Scuola d'Infanzia

I servizi per la prima infanzia rappresentano uno dei primi momenti di apprendimento e di crescita dell’individuo. E’ necessario quindi un ambiente che offra innanzitutto condizioni di sicurezza e di protezione in cui si possano consolidare serenità e affettività, che stimoli inoltre la conoscenza incoraggiando il desiderio di esplorare e di padroneggiare uno spazio amico, che offra spazi condivisi per stare insieme nel gruppo e spazi personalizzati che diventino riferimenti stabili della propria identità. La scelta progettuale nasce dalla consapevolezza della centralità del concetto di INFANZIA come età a sé stante e universalmente riconosciuta come decisiva nella formazione dell’adulto. Il progetto trae origine da una rielaborazione del pensiero pedagogico della “Scuola Attiva”, che ha avuto come suo massimo esponente John Dewey. Secondo tale pedagogista l’esperienza è realmente educativa nel momento in cui produce l’espansione e l’arricchimento dell’individuo, conducendolo verso il perfezionamento di sé e dell’ambiente in cui vengono accettate pluralità di opinioni.

La scuola è definita: - ATTIVA, poiché al centro dell’apprendimento c’è il bambino che non è più spettatore involontario, ma attore del processo formativo, in quanto mette in atto le proprie strategie ed elabora risposte per verificare le proprie possibilità

- ma anche PROGRESSIVA, in quanto l’attività che si svolge al suo interno presuppone una crescita; essa deve rappresentare per il bambino un luogo di vita che si sviluppa per gradi, partendo dalle proprie esperienze pregresse SCELTE PROGETTUALI

L’accesso principale al nucleo scolastico avviene dall’area del parcheggio sul viale Montegrappa ed è differenziato in carrabile per i mezzi di servizio e di soccorso, e pedonale con due percorsi laterali che conducono direttamente all’atrio. Dall’accesso carrabile si raggiunge l’edificio scolastico prevedendo in prossimità dell’atrio d’ingresso una spaziosa area “leave and go” per le soste veloci nelle ore di ingresso e di uscita. L’atrio riveste una funzione fondamentale in quanto luogo di passaggio dalla famiglia alla comunità (educatori+coetanei).

E’ il primo spazio architettonico che il bambino incontra. Un rivestimento di lamelle in legno filtra questo momento di passaggio dal mondo esterno all’ambiente interno. L’ingresso e l’area pubblica, posizionati in maniera asimmetrica rispetto allo sviluppo planimetrico della scuola, sono rivolti verso sud a rappresentare l’apertura verso la società. Da qui un unico percorso continuo dall’andamento curvilineo, collega le singole unità pedagogiche con i laboratori e gli spazi comuni, lasciando verso l’interno una grande corte/piazza, parzialmente pavimentata in pietra e parzialmente lasciata a terra battuta, resa carrabile per i mezzi di soccorso. In coda al percorso lo “spazio genitori bambini” accessibile direttamente dalla corte/piazza, e dotato quindi di accesso e servizi autonomi, per un funzionamento indipendente dall’apertura della scuola. L’elasticità e la flessibilità progettuale sono ottenute sia negli spazi “condivisi” che in quelli “personalizzati” ricorrendo ad ambienti sostanzialmente “aperti” e opportunamente divisi da pareti “rotanti” o scorrevoli, che consentono di modellare di volta in volta configurazioni differenti a seconda delle esigenze educative e funzionali, senza creare delle gerarchie di forme e flussi.

