Figino Housing Sociale

Introduzione generale al progetto:

L’obiettivo di un intervento di social housing è di offrire a categorie meno privilegiate di cittadini alloggi di qualità, con caratteri diversi, in grado di adattarsi ad esigenze differenziate ed a costi accettabili:

- qualità elevata dell’architettura, rapporto col paesaggio, con i caratteri del luogo
- casa per tutti, anche per i diversamente abili
- spazio per i bambini e per il lavoro in casa
- costruzione sostenibile
- legno più che cemento o mattoni, fondazioni a basso impatto
- solai, pareti, coperture a camera, in legno, di produzione industriale
- griglie e camini per la ventilazione naturale / ibrida dell’alloggio
- elevati livelli di isolamento con materiali riciclati
- finestra ampie, vetri efficienti per la luce naturale
- illuminazione artificiale efficiente a basso consumo energetico
- materiali sani, finiture in legno o linoleum
- elevata classe di efficienza energetica
- impianti idrici per la corretta gestione e la salvaguardia dell’acqua
- raccolta e drenaggio sostenibile dell’acqua piovana con canalette nei giardini
- cantiere verde, riduzione e riciclaggio dei “rifiuti” della costruzione

Nei grafici allegati, nell’impossibilità di esplicitare un progetto come quello previsto, sono indicati i principi base di riferimento per raggiungere, negli sviluppi successivi e con la partecipazione di committente ed utenti probabili, l’obiettivo posto. La proposta organizza le superfici richieste secondo uno schema a corti aperte a sud, il cui andamento est/ovest è obbligato dalla configurazione del lotto.
Le corti sono collegate dagli edifici continui lungo la nuova strada  che in parte ripercorre la strada esistente nell’area C e servite da tre percorsi pedonali longitudinali:

1. a nord, esterno all’area residenziale, un percorso parallelo alla strada automobilistica, porticato verso i negozi, articolato con larghezza diverse lungo un sistema di spazi aperti e chiusi, luoghi di aggregazione, scambio, incontro, centro di vita del nuovo quartiere, raccordo con l’abitato esistente, protetto da alberi nelle parti di maggiore ampiezza per consentire attività temporanee all’aperto

2. a nord, interno all’area residenziale, porticato alle spalle dei negozi, collegamento fra i diversi atri di ingresso alle corti e degli spazi comuni alla residenza

3. a sud, lungo il confine, interno al verde pubblico a confine con l’area agricola sono il luogo della sostenibilità sociale: raccordati da percorsi pedonali nord/sud fino alla campagna, pubblici durante il giorno come nella tipologia delle corti successive tipica delle case di ringhiera milanesi; collegano gli atri di ingresso al margine sud, passando accanto all’acqua nelle corti. La geometria ed i segni d’acqua nell’area agricola sono il riferimento per il nuovo disegno urbano.

I tre percorsi confluiscono nella nuova piazza, disegnata sul terminate del tratto nord/sud di via Rasario, luogo di riferimento e di relazione con la piazza della chiesa, centro attuale di Figino: il rapporto, anche visivo, la distanza ridotta fra i due spazi e le attività previste garantiscono la “nuova centralità” in grado di instaurare un rapporto privilegiato con il centro esistente.

Inserimento urbanistico, identità del luogo e interazioni con il quartiere di Figino Temi:rapporto col paesaggio agricolo
Il carattere di identità oggi prevalente è nel rapporto del costruito, antico e recente, con l’area verde agricola antistante e con i fontanili: nella nuova sistemazione, i fontanili interni all’area vengono eliminati, ma suggeriscono l’introduzione di nuovi “disegni d’acqua”, arricchiti dall’acqua piovana raccolta in modo da assumere valenza di sostenibilità mentre quello a margine sud dell’area A viene lasciato come elemento di confine e di “separazione” fra il verde pubblico continuo previsto lungo il confine e l’area agricola pubblica antistante.
L’area padana intorno a Milano è ricca d’acqua: i segni d’acqua all’interno delle corti hanno il senso di riprendere questa fondamentale qualità del paesaggio:

- rapporto con il territorio a scala più ampia: lungo il confine sud, un percorso pubblico collega il verde di bordo del nuovo insediamento con il verde pubblico dell’area B e suggerisce una possibilità di riconnessione con i percorsi pedonali e ciclabili verso il “Bosco in città”, il Parco di Trenno, il parco delle Cave, le Cascine; dalle due estremità del percorso nell’area C si determinano possibilità di raccordo pedonale alle reti esistenti di trasporti pubblici: autobus e quindi la Metro a Molino Dorino.

