Biblioteca Comunale

Nel quadro di una generale riorganizzazione degli spazi pubblici dell’ex area Cantoni destinati a verde, l’Amministrazione Comunale di Legnano ha coraggiosamente avocato a sè la facoltà di intervenire direttamente sul lotto P5. Per l’area in oggetto era prevista una generica copertura vetrata con funzione di portale di accesso al parco, in luogo della quale si è preferito ipotizzare la costruzione di una biblioteca comunale.
L’amministrazione ha quindi preferito integrare l’area a verde con una serie di funzioni, previste nell’edificio pubblico, che consentiranno al parco di realizzare quella destinazione di verde attrezzato tante volte dichiarata nei piani urbanistici ma spesso disattesa nella programmazione pubblica.

Il progetto proposto recupera integralmente la vocazione del piano proponendo una porta per il parco al cui interno integrare le funzioni previste dal DPP. Il portale è di per se un luogo di relazione, segna il passaggio tra due ambienti, in questo caso si pone quale ponte fra un’area urbanizzata ed un parco urbano. Da questa connotazione ha preso spunto il progetto, due realtà caratterizzate da accezioni morfologiche diverse si confrontano avvitandosi in un’unica entità.

Da una parte vive il verde, la vegetazione antropizzata, dall’altra l’uomo ha costruito i sui segni di pietra e cemento. L’edificio posto a ponte tra le due aree si costruisce su geometrie semplici. Un nastro di verde sorge dal piano erboso del parco e avvolge, deformandola, la pietra della costruzione della fabbrica.
Come un Giano bifronte la biblioteca, se vista dalla città, si presenta come una fabbrica avvolta nel verde mentre, osservata dal parco, annuncia con le sue forme di pietra morbida la qualità urbana della città in cui si inserisce. Il manufatto, proprio perché porta del parco e della città, apre il suo cuore ad un percorso che consente di attraversarlo. Chi viene dalla città scorge un mantello verde che si alza, e ruota, lentamente, per consentire al fruitore di scorgere il parco annunciato dalla rigogliosa copertura della fabbrica. Chi osserva dal parco l’edificio comprende che al di la dello stesso vive una città di uomini e pietra. L’edificio della biblioteca si sviluppa su quattro livelli complessivi, di cui uno interrato e tre fuori terra.

Le funzioni sono distribuite al suo interno secondo il modello a tre livelli, così come esplicitato nelle indicazioni del DPP. Al piano terra, infatti, che costituisce la parte più pubblica della biblioteca, sono posizionate le funzioni relative all’accoglienza, all’informazione e all’orientamento quali: hall d’ingresso con tutti i servizi/attività connesse, reception/reference, supporti informatici; sempre al piano terra trovano luogo anche le funzioni legate all’intrattenimento di utenti occasionali di tutte le fasce d’età, sostanzialmente attraverso la fruizione della Piazza esterna e del Bar/Ristorante/Caffetteria.

La piazza, con le sue linee dinamiche e sinuose, che assecondano la forma dell‘edificio e la morfologia del terreno riprendendo l’andamento delle curve di livello, consente di cucire in modo organico il tessuto verde del parco con la sistemazione urbana circostante e l’edificio stesso; non a caso il piano terra dell’edificio è tagliato in due porzioni da un passaggio/galleria che rende possibile il diretto collegamento tra la strada retrostante e il sistema piazza-parco antistante.

L’ingresso principale al passaggio/galleria e alla biblioteca stessa, che avviene dallo slargo antistante la rotonda di Piazza Quattro Novembre, è enfatizzato da una pensilina aggettante di pelle inerbata, la stessa che circonda la parete vetrata dell’edificio. L’area destinata alla ristorazione funziona indipendentemente dalla biblioteca, e presenta anche un accesso diretto dal parco.