Le aule, tutte rivolte sia verso il giardino esterno sia verso il percorso interno, con differenti assi rotazionali, sono dotate di un blocco servizi e di una grande area interna, in cui, grazie all’uso di pareti mobili è possibile organizzare spazi destinati al riposo, al gioco e alla mensa. Ciascuna sezione o unità pedagogica, caratterizzata da una morbida forma ovoidale, è riconoscibile dal bambino, sia dal percorso interno che dagli spazi esterni, per le sue caratteristiche strutturali perfettamente leggibili, ma anche grazie all’attento uso di materiali e colori. Ogni “uovo”, infatti, è contraddistinto da un colore diverso, così che il bambino sviluppi istintivamente un senso di appartenenza a quel determinato ambiente, evitando vissuti di dispersione e disorientamento. Ciascuna unità pedagogica affaccia su una porzione di giardino che è di pertinenza dell’aula, ma che resta comunque parte integrante del sistema a verde comune e quindi in costante rapporto con esso. Al di fuori degli ambienti di pertinenza delle sezioni, nel grande spazio comune/connettivo sono allestiti laboratori, dedicati ad attività specifiche (psicomotorie, pittura, manipolazione, lettura, musica…) svolte dai bambini in piccoli gruppi guidati dagli educatori.

La struttura dello spazio “connettivo”, che si avvolge circolarmente intorno alla corte/piazza centrale, si adatta organicamente alla forma del lotto, che a sud ovest in prossimità del parcheggio e dell’ingresso inizia stretto, e poi si allarga verso il parco a nord. La forma in pianta di per sé sinuosa e morbida, senza spigoli, inserita come un grande divertente “elemento ludico” nel lussureggiante parco preesistente, è facilmente riconoscibile nel contesto territoriale come luogo abitato da bambini e suggerisce un senso di accoglienza e comunità. Lo spazio architettonico è separato dal mondo esterno da finestrature scorrevoli continue, che lasciano una trasparenza tra il dentro e il fuori, e che, tenute aperte, impacchettate le une sulle altre, determinano una permeabilità completa tra l’interno e l’esterno; la scuola diventa un unico grande terrazzo con le aree interne e quelle esterne sullo stesso livello. Non esistono perimetri permanenti, dalla corte interna lo sguardo penetra fino al parco esterno, così da ottenere continuità spaziale.
Questa trasparenza della struttura architettonica garantisce anche una maggiore sicurezza per i bambini, che potranno essere controllati dagli educatori da ogni punto dell’ edificio pur sentendosi liberi di vivere le loro avventure cognitive. La grande copertura in legno, che si trasforma in rampa fino a raggiungere la stessa quota della corte interna, è un luogo aperto attrezzato, che il bambino può abitare in maniera del tutto creativa, in cui può esplorare e acquisire conoscenza attraverso esperienze empiriche, e diventa essa stessa ulteriore strumento didattico per gli educatori. Infatti ogni sezione offre in copertura degli spazi adibiti allo sviluppo dei cinque sensi a cui è stato aggiunto il sesto senso, identificato nel tempo.

I bimbi imparano in tal modo, grazie alla mobilità degli interni, alla permeabilità interno/esterno anche a muoversi nella terza dimensione con le aree didattiche in copertura e nella quarta dimensione per i mutamenti che comporta il passare del tempo. La sesta copertura avrà, infatti, nella pavimentazione la rappresentazione della bussola, della meridiana, della rosa dei venti e dell’orologio. In tal modo si può insegnare ai bambini a conoscere il tempo e ad orientarsi nello spazio anche in base anche al percorso solare. Come richiesto da bando, si prevede che l’edificio scolastico venga realizzato in due lotti distinti e in due fasi successive.

La prima fase comprende la costruzione del volume dell’ingresso, delle tre sezioni immediatamente seguenti, del percorso connettivo intero che giunge fino allo spazio genitori-bambini, della corte/piazza centrale e delle recinzioni, garantendo così l’efficienza del complesso al termine della prima fase a prescindere dal secondo lotto. Ciò è consentito anche dalla modularità della concezione strutturale e dall’indipendenza tra i vari elementi del complesso. Le strutture sono realizzate completamente in carpenteria metallica con elementi portanti verticali in tubi del Ø 300 per la rampa di connessione e del Ø 250 per le unità pedagogiche.

