Ischia Premio di Architettura - PROGETTO VINCITORE

Dopo molti anni di abbandono, il fabbricato, posto di fronte ad uno dei più bei lungomare dell’isola d’Ischia, ha ritrovato finalmente la sua vocazione alberghiera.

Forio d’Ischia è caratterizzata da due elementi architettonici evidenti che ne segnano le emergenze soprattutto da mare: la Chiesa del Soccorso ed il Torrione. Quest’ultimo, interamente di tufo, poggia le sue fondamenta quasi fin nel cortile che caratterizza il fabbricato dell’albergo. L’edificio è infatti posto a cavallo tra la spiaggia ed il costone tufaceo su cui si inerpica il paese di Forio.

La struttura, prima del’intervento di ristrutturazione, era interessata da un crollo consistente delle murature e di tutti gli ambienti che si affacciavano sul cortile interno; lo stato di abbandono e degrado in cui versava l’intero fabbricato è stato il primo nodo progettuale da affrontare. Generatore di una serie di scelte progettuali che hanno poi caratterizzato fortemente il progetto, è stato l’elemento architettonico del Torrione, così evidentemente presente a ridosso dell’albergo.

La prima scelta di progetto è stata senza dubbio la più difficile per la committenza: non ricostruire il volume e le pareti crollati nel tempo e che chiudevano il lato verso il cortile, sottraendo volumi e superfici utili alle camere con lo scopo di lasciare il massimo della visibilità al Torrione. Accanto a questa scelta ne sono scaturite altre tra cui quella di utilizzare tutta la costruzione come elemento di risalita verso il Torrione e verso il centro del paese di Forio. Pertanto sin dall’ingresso, piuttosto sommesso per le ridotte aperture esistenti sulla strada, si percepisce l’invadente presenza del Torrione con la sua base in tufo grazie principalmente a due elementi: la grande vetrata autoportante che, sostituendosi alle parti crollate, chiude l’edificio verso il cortile, completata da esili elementi di passaggio a ponte tra i vari livelli superiori e la lunga scala centrale che inizia trasparente in vetro e poi diventa solida, quasi scavata nella rocca tufacea per poi terminare con una sola rampa che dal cortile sale al terrazzo e poi al paese.

Al piano terra verso il lungomare, oltre alla hall arredata con mobili realizzati su disegno in legno di ebano e superfici curve in foglia d’oro, trova posto un’area bar dai toni scuri che funziona in tempi indipendenti dall’albergo.

Al piano ammezzato sono organizzati gli spazi di ristoro per i clienti dell’albergo mentre al piano primo troviamo una piccola area benessere e parte delle camere, alcune delle quali a due livelli con spazi a doppia altezza prospettanti sul panorama lato mare e sul cortile lato Torrione.

Le camere sono improntate alla semplicità: morbide lineee, materiali caldi come legno di rovere sbiancato per i telai e laccato color crema per le svecchiature; i bagni sono rivestiti con tessere vetrose di colori marini; nei duplex le scale sono realizzate come mobili d’arredo o in leggeri profili in ferro.

Dal cortile arredato a verde, parte un sentiero d’acqua che segna la pavimentazione per poi precipitare verso i piani sottostanti lambendo la rocca di tufo, fino alla vasca posta nella hall. Sul terrazzo, caratterizzato dal panorama verso il mare e della torre alle spalle, oltre alle camere è stata progettata un’ampia area solarium con piscina a sfioro rivestita in tessere vetrose.

Dalla quota di copertura, continuando questa passeggiata interna/esterna nell’albergo tra verde ed acqua, tramite pochi gradini si arriva alla base del Torrione ed al centro del paese di Forio.


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