Al piano terra si trovano ancora l’area ragazzi , l’area multimediale e l’emeroteca; queste ultime due possono essere utilizzate anche in orari serali o festivi compatibili con l’apertura del bar-ristorante in cui potrebbero essere previste aperture parziali della biblioteca.
Nel piano interrato sono inserite quelle funzioni che non necessitano di ottimali condizioni di illuminazione, come il magazzino librario, la sala conferenze, la fonoteca, le sale polifunzionali.

La sala conferenze occupa quasi metà dello spazio ellissoidale sottostante la piazza esterna, ed è collegata direttamente con il parco attraverso una cordonata in pietra.
La sistemazione della piazza esterna prevede l’inserimento di panchine in pietra e vasche d’acqua, che inseguono il disegno a spirale della pavimentazione. In particolare le vasche d’acqua hanno un fondo trasparente vetrato che fa permeare la luce naturale nel grande ambiente della sala conferenze.
Il collegamento tra i diversi livelli avviene attraverso due corpi scala/ascensori che fungono anche da nuclei di irrigidimento nella maglia strutturale.

La forma avvolgente dell’edificio è generata dalle matrici geometriche provenienti dalla morfologia stessa del terreno, ovvero dalle curve di livello dolcemente in pendenza verso il parco.
Questa forma che sembra tendere quasi ad un ripiegamento su se stesso della costruzione, evoca nella sua parte di pietra lo sfogliare delle pagine di un libro, e induce l’utenza ad un approccio profondamente introspettivo e raccolto alle attività di studio e ricerca. Nella distanza che intercorre tra queste pagine di pietra filtra parte della luce naturale, attraverso le lunghe vetrate verticali poste tra i setti del fronte sud-est e gli shed della copertura, sopra i quali trovano alloggiamento i pannelli fotovoltaici.

Il settore centrale a scaffale aperto, ove sono situati i servizi erogati dalla biblioteca, quali: esposizione del patrimonio documentario, lettura, consultazione a scaffale aperto, ricerca da catalogo, servizi di supporto ect., è localizzato ai livelli primo e secondo. Gli ampi spazi destinati alla lettura che occupano tutta l’area nord del primo e secondo piano ricevono luce naturale dalla grande vetrata continua e al secondo piano anche dai suddetti shed posti in copertura: non ci sarà mai luce diretta e/o zenitale, ma sempre laterale e filtrata opportunamente dalla pelle di vegetazione più esterna.
Nella parte più interna, man mano che ci si allontana dalla vetrata continua, si distribuiscono a raggiera gli scaffali. La divisione degli spazi è pensata in maniera flessibile attraverso l’uso di scaffalature che fanno esse stesse da divisori degli ambienti. Tutti gli ambienti della biblioteca sono liberamente raggiungibili e fruibili da persone diversamente abili, non esistono barriere architettoniche grazie all’uso di impianti ascensore e su ogni piano sono presenti servizi igienici accessibili.

La superficie lorda, comprensiva di tutti e quattro i piani è circa 3200 mq. Le dimensioni in pianta dei solai non sono sempre le stesse ed in particolare, fatta eccezione per il piano interrato, in parte rientrante rispetto alla sagoma esterna, queste diminuiscono salendo di piano in piano. Alcune facciate esterne dell’edificio hanno andamento curvilineo ed inclinato. Le strutture sono caratterizzate in generale da una grande semplicità, sono appartenenti alla tipologia delle opere in c.a. a setti e nuclei portanti.
Questi elementi verticali sposano, in orizzontale, travi a spessore di solai ad andamento in generale moderatamente curvilineo; fanno eccezione le travi di facciata che potranno assumere conformazione di travi emergenti, intradossate o estradossate. In sostanza si tratta di strutture intelaiate in c.a. a travi e pilastri-setti. Le strutture descritte interessano la quasi totalità dell’intervento. Fanno eccezione le stilate di bordo. I pilastri-setti infatti, dovendo seguire una facciata inclinata, sono di conseguenza inclinati. Sul lato in cui la copertura presenta sempre maggiore inclinazione, saranno le travi radiali ad assumere la conformazione in pendenza.

