Roma Padiglione Shanghai

Dalla prima esposizione industriale internazionale tenutasi a Londra nel 1851 nasce l’età d’oro delle esposizioni universali che si estenderà per tutta la seconda metà del XIX sec. fino ai giorni nostri. L’idea portante è il dialogo sanamente competitivo tra le diverse civiltà, dialogo legato da principio alle innovazioni tecnologiche, dall’avvento del vapore e dell’elettricità sino all’era telematica e dei temi sociali di oggi. Il filo dell’industria si intreccia inevitabilmente quindi a quello della comunicazione intorno al quale la comunità internazionale concentra la propria attenzione: nell’esposizione del 1851 l’americano Hughes taglia il nastro per il primo collegamento telegrafico mediante il cavo sottomarino; nel 1876 a Filadelfia in occasione del centenario dell’Indipendenza degli Stati Uniti d’America il telefono di Bell funziona per il grande pubblico per la prima volta; nel 1893 a Chicago abbiamo la prima linea interurbana Chicago – New York. L’esposizione parigina del 1900 vede invece il trionfo del cinematografo con i fratelli Lumiere, all’alba del XX secolo il film diviene il vero e proprio simbolo dell’universalità con un linguaggio che tutti possono comprendere, il tempo e la distanza sono annullati dalla pellicola magica per ravvicinare i popoli del mondo. Ricorrente inoltre nell’immaginario delle esposizioni universali sono la pacificazione, la riconciliazione degli antagonisti sociali, l’esposizione universale condivide con la rete di comunicazione lo stesso immaginario, la stessa ricerca di un paradiso perduto della comunicazione umana.


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