Piazza Prampolini, Piazza Vittoria, Piazza dei Martiri

La riscoperta del valore simbolico e funzionale dello spazio pubblico all’interno della città contemporanea ha guidato molti degli interventi che negli ultimi anni hanno interessato numerose città europee. In molti casi, tali interventi costituiscono l’elemento chiave per la promozione di più complessi processi di riqualificazione e valorizzazione dei tessuti storici e contemporanei, nell’ambito del generale rinnovamento dell’attuale quadro normativo e disciplinare. Gli strumenti urbanistici più recenti, tra cui i cosiddetti piani e programmi complessi, infatti, individuano tra gli obiettivi fondamentali la valorizzazione e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, da perseguire, tra l’altro, mediante il coinvolgimento di operatori pubblici e privati.

In tale quadro si inserisce la politica di riqualificazione dell’ambiente urbano, e dello spazio pubblico in particolare, promossa dall’Amministrazione Comunale di Reggio Emilia, al fine di avviare un processo di rivitalizzazione di diverse aree della città.
Per quanto riguarda il centro storico, tale processo passa per la riqualificazione di alcune aree, tra cui quella che comprende piazza della Vittoria e piazza dei Martiri del 7 luglio, che si configurano come i “nodi” su cui attestare un diffuso sistema di interventi di valorizzazione.
 

1 palco per 2 teatri
Piazza della Vittoria e piazza Martiri del 7 luglio sono parte del sistema di aree connesse con il Teatro Valli, il Teatro Ariosto ed i giardini pubblici, su cui sorgeva un tempo la cittadella fortificata. Attualmente tale sistema, anche se connotato da una offerta funzionale molto varia, appare alquanto privo di forma, disomogeneo e carente di adeguate connessioni, sia fisiche che percettive, tra i diversi elementi presenti.
Il progetto mira, dunque, a ri-cucire le relazioni tra i manufatti e le funzioni esistenti, da un lato, ed a introdurre nuovi modi e forme di utilizzo degli spazi, dall’altro.
Obiettivo primario è quello di trasformare le piazze esistenti in un SISTEMA INTEGRATO DI SPAZI in modo da valorizzare questo contesto urbano, connotato comunque da una notevole vitalità. Il progetto tenta, allora, di definire alcuni ambiti spaziali fortemente caratterizzati, in grado di offrire molteplici occasioni di fruizione.
In particolare, sono due gli ambiti spaziali individuati dal progetto: il “palco” che connette il Teatro Valli ed il Teatro Ariosto (piazza della Vittoria) ed il “sagrato” antistante la Chiesa di San Francesco (piazza martiri del 7 luglio).

PIAZZA DELLA VITTORIA, è trattata come un “palco”, costituito da una grande piastra rialzata rispetto alla quota stradale di circa 40 cm, che realizza la connessine tra le due strutture teatrali; la pavimentazione in doghe di legno con fughe in acciaio, è un esplicito richiamo al tema del palcoscenico e, in effetti, lo spazio è costruito come un classico viale alberato in cui quotidianamente si “mette in scena” la vita della città.
La piazza, così strutturata, si configura, dunque, come luogo del passeggio (connesso anche alle attività commerciali presenti nell’isolato San Rocco), come area di sosta e riposo e come foyer a cielo aperto per i teatri.
Il margine della piazza verso la strada è segnato da un unico filare di alberi ad alto fusto (aceri) che svolge anche la funzione di filtro rispetto alla zona carrabile, mentre piccoli alberi ornamentali (magnolia per soulangiana) “bucano” in più punti la pavimentazione in legno, creando un disegno irregolare che si innesta sulla trama fitta del legno stesso. Alle vasche di terra che ospitano gli alberi, in alcuni casi, si affiancano delle panche/scultura sempre realizzate in legno.
Alla continuità determinata dal trattamento superficiale dello spazio si giustappongono degli “eventi” che segnano in modo particolare alcuni spazi, al fine di esaltarne la presenza; tra questi, l’area di ingresso ai giardini pubblici e lo spazio antistante il Teatro Valli.
Nell’area antistante l’ingresso dei giardini pubblici, una collina di terra erbosa modellata con forme geometriche, segna la presenza del monumento ai…..; tale elemento si configura come ulteriore luogo per la sosta o per il gioco dei bambini, offrendo maggiore “visibilità” ai due piccoli chioschi.
Lo spazio davanti il Teatro Valli, invece, è enfatizzato da un sistema di vasche d’acqua il cui disegno nasce dalla ideale intersezione con la nuova trama della pavimentazione di piazza Martiri del 7 luglio; l’utilizzo dell’acqua richiama l’esistenza della precedente fontana ed, inoltre, dà vita ad uno spazio in cui la dimensione ludica può rendere meno monotona “l’attesa” all’esterno del teatro. Le vasche realizzano un sistema vario in cui l’acqua talvolta è incassata nella pavimentazione, in altri casi, tracima dai bordi della vasca stessa (che risulta rialzata rispetto alla quota terra), ancora, altrove, zampilla in spruzzi da vasche “frammentate” in tante lastre disuguali.
Il “foyer” a cielo aperto è sottolineato anche dall’interruzione del filare di aceri che, nel tratto antistante il teatro, vengono traslati sul margine della antistante piazza Martiri del 7 luglio, a costituire un elemento di continuità tra i due sistemi.