I solai sono in generale del tipo prefabbricato con getto di completamento in opera, con luci dai 3 ai 7 ml. Fa eccezione a quanto detto il solaio di copertura della sala conferenza, al piano interrato e sotto l’area pedonale di accesso, ove si ricorrerà ad elementi, sia travi che solai, del tipo prefabbricato. È in carpenteria metallica, la griglia esterna di sostegno del verde che perimetra un’intera facciata dell’edificio. Si tratta in particolare di un graticcio a maglia rettangolare in elementi tubolari tondi, che sopportano i carichi sismici e da vento su luci orizzontali circa sei metri, ciò appoggiandosi ai setti-pilastri in c.a. di perimetro.

Dal punto di vista delle azioni sismiche, queste sono interamente affidate ai setti e nuclei in c.a., che distribuiti nel corpo della struttura con passi non eccessivi, consentono di ridurre notevolmente gli spostamenti orizzontali conseguenti alle azioni, cosi da migliorare il confort durante un eventuale evento sismico.
La griglia esterna di sostegno della pelle inerbata presenta una struttura orizzontale avvolta da un feltro preseminato con specie sempreverde, la vegetazione utilizzata a copertura dei tiranti di acciaio verticali varierà al variare dell’esposizione in modo da avere piante caducifolie a nord e sempreverdi sul lato esposto a sud. Ciò comporterà anche una variazione cromatica che oltre a manifestarsi in primavera, perdurerà per tutto l’anno grazie anche al variare del colore delle foglie.
L’utilizzo della vegetazione quale “membrana” esterna permette la realizzazione di un gradiente ambientale nel “corridoio d’aria” che si determina tra la struttura ed il manufatto permettendo cosi una ventilazione costante lungo la facciata.

Lo studio della vegetazione rispetta gli elementari principi della sistemazione a verde collocando nell’area esposta a nord piante che permettano il passaggio della luce e del sole sia nel periodo estivo che in quello invernale, mentre proseguendo lungo il fronte del fabbricato e dirigendosi verso sud, la fittezza della vegetazione aumenta così come varia il colore delle foglie e dei fiori. Il progetto ha concretizzato l’approccio integrato ai problemi della sostenibilità e del benessere indoor individuando per la configurazione fisico-spaziale ed ambientale dell’edificio una proposta ecoefficiente.

Il modello energetico-ambientale ha determinato una soluzione morfologica che ha trovato declinazione ed appropriatezza in relazione alle condizioni bioclimatiche del contesto di riferimento. In tal senso sono stati trattati in maniera differenziata per rapporto superficie opaca/superficie vetrata i prospetti in base all’esposizione solare e all’azione del libeccio, vento dominate che spira quasi tutto l’anno. L’ipotesi era quella di creare un involucro eco-efficiente in grado di mitigare ed ottimizzare il rapporto ambientale interno/esterno, nella consapevolezza che proprio nella esatta definizione progettuale di questo rapporto si validino le condizioni di comfort.
In sintesi gli interventi prevedono l’applicazione delle seguenti caratterizzazioni morfologiche, materiche e tecnologiche:

- Per l’involucro edilizio è proposto un sistema che contrappone alla forma monolitica una dematerializzazione della struttura stessa mediante uso di pareti vetrate garantendo, nel contempo, i valori prescritti dalle “Disposizioni inerenti all’efficienza energetica in edilizia” deliberato dalla Regione Lombardia nel 2007 avente come finalità l’attuazione del “risparmio energetico, l’uso razionale dell’energia e la produzione energetica da fonti energetiche rinnovabili”. E’ prevista anche l’integrazione del FV e del solare termico sulla parete esposta sud non trattata a verde.

