Museo Campano di Capua

Il criterio espositivo ipotizzato abbandona il tradizionale percorso, puramente cronologico, attraverso i materiali del museo, per condurre il visitatore in un suggestivo viaggio nello spazio e nel tempo, ovvero nell’area di influenza capuana e campana attraverso i secoli.
Ed è proprio sulla suggestione che si fonda l’idea di progetto di trasformare il Museo in una sorta di “macchina del tempo” in cui l’evoluzione puramente cronologica si interseca con alcuni “luoghi tematici” che caratterizzano fortemente il territorio Capuano. Ciò comporta la riorganizzazione di parte delle collezioni esistenti e la loro ricollocazione secondo una lettura per “topos”.

Questi luoghi chiave, a cui vengono dedicati specifici ambienti del nuovo allestimento, vengono esplorati cronologicamente consentendo al fruitore di leggere il “topos” quale invariante del tempo che scorre. Con l’ausilio delle nuove tecnologie il nuovo allestimento consente di esplorare il luogo chiave, scoprendo che, allo scorrere del “cronos”, alcune invarianti consentono di definire univocamente il “topos”.

Le icone di queste invarianti sono, quasi sempre, i reperti che la storia ci ha lasciato. I luoghi tematici individuati nel presente progetto sono quattro: il tempio/santuario, la via Appia e le strade romane, la città di Capua-Casilinum e la stessa istituzione museale. Il progetto funzionale prevede la ricollocazione della biglietteria e degli spazi di ingresso al complesso museale. Questa viene posta nei locali a sinistra dell’accesso a Palazzo Antignano.

Da questo ambiente l’itinerario museale inizia con il “topos” del santuario, che dedicato alla collezione delle Matres Matutae, è il tema principale sul quale si intende rilanciare l’immagine del museo. Dalla sala di accoglienza adiacente l’androne si accede ad una rampa scenografica ovoidale che conduce a degli ambienti ipogei, di nuova progettazione, posti al di sotto dei cortili di palazzo Antignano. La suggestione che si vuole qui proporre al visitatore è quella di scendere in una sorta di caverna-utero del museo che accolga il tema della maternità e lo esponga nel miglior modo con l’ausilio di un’adeguata illuminazione e di installazioni multimediali innovative.

Sulle pareti curvilinee vengono poste in alto le riproduzioni di ex voto cristiani afferenti alla fertilità che, man mano che si procede verso il basso, fanno spazio ad riproduzioni della “matres”, testimonianza dell’antico culto della fecondità. Ovvero si comincia ad introdurre il tema dello scorrere del tempo in relazione agli oggetti ed ai luoghi partendo dal contemporaneo, per arrivare alle “matres”. Gli straordinari reperti raccolti nel museo sono dei simboli di fertilità offerti agli dei. La costante allo scorrere del tempo è il luogo di raccolta delle Matres. Il tempio pagano che diviene nei secoli chiesa paleocristiana e quindi cattedrale; l'invariante è la fede del popolo e la necessità di conquistare il favore degli dei attraverso l’offerta rituale.

L’allestimento mostra al visitatore come, nello stesso luogo, il tempio pagano possa diviene chiesa cristiana. Un proiettore audio ad ultrasuoni debitamente puntato sulla statua della Mater provoca come effetto la sensazione che la statua stessa parli all’avvicinarsi dell’utente.
Nelle due sale ipogee sottostanti i cortili saranno anche esposte le terrecotte votive, provenienti dallo stesso contesto, ma oggi collocate nelle sale di primo piano, lontane dalla Madri e dai resti del santuario. Completata la visita ipogea delle statue votive, il visitatore mediante una seconda rampa (ai fini dell’abbattimento delle barriere architettoniche è previsto anche un nuovo ascensore che collega i tre livelli espositivi di Palazzo Antignano) torna nei saloni di piano terra, dove sarà mostrata la struttura del tempio con ricostruzioni dell’ordine e con la ricollocazione delle terrecotte architettoniche.