Il progetto di PIAZZA MARTIRI DEL 7 LUGLIO, è concepito in modo da garantire la possibilità di allestire il periodico mercato ed al tempo stesso, di definire uno spazio attrezzato per la sosta ed il riposo anche in relazione alla presenza della chiesa di san Francesco.
A tal fine, si propone la realizzazione di uno spazio interamente pavimentato con lastre di granito che accoglie, in corrispondenza della chiesa, un boschetto di alberi ornamentali che creano un angolo “protetto” rispetto all’area destinata al mercato.
La connessione tra le due piazze è realizzata percettivamente mediante il gioco di intreccio tra la pavimentazione in pietra e quella in legno.
Si definisce, dunque, un sistema continuo ed integrato di spazi, che pur essendo chiaramente connotati, creano una ambiente urbano omogeneo e di qualità.
Il sistema di illuminazione enfatizza tale continuità ed è organizzata su due livelli: l’illuminazione radente, affidata ad elementi puntuali inseriti nella pavimentazione (in legno o pietra) secondo un disegno irregolare, e l’illuminazione “alta” affidata ad elementi scultorei disposti secondo dei tracciati lineari lungo i margini.

PIAZZA PRAMPOLINI
La riscoperta del valore simbolico e funzionale dello spazio pubblico all’interno della città contemporanea ha guidato molti degli interventi che negli ultimi anni hanno interessato numerose città europee. In molti casi, tali interventi costituiscono l’elemento chiave per la promozione di più complessi processi di riqualificazione e valorizzazione dei tessuti storici e contemporanei, nell’ambito del generale rinnovamento dell’attuale quadro normativo e disciplinare. Gli strumenti urbanistici più recenti, tra cui i cosiddetti piani e programmi complessi, infatti, individuano tra gli obiettivi fondamentali la valorizzazione e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, da perseguire, tra l’altro, mediante il coinvolgimento di operatori pubblici e privati.
In tale quadro si inserisce la politica di riqualificazione dell’ambiente urbano, e dello spazio pubblico in particolare, promossa dall’Amministrazione Comunale di Reggio Emilia, al fine di avviare un processo di rivitalizzazione di diverse aree della città.
Per quanto riguarda il centro storico, tale processo passa per la riqualificazione di alcune piazze, tra cui Piazza Prampolini, che si configurano come i “nodi” su cui attestare un diffuso sistema di interventi di valorizzazione.

Una corte…….
Piazza Prampolini è collocata nel cuore della città ed è contraddistinta dal suo carattere di “corte urbana”; infatti, morfologicamente la piazza appare quasi come uno spazio “interno”, segnato dalle cortine di alcuni degli edifici più importanti della città, tra cui il Duomo, il Palazzo Comunale, l’antica sede del Monte di Pietà, il Palazzo dei Notai con il relativo porticato ed il Palazzo del Podestà.
Il progetto proposto mira ad esaltare questo particolare carattere della piazza, mediante un coerente sistema di interventi in grado di potenziarne il ruolo di luogo centrale, di spazio privilegiato per lo svolgimento di eventi e manifestazioni all’interno della città.
Obiettivo è trasformare la piazza in uno spazio “flessibile”, da utilizzare tanto come luogo tradizionale di incontro e di sosta, quanto come spazio in cui ospitare le più svariate attività connesse con il tempo libero e la cultura. Lo spazio pubblico, infatti, si carica sempre più di valori e significati molteplici che riflettono la pluralità della società attuale; dunque, il progetto mira a definire un luogo nel cuore della città storica in cui trovino spazio esigenze, tempi e desideri degli abitanti contemporanei
A tal fine, il progetto propone, in primo luogo, di restituire coerenza ed omogeneità allo spazio della piazza, oggi reso frammentario dalla netta separazione tra zone per la sosta e zone carrabili, trattando l’area come una unica superficie pavimentata, completamente pedonale.
Il compito di segnare lo spazio è affidato, infatti, unicamente alla trama delle pavimentazioni e al sistema lineare degli arredi; la scelta di intervenire con operazioni minimaliste nasce proprio dall’esigenza di sottolineare il carattere di “corte urbana” della piazza.
 

