nella parte nord del lotto, in prossimità del torrente Garza ed al confine con i campi di calcio, sono proposti due campi di beach volley ed una ampia area picnic che, unitamente ad un sistema di verde attrezzato, completa le parti scoperte dell’impianto.
Gli accessi carrabili di servizio al centro sono stati previsti doppi e da via dello Stadio, con un senso circolatorio che assicura la distinzione tra ingresso ed uscita.


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