- connessione del nuovo insediamento con il centro attuale: l’asse visivo e di collegamento fra il centro esistente ed il nuovo centro, con una prospettiva a sud completamente aperta verso la campagna coincide con il tratto nord-ovest/sud-est di via Rasario che sarebbe opportuno utilizzare solo per il movimento pedonale, ciclabile, di servizio e di emergenza; termina nella nuova piazza, luogo di riferimento del nuovo insediamento e di raccordo visivo, architettonico e funzionale con il centro attuale del quartiere, caratterizzata dai portici disegnati al piano terra dei due edifici che la delimitano e lungo la vasca d’acqua a sud; qui sono localizzati commercio, ristorante, borgo assistito, co-lavoro, centrali fra il quartiere esistente e quello di progetto.

- qualificazione “urbana” della nuova viabilità dell’intervento: tale viabilità coincide con il collegamento tra via Rasario e via Silla che utilizza in parte la strada esistente in area C, raccordo ai sottoservizi urbani, e prosegue a nord dell’area B; dalla parte opposta segue i confini nord e ovest dell’area A fino al tracciato indicato nel DPP, passando a margine della nuova piazza.Lungo questo asse, dalla piazza fino all’incrocio con il fontanile Maiera, sono organizzati i locali commerciali e i percorsi descritti al punto 1. connessioni del nuovo quartiere con il centro attuale di Figino e con gli elementi significativi al contorno

Qualità architettonica complessiva dell’intervento
Articola tre aspetti:

1. qualità di paesaggio: il disegno del nuovo paesaggio è basato su elementi semplici: coperture a tetto per tutti i corpi di fabbrica, a parte le serre e gli spazi adiacenti, attribuiti agli alloggi dell’ultimo piano, con coperture a verde di tipo estensivo, che chiedono poca acqua per l’innaffiamento ed hanno vantaggi consistenti per l’isolamento degli spazi sottostanti e la manutenzione delle coperture, in parte interpretabili come orti urbani per gli alloggi sottostanti, da affidare in cambio di una corretta manutenzione; andamento degradante verso la campagna degli edifici nord/sud: una intenzione di raccordo “fisico” fra il quartiere nel suo insieme e l’area agricola antistante segni d’acqua nelle corti, vasche con acqua in movimento (evita il rischio zanzare) grazie ai dislivelli disegnati all’interno, capaci di far muovere, nella parte finale, piccoli “mulini” e giochi di scienza, riportata su con pompe di piccola dimensione e basso consumo; disegno del verde, basato sulla continuità, ma con differenza di qualità, del verde pubblico e privato

2. articolazione volumetrica dell’intervento intersezione delle coperture, geometria della reta che sottende l’impianto: lo schema a corti aperte a sud prevede: edifici con direzione est/ovest, alloggi aperti a sud e nord, di altezza due o tre piani oltre al piano terra destinato al commercio, con l’obiettivo di evitare una “barriera” visiva per le costruzioni a monte dell’area C, oggi completamente aperte verso la campagna; edifici con direzione nord/sud, alloggi aperti ad est ed ovest, trasversali rispetto al costruito esistente, che raggiungono i 6 piani, necessari per ridurre la superficie impegnata a terra, per una SLP ampia in rapporto a dimensioni e forma del lotto disponibile; l’andamento dei corpi più alti evita l’effetto “barriera” e consente la configurazione degradante verso sud, con alloggi di maggiori dimensioni aperti a sud sui terminali di ogni piano

