Un segno architettonico per Dubai

IL CONCEPT
L’opera da noi immaginata avrà una vocazione essenzialmente culturale che abbiamo cercato di tradurre in una realizzazione architettonica emblematica materializzando un segno forte, significativo e simbolico. Per raggiungere tali obiettivi, nel contesto di una città dove gli edifici di grande altezza sono già molto numerosi, ricorriamo a soluzioni originali, che giocano su parametri differenti, per rispondere alle condizioni di attrattività richieste. Potenza visiva e simbolica le ravvisiamo nella forma sferica. Un edificio di forma sferica riesce a distinguersi tra gli innumerevoli grattaceli presenti in Dubai ma soprattutto riesce ad esprimere valori simbolici e rappresentativi della cultura araba così come di innumerevoli culture presenti sul pianeta. Il cerchio o la sfera sono, in ogni loro rappresentazione, immagini simboliche dell’inizio; per associazione analogica rimandano a ciò che esprime un continuum senza spazio né tempo, senza sotto né sopra. Le suggestioni e i riferimenti che ci hanno guidato sono molteplici, un esempio per tutti il seguente versetto dal Corano: “Allah è la luce dei cieli e della terra. La Sua luce è come quella di una nicchia in cui si trova una lampada, la lampada è in un cristallo, il cristallo è come un astro brillante; il suo combustibile viene da un albero benedetto, un olivo né orientale né occidentale, il cui olio sembra illuminare senza neppure essere toccato dal fuoco. Luce su luce. Allah guida verso la Sua luce chi vuole Lui e propone agli uomini metafore. Allah è onnisciente.” (Corano 24:35) La sfera diventa così un segno visivo, un emanatore di luce, d’immagini e di lettere. Questa opera, per così dire, si appropria della sua struttura esteriore e, soprattutto, della superficie del suolo ai suoi piedi, per creare l’attrattiva informativa e di evento cercata. L’opera si può ammirare dall’esterno, come si guarda una bella scultura o qualsiasi bella opera architettonica in generale. Ma l’originalità dell’idea che proponiamo è che dal momento in cui ci avviciniamo all’ edificio non osserviamo solo una scultura ma restiamo affascinati dalla scoperta di un vero spettacolo! Un “fiume di parole” ci accompagna fino all’edificio. La passeggiata verso l’edificio, in questo paesaggio al contempo tecnologico e campestre, ci regalerà una esperienza unica grazie ad una passerella fluttuante, un nastro di luci. Da essa i visitatori possono sporgesi per scoprire in più lingue ed alfabeti, poesie, precetti e pensieri filosofici tracciati a lettere di fuoco. Contemporaneamente, alzando lo sguardo, una serie di grandi dune luminose dotate di display a led comunicheranno immagini ed informazioni, in perfetto accordo con quanto emanato dal “fiume di parole”. L’accesso all’edificio avviene attraverso due ponti che superano la grande superficie concava di 70 mt di diametro su cui è poggiata la sfera, introducendoci verso l’ambiente centrale in cui avrà inizio l’esperienza sensoriale e culturale cui è dedicato questo edificio. Questa grande superficie concava fa da base alla sfera e ne riflette le luci e i colori, animandosi in un gioco infinito di luci ed ombre. Dai due ponti si entra quindi in un ambiente incontaminato in cui i parametri di temperatura, umidità, ventilazione riproducono condizioni di elevato confort ambientale. Il tutto senza ricorrere a sistemi attivi di controllo dell’aria ma grazie ad una attenta progettazione bioclimatica. Una parete fredda, posta a nord e “lavata” da un velo d’acqua insieme alla vegetazione nell’atrio si contrappongono al rivestimento vetrato del resto dell’edificio, dove la parte alta risulta dotata di un sistema di apertura degli infissi controllato elettronicamente in modo da consentire la fuoruscita dell’aria calda, formatasi a causa dell’irraggiamento solare. Il delta termico tra la parte fredda e quella calda induce moti di ventilazione naturale, indispensabili a conseguire il confort ambientale. Aria esterna viene aspirata ed immessa in un sistema di tubazioni sotterranee (circa 100 m.) che raffreddano l’aria estiva di circa 7 gradi e riscaldano l’aria invernale di un analogo ammontare. L’aria così trattata viene immessa nell’edificio grazie a canalizzazioni posti nell’asse centrale della sfera. Gli ambienti posti nella parte alta (cafè di circa 130 mq) e nella parte bassa (libreria per ragazzi e auditorium, per circa 800 mq) della sfera sono climatizzati da impianti ad alta efficienza energetica alimentati da sistemi di celle fotovoltaiche, integrate nelle vetrate di rivestimento della parte alta della sfera.