- Le chiusure trasparenti, prevedono vetrate isolanti con prestazioni bassoemissive e di protezione solare con U = 1.8 W/m2K che garantiscono trasmissione luminosa, protezione solare ed isolamento termico. La parte inclinata della copertura, invece, opera come una mensola che in base alla stagione scherma i raggi solari o li riflette verso l’interno aumentando il fattore di luce naturale diffusa.

La schermatura dai raggi solari è garantita dal sistema a grillage a sostegno di essenze vegetali, la cui progettazione funzionale e pragmatica sintetizza la triade vitruviana della firmitas, utilitas e venustas. Le componenti tecnologiche trattate a verde producono un miglioramento del clima circostante, con riduzione degli aumenti di temperatura causati nelle città dall’estendersi delle superfici artificiali (urban heat island effect) e con riduzione dell’inquinamento acustico. Per quanto riguarda gli impianti meccanici si cercherà di abbinare al necessario comfort, attraverso il controllo dei parametri termoigrimetrici e delle caratteristiche di qualità dell’aria, il massimo rispetto per l’ambiente sia dal punto di vista delle emissioni inquinanti che del risparmio energetico.

Per il riscaldamento, si prevede il collegamento all’impianto di teleriscaldamento esistente. Al fine di diminuire al massimo l’impatto ambientale, gli impianti saranno, per la maggior parte, realizzati con la tecnologia dei pavimenti radianti, in grado di funzionare con temperature superficiali adeguatamente basse e bassi gradienti di temperatura dell'aria; sarà anche possibile regolare la temperatura in ogni zona servita, tramite l’installazione di valvole termostatiche. Si prevede di utilizzare pannelli in cui la struttura è realizzata con materiali naturali, appositamente studiati e testati senza l’aggiunta di alcun aggregante chimico (granulato minerale, fibra di legno, cartone, fibra di canapa).

Agli stessi pannelli radianti a pavimento sarà affidato anche il raffrescamento dei locali, in combinazione con l’impianto di aria primaria, per il ricambio di aria a fini igienici e per il controllo dell’umidità in ambiente. Nella sola sala conferenze si prevede la realizzazione di un impianto autonomo ad aria, in grado di controllare puntualmente le caratteristiche microclimatiche interne (temperatura ed umidità relativa) e di realizzare l’opportuno ricambio di aria esterna.
La centrale per la produzione dell’acqua refrigerata sarà realizzata con l’adozione di un gruppo frigorifero con compressori centrifughi miniaturizzati con cuscinetti a levitazione magnetica, che, rispetto ad un gruppo tradizionale, offre i seguenti vantaggi: - notevolissimo risparmio energetico, grazie agli elevati rendimenti dei compressori centrifughi; - grande silenziosità e assenza di vibrazioni, grazie alla tecnologia dei cuscinetti a lievitazione magnetica - minore ingombro, per la ridottissima dimensione dei compressori - notevole semplicità gestionale; - minore spesa di manutenzione.

Per l’impianto idrico-sanitario si prevede una rete di adduzione principale chiusa ad anello, per garantire la continuità del servizio anche in caso di guasto di un singolo tronco. Le tubazioni sono previste in PEAD per reti in pressione. L’alimentazione ai singoli servizi dell’edificio è prevista con collettori complanari e tubazioni di alimentazione in rame idrosanitario coibentato, che collegano la rete principale di distribuzione ai singoli pezzi igienici. Lo smaltimento delle acque di scarico é previsto avvenga tramite una rete di drenaggio, costituita da collettori sub-orizzontali interrati di opportuno dia¬metro, in materiale plastico.

Il recapito finale è costituito dalla rete fognaria comunale, a cui saranno allineate le quote di cielo fogna. Lungo lo sviluppo delle reti di scarico è previsto l’inserimento di pozzetti prefabbricati di raccordo, ispezione ed immissione in conglomerato cementizio vibrato.


WEB AGENCY