3. tecnologie costruttive e materiali, uniformi ma suscettibili di trattamenti e colorazioni diverse, anche con gradazioni poco diverse dal molto chiaro al molto scuro, che rendano riconoscibili le diverse parti, gli alloggi, le corti, le scale: mattoni nelle parti basse a contatto col terreno, legno opportunamente trattato nella più utile soluzione delle pareti ventilate, che contribuiscono in misura notevole a regolare l’umidità invernale ed il caldo estivo, delle superfici esterne; sulle pareti est e ovest frangisole verticali e/o orizzontali in legno, in grado di ridurre il soleggiamento e l’abbagliamento interno, senza ridurre la visibilità e l’apporto di calore in inverno e senza complessi, costosi meccanismi di orientamento delle lamelle, di difficile manutenzione. I tetti e le serre – queste con sezione diversa in rapporto alla posizione – hanno ancora finitura in legno, ventilate quando coprono spazi di alloggi di maggiore altezza (dove si può supporre la realizzazione nel tempo di piccoli ampliamenti con soppalchi), semplici quando proteggono impianti dedicati, come nell’edificio del “borgo assistito”.

Caratteristiche funzionali, tipologiche e costruttive con riferimento al modello abitativo proposto
Derivano dalla interpretazione di due principi base dell’intervento:

- esigenza di flessibilità proprie dell’housing sociale
- caratteri degli alloggi “speciali” Spazi casa/lavoro, aggregabilità di più alloggi, duplex, consentono una ricca articolazione degli spazi e l’uso di una sola scala con ascensore per più di due unità;
- l’uso dei giardini e delle corti come ampliamento diretto delle case (per bambini ed anziani) arricchisce lo spazio con porticati, logge con la stessa struttura delle serre adiacenti, eventualmente chiudibili nel tempo per modificate esigenze degli utenti.

Le caratteristiche funzionali e tipologiche dell’impianto derivano dalla interpretazione degli alloggi “speciali”; mamme di giorno, famiglie solidali, alloggi studio ... disegnati e localizzati secondo le esigenze specifiche di ciascuno: giardini ai bambini, vicinanza alla strada al lavoro ....
I caratteri costruttivi sono sintetizzati in uno slogan: casa leggera, nel senso della leggerezza strutturale, ma non solo:

- struttura base in c.a. per semplicità di realizzazione (si potrà valutare l’alternativa in legno), solai di maggiore spessore, senza travi emergenti, con casseri vuoti interni che migliorano l’isolamento termico in verticale, pavimenti con serpentine radianti per riscaldamento
- pareti perimetrali e interne in legno, con giunti strutturali fra edifici adiacenti, -maglia strutturale semplice, di dimensioni compatibili con gli spazi interni
- facciate in legno che includono nel disegno balconi, terrazzi, logge, serre
- elementi in acciaio inox di sola finitura e completamento La maglia strutturale / tipologica è scandita
- per gli edifici paralleli alla strada, 5x5 / 10x10, senza pilastro intermedio per gli alloggi da 100 mq, oltre serre e logge a sud, nella dimensione consentita dal R.E. gli alloggi da 100 mq occupano i piani più bassi, poi quelli da 75 e quelli da 50 mq: spessore del corpo di fabbrica che si riduce verso l’alto con serre che si arretrano.
- per gli edifici ortogonali, 7.2 x 7.2, con doppio pilastro centrale per le parti in cui gli alloggi (solo di tipo B e C) sono serviti da un corridoio centrale.

I caratteri degli alloggi rispondono ai requisiti indicati dal R.E. di Milano La finitura di parte delle coperture con verde “estensivo” di limitato spessore e scarsa esigenza d’acqua determina vantaggi per tecnologia e manutenzione della copertura:

- maggiore durata per ridotti sbalzi di temperatura;
- riserva d’acqua, vaporizzazione lenta acqua piovana, isolamento termico e protezione da raggi ultravioletti;
- equilibrio ecologico in rapporto a flora e fauna, trattenimento di polvere e di sostanze nocive,
- protezione da onde elettromagnetiche, maggiore isolamento acustico percorso urbano condominiale case / lavoro borgo assistito, ristorante, co-lavoro, gestione sociale, leaving room, orto didattico

