Waterfront Reggio Calabria

Il complesso Polifunzionale proposto in corrispondenza della Villa Comunale e della stazione delle FF.SS. si schiude all’orizzonte come diafana conchiglia, immagine a prima vista surreale che si appropria lentamente dello spazio, definendosi poi con chiarezza in tutte le sue forme, rivelando così la sua funzione di collegamento con la maglia urbana e simbolo della volontà della città di aprirsi al nuovo.
Il sistema edilizio è costituito da un “edificio-percorso” che scavalca il fascio dei binari e da un complesso edilizio adagiato sulla spiaggia che ospita gran parte delle funzioni previste.

La struttura dell’ “edificio percorso” è realizzata tra il punto più elevato della Villa Comunale - a ca. mt 10,5 slm e l’area centrale del complesso adagiato sulla spiaggia che ospita gran parte delle funzioni previste. Un’unica campata che scavalca l’area ferroviaria posta a quota ca. mt 17,0 slm.,a sezione tubolare, di ca. 13 m. di diametro, formata da una struttura in tubi di acciaio a traliccio spaziale fasciata da una pelle in vetro a sezione quasi circolare, che consente la permeabilità alla vista verso l’esterno. In tale edificio-passeggiata sono previsti piccoli esercizi commerciali per circa 600 mq. che ne assicurano una funzionalità anche indipendente da quella di semplice attraversamento. All’edificio percorso si accede con un sistema di scale a doppio fronte, al centro delle quali sono posizionati gli ascensori. Ciò consente di raggiungere la quota di attraversamento sia dall’interno della villa comunale sia dall’inizio del Corso Vittorio Emanuele. All’edificio percorso è possibile accedere anche utilizzando un ascensore in vetro che garantisce il collegamento dell’altro lato pedonale del lungomare Italo Falcomatà. Lo stesso ascensore consente di raggiungere il percorso meccanizzato che sottopassa il fascio dei binari.

E’ previsto anche un collegamento del lungomare Italo Falcomatà con l’area della spiaggia utilizzando il tunnel che attualmente sottopassa il fascio dei binari. In questo vano andrà realizzato un ascensore orizzontale servito da un sistema di scale e ascensori che collega la quota strada posta a circa 5 m sul l.d.m. e la quota del sottopasso (2,5 m sul l.d.m.).
Al di là della linea ferroviaria, al termine dell’”edificio percorso”, sulla vasta area fronte mare, due grandi valve di una conchiglia si aprono verso il mare, mostrando al loro interno come frutto, parti e forme diverse. La conchiglia, arenatasi sul litorale poggia sullo stesso, in modo irregolare, come se fosse stata spinta dal moto ondoso sulla battigia. Da questi appoggi, si innalza il suo involucro, un guscio di materiale quasi coriaceo ma al tempo stesso attraente e cangiante, come madreperla. Il guscio è costituito da una doppia pelle di tipo strutturale e ventilato con il rivestimento esterno in materiale ceramico, alcuni “tagli” e contaminazioni della pelle ceramica consentono di illuminare ed areare, ove necessario, l’’interno.

L'”edifico percorso” sfiora il bordo delle due valve e si incastra in una struttura a traliccio che, sottolineando con la sua maglia metallica l’intero sistema, proteso verso l’alto è certo punto emergente per chi naviga lungo la costa. l traliccio ospita al suo interno anche un sistema di rotori verticali per la produzione dell’energia elettrica, diventando così faro e simbolo di un approccio energetico responsabile per le nuove edificazioni.
Dalla convergenza delle due valve della conchiglia e dal dislivello sul mare, nasce quasi naturalmente una cavea aperta sullo Stretto. Il frutto all’interno è diviso in parti, e di volta in volta si presenta favorevole ad accogliere diverse funzioni: sale conferenze, palestra e ristoro al piano di posa, sala cinematografica, aula multimediale, uffici e servizi al primo elevato ed emeroteca, ristoro e laboratori nella parte più emergente.
Concrezioni vegetali corrodono il corpo dell'edificio, grosse lacune garantiscono l'accesso della luce e della natura.
Accanto alle valve della conchiglia polifunzionale, si distende un disegno misto di verde e sabbia: aree di parcheggio fuori terra e lunghi viali a verde tracciano sentieri come solchi segnati dal vento. Alcuni carrabili conducono alle aree di sosta, altri esclusivamente pedonali sfociano, come alvei di fiume, in pedane belvedere in legno protese verso il mare.  
Il complesso edilizio ad ovest, oltre il fascio dei binari, è realizzato su di un’area residuale posta fra i binari stessi e una scogliera che ha sostituita l’antica battigia. Per la valorizzazione dell’area è previsto il completo ridisegno della stessa, sviluppato in due fasi.