La rampa è costituita da un doppio filare principale di colonne poste ad intervallo di circa 4,10 m secondo l’andamento sinuoso della struttura di connessione e sulle parti perimetrali di questa, un altro filare è disposto al centro dell’area impegnata dalla connessione. L’interasse trasversale tra le colonne è variabile da un minimo di 7,50 ad un massimo di 10,50 m. Le colonne presentano altezza variabile da 3,30 m per quelle di altezza minore, fino a circa 5,50 m per quelle terminali. La struttura di impalcato risulta costituita da un doppio pacchetto. Il primo, di carattere strutturale è realizzato in profili standard del tipo HEA lungo il bordo ed IPE nella zona interna, che disegnano nel piano un reticolo di travi in grado di collegare in testa le colonne secondo differenti direzioni nel piano. Tale reticolo, completato con una deck in lamiera grecata posta a secco e finita con getto di completamento in calcestruzzo strutturale alleggerito ed opportuno pacchetto coibente ed isolante, costituisce diaframma rigido nel proprio piano per il collegamento di testa dello scheletro portante.

Il secondo pacchetto è riportato su quello strutturale a mezzo di elementi in acciaio disposti ad opportuno interasse sui quali verrà montato il pavimento il legno. I volumi didattici presentano una pianta ellittica con diametri rispettivamente di circa 17,00 m ed 11,00 m. Ciascun elemento è strutturalmente caratterizzato da 13 colonne in acciaio di cui 10 presenti in facciata e 3 su di un allineamento di spina disposto sul diametro maggiore. Le colonne hanno altezza pari a circa 5,50 m. L’’impalcato è realizzato come il precedente; l’ordito principale è in travi metalliche di sezione standard del tipo IPE, mentre il telaio di bordo è in profili HEA calandrati. Struttura secondaria è quella posta a sostegno delle facciate in vetro e policarbonato. Tali elementi avranno una propria fondazione e saranno collegati agli elementi portanti principali per la sola trasmissione delle azioni orizzontali da sisma e da vento. Dal punto strutturale i volumi didattici e quelli della passerella sono completamente indipendenti e sismicamente giuntati pertanto essi avranno risposte autonome rispetto ad azioni di carattere sismico.

CRITERI AMBIENTALI E TECNOLOGICI
In fase progettuale, l’analisi del soleggiamento è stato alla base sia della definizione delle spazialità interne al fine di garantire in ogni stagione l’ illuminazione naturale diretta e diffusa sia delle tecnologie costruttive scelte. L’involucro è trasparente e per evidenziare la matericità della piastra di copertura si è scelta un soluzione strutturale essenziale in pilastrini di acciaio. Il disegno complessivo si articola così in elementi orizzontali opachi, elementi verticali trasparenti e translucidi colorati. Le facciate sono protette, a sud oltre che dall’aggetto della copertura anche da un sistema di rade lamelle in corrispondenza dei locali amministrativi; ad est, ovest e nord da un sistema di vetrate che con il loro cromatismo schermano dalla luce solare. Le aule inoltre godono di una illuminazione zenitale derivante dalla presenza di un lucernario in copertura per ogni “uovo”. La chiave di lettura costruttiva è, pertanto, quella del minimalismo tecnologico. Vetro termoacustico trasparente e colorato nonché pannelli opachi tipo sandwich ( con all’interno l’isolante termico) da posizionare a secco per le chiusure verticali; pilastrini di acciaio per la struttura; acciaio e legno per la copertura che, nella zona della Hall d’ingresso, integra una fascia di circa 50 mq di pannelli fotovoltaici in silicio monocristallino.