Fruibilità e disegno degli spazi pubblici e semi-pubblici, percorsi stradali, ciclabili e pedonali
Deriva dal concetto di continuità adottato per il piano terra che articola il commercio, gli spazi compatibili con la residenza, i percorsi pedonali ed automobilistici descritti al punto 1, gli alloggi duplexi casa/lavoro; gli spazi pubblici sono serviti dal percorso 1, porticato ed esterno alle corti gli spazi semipubblici dal percorso 2, porticato, interno alle corti, che collega anche gli atri di ingresso Spazi pubblici e semipubblici determinano due “poli” di interesse:

- il primo in corrispondenza della nuova piazza ad ovest dell’area, caratterizzato da borgo assistito, ristorante, co-lavoro
- il secondo all’estremità opposta, caratterizzato da eco-club, living room arricchita da una serra condominiale, utensileria e deposito attrezzi. Ufficio gestione e lavanderia sono in posizione centrale fra i due.

I percorsi automobilistici, am parte servizio, sicurezza ed emergenza, trovano luoghi propri ed una sostanziale non interferenza con gli spazi destinati alla vita, all’incontro, alla socializzazione Tutti i percorsi, anche in presenza di dislivelli, sono per utenti con ridotte capacità motorie, non vedenti, bambini, a piedi, in bicicletta, in monopattino. Il parcheggio, continuo nell’uso, distinto in 3 compartimenti da 2.500 mq ciascuno serviti da tre rampe a doppio senso, occupa il piano interrato sotto gli edifici lungo la strada e i percorsi paralleli a nord e a sud, lasciando le corti per giardini privati e condominiali. Il terreno di scavo è utilizzato per riconfigurare gli spazi delle corti, su cui affacciano gli alloggi, anche con barriere acustiche fra spazi aperti privati e spazi comuni rumorosi.

Il verde verso il costruito, condominiale privato, è configurato in aiuole che si incuneano fra gli edifici; è di tipo “formale”: prato rasato, arbusti ed alberi ornamentali. Il verde lungo l’area agricola è un prato fiorito ottenuto con miscele di fiori spontanei e perennanti: reintroduce la vegetazione che cresce in prossimità dei campi arati, lungo fossi irrigui e capezzagne; rappresenta un segno di demarcazione non recintato in cui viene mantenuto il mantello arboreo ed arbustivo puntuale esistente, rinforzandolo.
Fra le due tipologie di verde si snoda un percorso pubblico in terra battuta che da ovest costeggia il canale irriguo verso est integrandosi nel parco urbano che occupa tutta l’area B, scavalcato il fontanile con un piccolo ponte.

Cinque i temi del parco con obiettivi ludico-didattici:

-il percorso delle cortecce, con alberi inglobati nella struttura in legno a celle esagonali aggregate, utilizzata per ripristinare una delle costruzioni esistenti per un’auletta al primo piano, il micro mercato dei prodotti degli orti al piano terra
- il giardino dei piccoli frutti, un percorso per il riconoscimento e l’osservazione delle piante arbustive;
- l’area fitness e giochi, realizzati con elementi di recupero e piccoli movimenti di terra;
- il verde relax, uno spazio dove sostare in libertà;
- l’area delle farfalle realizzato con specie attraenti.

Soluzioni architettoniche e impiantistiche per efficienza energetica e sostenibilità ambientale
L’impostazione “sostenibile” dell’intervento raggiunge la certificazione energetica richiesta attraverso una articolazione delle scelte basata sulla produzione di energie alternative come

1. fotovoltaico
2. solare diretto
3. energia geotermica
4. acqua piovana raccolta da tutte le coperture sulla riduzione dei consumi energetici con