Nella prima fase, anche per realizzare un intervento compatibile con le somme stanziate, viene proposto un ridisegno dell’area prevedendo un sistema di viali pedonali, ciclabili e carrabili atti a consentire anche il parcheggio delle quattrocento auto previste dal bando. All’area si accede utilizzando una viabilità appositamente realizzata che corre parallela al fascio dei binari. Questa strada a doppia corsia e completa di pista ciclabile, parte da quota 5 m s.l.m. attestandosi sul lungomare Falcomatà nei pressi dei resti delle terme romane per scendere quindi a quota 2,5 m.. Quando giunge al complesso polifunzionale risale a quota del fascio dei binari in modo da consentire l’accesso dal sottopasso, utilizzato come ascensore orizzontale.

La strada, superata la stazione ferroviaria, si collega nuovamente con il lungomare della città attestandosi sulla rotonda prevista nel bando.
L’intera area posta ad ovest del fascio dei binari, verrà pavimentata, ad eccezione della viabilità a servizio delle aree di parcheggio per le autovetture, con strutture permeabili che consentano la crescita della vegetazione. Un sistema di vegetazione disegna i posti auto consentendo di prevedere le ombreggiature delle stesse.
Per queste alberature è prevista l'alternanza di quercus Ilex (leccio) e magnolia grandiflora (Magnolia), che garantiscono un'ombreggiatura costante per l'intero anno e richiamano la vegetazione storica presente sul lungo mare di Reggio Calabria. Nelle aree più prossime al complesso polifunzionale la sistemazione del verde riprende le linee sinuose ed organiche delle aree parcheggio, svincolandosi dal piano per modellarsi nella terza dimensione. Zolle di terreno sistemato a prato misto (resistente al sole ed al vento) si sollevano, creando percorsi talvolta in trincea talvolta in rilevato. Tali percorsi consentono la fruizione del lungomare anche nelle giornate particolarmente ventose e la stessa vegetazione è pensata come sistema di bassi arbusti che ben resistono alla salsedine e ai venti marini. Per tale motivo si sono scelte macchie di spartium junceum (Ginestra) che diano colore al verde del myrtus communis (Mirto), e all'argento del rosmarinus artificialis (Rosmarino).
Per quanto riguarda la fascia più prossima al mare, per questa sistemazione si è scelta un pavimentazione in tavolato di legno trattato che, riprendendo la morfologia delle zolle di terreno, fornisca però una vasta area solarium simile ad una grande scultura nella quale trovano alloggio alcune succulentae come l'agave americana, che per la forma scultorea e per la resistenza all'esposizione al sole ed al vento, ben si adatta a questa sistemazione litoranea.

Per quanto riguarda gli alberi si è scelto, per l'area immediatamente adiacente il complesso polifunzionale,  gruppi di washingtonia filifera (palma) che forniscono aree ombreggiate e nel contempo ben si sposano con la geometria morbida dell'edificio.

In una seconda fase è prevista la rimozione della scogliera e quindi il ridisegno della linea di costa ed il ripascimento dell’antica spiaggia. In questo caso sarà necessario prevedere un sistema di parcheggio interrato per le 400 auto e la completa risistemazione dell’area.


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