IMPIANTI MECCANICI
Particolare attenzione è posta alla sostenibilità ambientale, ai temi di contenimento dei consumi energetici e dei costi di gestione. A tal fine, si prevede l'utilizzo di sistemi innovativi, in grado di accoppiare al massimo rendimento e funzionalità, il minimo impatto ambientale, anche con l’uso di materiali eco-compatibili, limitando l’immissione in atmosfera di sostanze inquinanti. La centrale termica, unica per tutto il complesso, sarà ubicata in un apposito locale indipendente dagli edifici scolastici. Per la fonte primaria di calore si farà ricorso a fonti alternative a quelle tradizionali, prevedendo caldaie con bruciatori a biomassa ed, in particolare, a “pellet” di legno (biocombustibile alternativo a quelli fossili, facile da usare e da approvvigionare, e soprattutto neutro nei confronti dell’effetto serra). L'uso di biomasse viene considerato a bilancio nullo rispetto all'anidride carbonica, perché durante la combustione viene rilasciata la stessa quantità di CO2 fissata dalle piante durante la crescita. Questa scelta è in linea con le più recenti direttive comunitarie riguardo al rendimento energetico nell’edilizia, che impongono il contenimento dei consumi energetici. Da un confronto tra i combustibili legnosi e quelli tradizionali emerge che il costo dell’energia da biomassa è in tutti i casi nettamente inferiore, con un risparmio dei costi di esercizio che consente di recuperare il capitale investito nella caldaia in tempi medio-brevi. Considerata la zona di intervento e la destinazione d’uso dei locali, si ritiene opportuna la realizzazione di un impianto di solo riscaldamento invernale, soluzione, peraltro, in linea con le prescrizioni normative.

La tipologia prevista è del tipo a pannelli radianti a pavimento più aria primaria, per garantire il rapido raggiungimento delle condizioni termo-igrometriche desiderate ed il necessario ricambio d’aria esterna di rinnovo, in ottemperanza a quanto previsto dal D.M. del 18/12/1975 concernente:“Norme tecniche aggiornate relative all'edilizia scolastica, ivi compresi gli indici di funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica, da osservarsi nella esecuzione di opere di edilizia scolastica”. L’impianto del tipo a “pannelli radianti” annegati sottopavimento, garantisce un elevato comfort termico ed impatto ambientale nullo. In particolare, i vantaggi conseguibili sono i seguenti: - elevato benessere termico, per l’ottimale andamento delle temperature alle diverse altezze dal pavimento; - calore utilizzabile a basse temperature, che consente di minimizzare le dispersioni lungo le tubazioni, con conseguente risparmio energetico; - aspetto igienico-estetico, in quanto non vi è combustione del pulviscolo atmosferico, fenomeno che provoca senso di arsura ed irritazione alla gola, nonché i tipici aloni e striature dietro e sopra i corpi scaldanti; - non visibilità dei terminali; - libertà di arredo La regolazione della temperatura e degli orari di funzionamento sarà indipendente per ogni nucleo, per cui l’impianto rimarrà in funzione solo laddove è effettivamente richiesto, con evidenti risparmi dei costi di gestione. L’impianto di aria primaria, alimentato dalla centrale termica, ha il compito di assicurare buone caratteristiche di qualità dell’aria ed il controllo dell’umidità in ambiente, nel pieno rispetto delle normative vigenti. Le quantità di aria di rinnovo immesse saranno estratte ed espulse in atmosfera tramite apposite canalizzazioni e ventilatori di estrazione. Le unità di trattamento aria, del tipo pensile, saranno differenziate per le varie zone servite ed avranno funzionamento indipendente, per consentirne l’uso solo laddove è effettivamente necessario.

La gestione dell’impianto sarà affidato ad un Sistema di regolazione elettronica del tipo a microprocessore con proprietà DDC (Controllo Digitale Diretto) completamente integrata e liberamente programmabile, in grado di consentire la gestione in funzione dell’effettivo uso. Per l’ impianto idrosanitario si prevede una rete di adduzione principale interrata chiusa ad anello, in PEAD ed un’alimentazione ai singoli servizi con collettori complanari e tubazioni di alimentazione in rame idrosanitario coibentato, che collegano la rete principale di distribuzione ai singoli pezzi igienici. Il dimensionamento delle tubazioni sarà effettuato con il metodo delle unità di carico della norma UNI 9182. Lo smaltimento delle acque di scarico é previsto avvenga tramite una rete di drenaggio, costituita da collettori sub-orizzontali interrati di opportuno diametro, in materiale plastico. Il recapito finale è costituito dalla rete fognaria comunale, a cui saranno allineate le quote di cielo fogna. Lungo lo sviluppo delle reti di scarico è previsto l’inserimento di pozzetti prefabbricati di raccordo, ispezione ed immissione in conglomerato cementizio vibrato.


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