Un’installazione multimediale consentirà al visitatore di comprendere come era strutturato il santuario: tutti i pezzi che costituiscono il modello del tempio sono messi alla rinfusa su di una base di legno. Ogni pezzo (colonne, capitelli, metope, etc.) ha alla base una funicella che ne facilita la collocazione. Appena un pezzo è al suo posto viene visualizzato su di un monitor la corrispondente costruzione virtuale. Quando si pone l’ultimo pezzo anche la costruzione sul monitor è completa e l’immagine virtuale si arricchisce dei particolari minori. Dopo alcuni secondi, al termine del filmato, un dispositivo fa crollare il modello realizzato dal visitatore e, contemporaneamente, anche il modello virtuale crolla. Uscendo dalla sala del santuario verso il cortile secondario si passa alla visita del secondo “topos” individuato. Nei due cortili e nei locali al piano terra che vi si affacciano si articola il tema della via Appia e delle strade romane, ovvero del “topos” del quale si racconta l’evoluzione in relazione dello scorrere del tempo.

A partire dalla porta disegnata sulla parete ove si apre il passo carraio del cortile, una ricostruzione della strada romana attraverserà i due cortili e l’androne che li collega, proponendo la sequenza di monumenti funerari, stele, miliari e lapidi che la caratterizzavano. Con il supporto della multimedialità e dei tanti reperti presenti nel museo viene mostrata l’evoluzione della sistemazione viaria.

Il visitatore potrà comprendere il rapporto dello sviluppo stradale in relazione all’evoluzione del territorio. Verrà mostrata anche la relazione e l’influenza della “centuratio” romana nello sviluppo del territorio e il rapporto del Volturno con la storia dell’insediamento umano nella piana. Una ricostruzione virtuale ripropone su grande schermo un'animazione accelerata che rappresenta le arterie consolari evidenziate in rosso e mostra la costruzione nel tempo di villaggi, città e strade aggiuntive dall’epoca romana ai nostri giorni. L’audio descrive le variazioni nel tempo.
Sulla parete cieca del cortile principale verrà ricostruito l’arco dall’Anfiteatro ove sarà posta la chiave d’arco riproducente il Volturno.
Dopo la visita delle sale dedicate al lapidario ed ai sarcofagi il visitatore potrà salire la scala a loggia per accedere al terzo“topos” esposto nelle sale di primo piano. Il tema è quello relativo alla città di Capua che si configura come una sorta di osservatorio storico della città. Viene mostrata l’evoluzione del centro abitato, da fortilizio romano a guardia del ponte sul Volturno, a importante città rinascimentale con il significativo sistema di fortificazione, da città a forte vocazione militare a centro culturale e turistico di “terra di lavoro”.

Dalla prima sala, (ove sarà allestito un exhibit costituito da venti monitors montanti in una matrice 4x5: sull’ordinata sono rappresentati i 4 topos, sull’ascissa si riportano i cinque periodi storici più rappresentativi per l’area di Capua; il visitatore tocca lo schermo che gli interessa e parte il filmato relativo a quel topos in quel periodo; sulla parete opposta lo stesso filmato viene riprodotto su grande schermo), si percorreranno sulla destra gli ambienti dedicati a Capua antica che esporranno i materiali provenienti dal territorio suddivisi cronologicamente.
Sulla sinistra, invece, si susseguono le sale dedicate a Casilinum ed a Capua moderna, ove i reperti saranno ancora mostrati suddivisi cronologicamente. questi ambienti saranno in parte utilizzati gli esistenti espositori, affiancati da nuovi elementi espositivi posti nella porzione centrale degli ambienti e completati da pennellature e strutture didattiche di varia natura.

Dopo le sale dedicate a Capua i visitatori potranno proseguire la visita del Museo visitando il monetiere/medagliere e la pinacoteca. Da questo punto in poi i percorsi sono comuni a quelli della biblioteca: su semplice richiesta sarà possibile visitare i saloni storici della biblioteca posti al primo piano, in quanto le funzioni di catalogo, sala consultazione, segreteria ecc. sono stati spostati al secondo piano, in modo da consentire le visite senza disturbo per gli studiosi.

Dopo la visita delle sale museali i gruppi di scolaresche potranno salire al secondo piano dove è sistemata la sezione didattica con un laboratorio informatico per l’approfondimento della visita. Scendendo verso il piano terra con il nuovo corpo-scala i visitatori ed i fruitori della biblioteca troveranno un punto di ristoro, con salette al coperto e con possibile sosta all’aperto, godendo del magnifico giardino. Al piano terra, prima dell’uscita che avverrà attraverso il bookshop, saranno visitabili il museo dell’opera, che ripropone le varie fasi di vita dell’importante Istituzione provinciale, e la sala dedicata agli illustri concittadini Martucci ed Uccella.


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