Riqualificazione del Porto del Granatello

La proposta assume come centrale l’esigenza di ristabilire il rapporto fra il mare ed il Vesuvio, senso profondo insito sia nell’impianto dell’antica Reggia borbonica sia nella proposta di modifica della perimetrazione del Parco del Vesuvio.
Questo significa non limitarsi al superamento funzionale delle barriere determinate dagli assi viari e ferroviari che si sono andati interponendo fra il Porto del Granatello ed il Parco della Reggia e che oggi ostacolano, fra il mare e la montagna od al rafforzamento del corridoio ecologico dotato di straordinarie presenze storiche, vegetazionali e faunistiche.
La sistemazione del verde proposta raggiunge senza interruzioni la costa introducendo un segno di continuità contrapposto alle frammentazioni che oggi caratterizzano l’area. Una continuità che sarà chiaramente percepibile da monte e dagli spazi della Reggia dalla quale, affacciandosi, oggi non si coglie più il rapporto con il mare ed il senso dell’antico impianto. Infatti le costruzioni dell’area di ricerca lungo la costa non solo interrompono la visione prospettica, ma si pongono con giacitura contraddittoria rispetto ai principali segni del paesaggio.

Ecco quindi che l’attuale limite verso valle della fascia non alberata che segna l’asse del complesso della Reggia scavalca la sede stradale, scende fino a coprire un tratto della linea ferroviaria e delle viabilità che verranno ad affiancarla, quindi prosegue, alberata e senza interruzioni fino alla battigia. Mentre questa coltre di verde ha andamento obliquo verso l’area portuale, l’asse del parco della Reggia di Portici conserva la sua geometria rettilinea fino a concludersi in un’esedra che, con il gioco delle quote e la sistemazione a verde prevista, cancella la prospettiva dall’alto degli insediamenti lungo la costa e rapporta direttamente nel mare la visione da monte.
Secondaria ma anch’essa significativa, anche la direzione verso sud-est si struttura come continuità del verde fino al mare. Si ristabiliscono così continuità perdute: dal mare si vedrà il verde che dalla linea di battigia punta alla Reggia ed al Vesuvio; da monte si vedrà un parco che si conclude nel mare.

Il “nodo intermodale del Granatello” - fra le principali azioni progettuali previste dal Piano del Parco Nazionale del Vesuvio adottato nel dicembre 2005, cioè l’interconnessione fra l’approdo delle “vie del mare”, la fermata della Metropolitana regionale NA/SA lungo la linea ferroviaria attuale, il terminale del futuro sistema a trazione elettrica e parcheggi di interscambio – trova opportuni spazi nell’area ferroviaria dimessa. Spazi commerciali sono proposti lungo il collegamento pedonale fra queste fermate ed il molo.
Non si prevede la ricostruzione del rudere nell’area ferroviaria dimessa. Questo consente una più chiara riorganizzazione delle aree e della morfologia dei luoghi ed propone parcheggi più in interrato, ma a livello del suolo e coperti da verde, con vantaggi ambientali, considerevoli minori costi e determina una protezione acustica rispetto alla linea ferroviaria.

La proposta di progetto è corredata dall’ipotesi del nuovo bacino portuale richiesto dal Bando: fra le alternative derivanti dallo studio meteomarino allegato al Bando è stata simulata quella che non altera le strutture del Porto del Granatello. Il nuovo molo potrebbe avere struttura cava con parcheggi sottomarini, in parte convertibili - nel periodo invernale, quando la domanda di parcheggio si riduce - per rimessaggio imbarcazioni. Il molo potrà disporre di una fascia a quota idonea all’attracco e di un’altra a quota più elevata percorribile pedonalmente, chiusa come scogliera verso l’esterno e contenente locali di supporto per cantieristica ed attività commerciali per la nautica accessibili dalla banchina.

L’accesso carrabile all’area del Granatello, ai Centri di ricerca, al Museo del Mare ed altre attrezzature sulla costa, ai futuri parcheggi, avverrà tramite due strade lineari che fiancheggiano sui due lati la linea ferroviaria, ambedue a senso unico da nord verso sud. Quella a monte si sviluppa in orizzontale; quella a valle - il vero accesso al porto - semplifica l’attuale sottopasso per chi proviene da Piazza San Pasquale e trova analoga soluzione in uscita verso sud.
Per le connessioni fra la passeggiata litoranea ed il tessuto urbano consolidato, la proposta non prevede modifiche del progetto esecutivo predisposto, ma puntuali azioni di raccordo con i sovrappassi ed i sottopassi della linea ferroviaria sulla quale, trasformata in Metropolitana Regionale, fra “Pietrarsa” e “Granatello” sono realizzabili le fermate intermedie “Domus Licinia” e “Portici / Bagnara”.


WEB AGENCY