La pavimentazione
La pavimentazione costituisce il principale elemento che assicura riconoscibilità e leggibilità allo spazio e che ri-connette i manufatti architettonici esistenti con i nuovi oggetti collocati nella piazza. Il disegno della trama, caratterizzata dall’alternarsi di fasce di differenti materiali e dimensioni, infatti, scaturisce dalla intersezione dei pieni e dei vuoti che connotano gli edifici che si attestano sui fronti…..; in questo modo, la superficie della piazza si collega percettivamente agli edifici storici che la definiscono, esaltandone la presenza. A tal fine, il progetto prevede la rimozione della pavimentazione attuale in cubetti di porfido, ed il riutilizzo di parte dei lastroni in pietra di granito attualmente in opera in alcune parti della piazza attuale, in modo da garantire una maggiore continuità visiva con gli elementi preesistenti. Si ottiene, dunque, uno spazio omogeneo, il cui carattere di “interno” viene esaltato dalla nuova pavimentazione che consente di creare una relazione visiva con i manufatti esistenti, pur offrendo una forte riconoscibilità ed una nuova identità alla piazza; infatti, l’intrecciarsi delle fasce di pavimentazione realizzate in acciottolato annegato e di quelle realizzate riutilizzando le lastre in pietra di granito, determina una sequenza ritmica in cui materiali e colori differenti suscitano sensazioni percettive variabili. La trama “incoerente” dei ciottoli di fiume si giustappone alla durezza del granito, creando un effetto di rarefazione materica.

Gli elementi di arredo
La trama della pavimentazione costituisce la griglia in cui vengono collocati gli elementi di arredo che completano l’intervento; coerentemente con la scelta di definire uno spazio unico, in grado di ospitare molteplici attività e funzioni, il sistema degli arredi è studiato in modo tale da garantire la massima flessibilità funzionale alla piazza.
Le sedute, realizzate in legno ed acciaio, si configurano come oggetti scultorei che, oltre ad offrire possibilità di sosta e riposo, costituiscono elementi da utilizzare per la collocazione di pannelli segnaletici, locandine e manifesti relativi agli eventi cittadini. Le panche, inserite nei punti in cui lastre di pietra ed acciottolato si affiancano, si configurano, dunque, come elemento complesso, la cui geometria è studiata in modo da offrire svariate modalità di fruizione; la struttura stessa delle sedute consente, infatti, di ospitare corpi illuminanti e di creare delle vasche d’acqua incassate rispetto alla quota della pavimentazione.
L’acqua costituisce, infatti, l’elemento naturale che, insieme alla pietra di granito, rimanda alla storia più antica di questo luogo. La presenza nella piazza del monumento dedicato al torrente Crostolo, che attraversava la città, diviene lo spunto per tracciare un unico segno curvilineo che evoca la memoria della presenza del torrente. Tale segno, traccia della storia antica della città, “rompe” la geometria volutamente rigida della piazza e diviene taglio che ospita la luce. La memoria dell’acqua affiora anche nelle vasche inserite nella pavimentazione, scavate secondo piani inclinati.
Il design delle sedute conforma anche l’edicola presente nella piazza, che viene progettato come elemento di riferimento visivo.

L’illuminazione
La necessità di esaltare le potenzialità scenografiche di piazza Prampolini, che si configura come possibile teatro di molteplici eventi culturali, ha condotto alla individuazione di un sistema di illuminazione in grado di enfatizzare l’intero ambito spaziale definito dalla piazza, e non unicamente la piazza stessa. A tal fine, il progetto propone le panche ed il taglio curvilineo come oggetti autoilluminanti che punteggiano la piazza nelle ore notturne, mentre l’illuminazione vera e propria si realizza mediante un sistema di riflettori collocati sugli edifici circostanti. In tal modo, anche di notte, si crea uno spazio omogeneo, in cui i manufatti architettonici preesistenti non solo sfondo ma partecipano allo spazio della piazza, esaltandone il carattere di luogo “segreto” nel cuore della città.


WEB AGENCY