LO SPETTACOLO NELL’ EDIFICIO
Chi entra nell’atrio dell’edificio si troverà in presenza di un dispositivo che sarà in qualche modo una scultura mobile, animata e luminosa. L’idea si sviluppa secondo un forte asse principale, che distribuisce tutto intorno a sé delle appendici quasi come il tronco di un albero con i suoi rami e le sue foglie. L’asse centrale si configura come una vera e propria macchina che anima e movimenta tutta la struttura. Al suo interno trovano posto sia i collegamenti verticali (ascensori e rampe elicoidali) che un sistema di binari a cui sono collegati dei “petali” multimediali, ovvero grandi schermi a led che si muovono verticalmente sincronizzati con il movimento delle immagini che essi stessi trasmettono. Si può immaginare inoltre, per il pubblico la possibilità di scrivere in tempo reale su queste superfici con l’aiuto di lettere luminose e di sceglierne il colore. Si può immaginare, senza alcuno sforzo, quali capacità di fascinazione straordinaria possano presentare queste possibilità per attirare un pubblico numeroso e di turisti sempre più esigenti! Sfruttate intelligentemente con una comunicazione creativa, queste possibilità potranno far rivaleggiare ampiamente la nostra “torre” con le sue sorelle di Dubai, anche se queste ultime svettano maggiormente. Inoltre, la vocazione multiculturale della nostra opera costituisce un supporto ideale per rappresentare e illustrare le arti. Si tratterà di un vero e proprio balletto, che il lento movimento degli ascensori e delle piattaforme mobili renderà di volta in volta diversamente animato. Dall’asse centrale si dipartono anche tre piattaforme dedicate ad eventi ed installazioni artistico culturali, queste piattaforme sono collegate alla rampa elicoidale che si sviluppa perimetralmente. Infatti, il modo migliore per godere di questa esperienza artistico-sensoriale è quello di percorrere la rampa elicoidale ed ammirare le immagini sui grandi display circolari che si muovono ritmicamente al suono diffuso in tutto l’ambiente, arrivare sulle tre pedane distribuite lungo il percorso e qui sostare per ammirare le installazioni programmate secondo calendario. Alla fine si giunge nell’ultima grande sala in cui hanno sede: un’area di sosta con bookshop, punto informazione sugli eventi culturali ed i servizi igienici. Si può quindi proseguire verso l’ultimo livello dove ha sede il cafè (circa 130 mq). E’ questa la parte più alta della sfera da cui si può ammirare e godere il il panorama di Dubai a 360 gradi. Con gli ascensori è inoltre possibile accedere alla parte bassa della sfera. Qui, un ulteriore accesso alla sfera è reso possibile da un tunnel sotterraneo che mette in collegamento l’area parcheggio posto lungo la strada ….. con un piano sottoposto alla struttura della sfera stessa. Il tunnel sarà dotato di tapi roulants affiancati da percorsi pedonali. Tutta la superficie del tunnel sarà ricoperta da sistemi audiovisivi e da telecamere a circuito chiuso che proietteranno le immagini dei pedoni con un tempo di ritardo stabilito. Il pubblico sarà esso stesso interprete di una animazione di tipo interattiva e ludica. Si giunge così in uno spazio circolare il cui soffitto nella sua parte centrale sarà in acciaio e vetro, da qui sarà possibile ammirare la base della sfera poggiata su di esso. Luce e visione della sfera sono quindi percepibili in questo ambiente sottoposto dove hanno sede degli spazi di accoglienza ed una sala auditorium per almeno 100 persone divisibile in 3 piccole sale. Attraverso gli ascensori posti nella parte centrale è possibile raggiungere la libreria dedicata ai ragazzi, posta nella parte inferiore della sfera disposta in un suggestivo ambiente circolare, e da cui è possibile risalire al piano superiore dove ha sede l’atrio principale dell’edificio.

CONCLUSIONI
In questo progetto teniamo conto che da vent’anni questa città ha conosciuto uno sviluppo fenomenale. Contrariamente a certe città che sono obbligate ad infrastrutture pesanti, la città di Dubai possiede già tutti i requisiti sul posto, compreso alberghi e centri commerciali di lusso. La domanda di centri culturali e d’arte diventa pertanto fisiologica e la città di Dubai lo ha ben compreso (vedi la creazione del Centro d’Arti Internazionale, con accordi con il Louvre, il Centre Georges Pompidou…). Il dato demografico di una popolazione di base multiculturale dovrebbe facilitare questi scambi e il nostro Tall Emblem Structure at Za’abeel Park, così come l’abbiamo pensato, dovrebbe costituire e illustrare la coesistenza di un mosaico fraterno di culture. Architettonicamente, questo stato di cose si tradurrebbe nel movimento e nella diversità di forme e di colori che proponiamo. A questa condizione di multiculturalità si aggiunge poi quella della modernità, all’opposto di quei fortilizi che si innalzano nelle megalopoli dove il gusto di vivere è sparito. Siamo per la modernità, ma un’altra modernità, quella che concilia il passato e il presente e che fa del nostro Tall Emblem Structure un centro ed un luogo nodale di scambi di comunicazioni e d’informazioni culturali, sociali ed artistiche.


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