Piazza S.Antonio

Uno dei motivi che ci ha spinto ad affrontare questo impegno è stato la peculiarità del contesto in cui ci si doveva immergere. Non è facile trovare una piazza caratterizzata per lo più da edifici di chiara impronta architettonica fascista. Impronta che descrive appieno, il senso del potere, di ordine, di monumentalità che il periodo storico esprimeva. Una piazza di circa 100 x 50 m. disegnata da edifici come la “Casa del Fascio”, la “Caserma delle forze armate”, il “Palazzo Sanitari”, la “Basilica di S. Antonio” ed il “Palazzo Varano”, richiede delle scelte ben precise, soprattutto in relazione al linguaggio architettonico da utilizzare. Le nostre ci sono apparse chiare fin dall’inizio. Utilizzare un linguaggio contemporaneo che in qualche modo dialogasse con il contesto, riportare le dimensioni della piazza ad una scala più umana cercando di realizzare dei sottosistemi ognuno dei quali esprimesse una funzione precisa. Nasce così un “sistema piazza” che comprende quattro fulcri: Un parterre centrale, un’ area parcheggio a servizio della piazza, un ampliamento dell’ attuale sagrato della chiesa ed un’ingresso adeguato all’attuale area a verde posta di lato alla chiesa. Il Parterre centrale che rappresenta il vero e proprio luogo di ritrovo nasce nella sua forma geometrica da precise correlazioni con gli elementi architettonici circostanti, laddove il classico viale centrale viene intersecato da chiare direttrici che rimandano l’una alle due torri della piazza (quella “religiosa” della Chiesa e quella “politica” della Casa del fascio), l’altra alla Caserma delle forze armate ed al Palazzo Municipale. Le aiuole caratterizzate da precisi tagli geometrici sono per lo più coltivate a prato e realizzate quasi a filo con la pavimentazione circostante in lastre di biancone, sì da rafforzare il senso di pavimentazione unica e di continuità della piazza altrimenti interrotto dai classici cordoli in pietra. Una vasca d’acqua sottoposta di pochi centimetri rispetto alla quota di calpestio e con fondo di ghiaia sciolta rappresenta oltre ad un’ espediente visivo per verticalizzare con la sua specularità uno spazio altrimenti troppo orizzontale e smisurato, anche un chiaro rimando alla più piccola vasca posta nell’area realizzata davanti al sagrato della chiesa. Pali della luce di chiaro linguaggio contemporaneo svolgono sia la loro funzione di illuminazione (oltretutto con la capacità di illuminare a trecentosessanta gradi), che la funzione di segnare ed incorniciare la vista verso la Basilica per chi proviene dalla lunga prospettiva che offre il Viale Matteotti. Lateralmente a questo parterre si è voluto realizzare un percorso a gradinata che offrisse anche un riparo dal sole o dalla pioggia tramite una pensilina a forma di ala che taglia così la piazza ed aiuta a raggiungere più protetti la Chiesa o la parte opposta. Il parterre centrale pur se tagliato dalla strada carrabile si lega all’ ampliamento del sagrato della chiesa grazie ad una pavimentazione realizzata in lastre di Biancone con un tappeto centrale policromo a forma di cuneo che si ricollega alla piccola vasca successiva. Si realizza, nella continuità della pavimentazione, inoltre una sequenza di piccole piazze diremmo più correttamente slarghi, di cui uno che con le sue sedute e le sue aiuole costituisce un più adeguato ingresso a quello che potrebbe essere la villa comunale, ed il successivo che ridona il giusto ruolo all’attuale spazio di risulta situato davanti al bel campanile della Chiesa di S. Antonio. Una filare di alberi si estende davanti alla casa Sanitari per dissimulare la visione di una piccola area di parcheggio così ricavata con la possibilità di realizzare facilmente manovra al suo interno. La realizzazione dei suddetti spazi pedonali realizza pertanto un sistema di viabilità carrabile che permette di percorrere in senso rotatorio antiorario il perimetro del parterre centrale e la possibilità di chiudere il percorso rotatorio per riunire in occasioni particolari il parterre centrale con il sagrato della chiesa.


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