1. interventi su involucro

2. tipologia di impianto

3. uso di ventilazione naturale con aria preriscaldata o preraffrescata

sul recupero dell’energia non completamente utilizzata recuperatori da aria di ventilazione naturale da serpentine a pavimento impianto poco invasivo, non rumoroso, con consumi contenuti per l’uso di acqua a bassa temperatura; a irraggiamento, con temperatura costante in tutto lo spazio; realizzato con interassi diversi tra le tubazioni, in funzione del fabbisogno termico, temperatura del pavimento entro limiti ammissibili e resistenza termica del rivestimento pari a 0,15 m2 K/W; aumentando la temperatura media radiante, si può ridurre la temperatura dell’aria, a parità di benessere, con sensibile risparmio energetico: un solo grado riduce il consumo annuo di combustibile del 7 ÷ 8 %; la produzione dell’acqua calda è affidata a pompe di calore con sonde geotermiche. Una centrale di potenza termica ca 1.000 kW serve 2 edifici adiacenti (da U1 a U5); include pompe di calore in parallelo, collegate a sonde geotermiche, installate tra le fondazioni con perforazioni profonde sottili, invisibili dopo la costruzione. Numero e profondità delle sonde (50 a 150 m.) dipendono dall’energia termica richiesta. Le sonde sono collegate in superficie su un collettore connesso alla pompa di calore. Il controllo elettronico ottimizza l’uso di energia geotermica, la gestione autonoma degli alloggi, la contabilizzazione del calore. L’impianto permette il riscaldamento (20°C) con acqua a ca. 35°C, la pompa di calore, con l’acqua proveniente dalle sonde geotermiche a 10÷15°C, deve superare un salto di soli 20÷25°C; il rapporto tra calore reso all’impianto e potenza elettrica richiesta dalla pompa di calore (COP) aumenta fino a 5: 1 kW elettrico, speso per l’impianto, produce 5 kW termici per l’utenza; ciascuna centrale (1.000 kW termici) richiede quindi ca 200 kW elettrici.
Lo stesso sistema, con opportuni accorgimenti è usato anche per il condizionamento previsto solo per “borgo assistito”, co-lavoro e commercio: una centrale dedicata in cui il ciclo della pompa di calore geotermica viene invertito ed il sistema cede al terreno il calore estratto dagli ambienti raffrescandoli; utilizzando sonde geotermiche con temperatura di riferimento ca 16°C (invece dei 32 dell’aria), il salto di temperatura per produrre acqua a 7°C si riduce drasticamente, aumentando la resa e riducendo consumi di energia e costi di gestione.
Negli edifici paralleli alla strada, gli alloggi per le famiglie solidali, al primo livello, dispongono di serra e loggia e possono aggregare di giorno, secondo le esigenze e le opportunità, il terso alloggio servito sullo stesso pianerottolo da una unica scala ed un unico ascensore; un sistema di ventilazione ibrida utilizza lo spazio della scala. Il sistema edificio-impianto proposto è collocabile nella classe A di efficienza energetica, come richiesto dalla Direttiva Europea 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia e dai D.Lgs. n. 192/2005 e n. 311/2006.

I principali vantaggi del sistema:

-indipendenza da combustibili fossili (gasolio, gpl, gas metano, ecc.);

-salvaguardia dell’ambiente (nessuna emissione di CO2 o altri inquinanti);

-impianti a bassa temperatura;

-notevole riduzione dei costi di gestione costo medio per unità di calore pari a 1/3 ( su gasolio) e 1/2 (su gas metano).

Sulla copertura di ogni edificio è previsto un impianto di auto-produzione di energia elettrica con pannelli fotovoltaici al silicio monocristallino (rendimento 20%) superficie totale ca 100 m2. con potenza di picco 185 W, e produzione media 12 kW / edificio. L’energia prodotta può essere ceduta in conto energia o accumulata in un parco/batterie per un utilizzo diretto. Ogni fontana a cascata avrà un impianto idraulico di ricircolo e troppo pieno costituito da: un sistema di immissione, posizionato lungo il bordo a monte, realizzato con una batteria di ugelli piatti; e da un pozzetto di raccolta (a valle) in cui saranno alloggiati i filtri di ricircolo e 2 elettropompe sommergibili di rilancio. Il sistema di ventilazione naturale si basa sull’organizzazione di un percorso base dell’aria in sottosuolo, ad una profondità di circa 2 o 3 metri al di sotto del vespaio di PT dell’edificio, che ne percorre l’intero asse longitudinale maggiore tenendosi piuttosto verso il fronte nord, perché è su quel fronte che si dovranno realizzare gli stacchi in corrispondenza dei diversi alloggi. Il canale longitudinale base è sostanzialmente schiacciato in modo da rendere massima la superficie di contatto con il terreno dal quale l’aria deve trarre il calore per raggiungere la temperatura del terreno; lungo il percorso del tubo sono previste possibilità di fuoruscita dell’aria per “troppo pieno”, in caso di venti eccessivi e di spinte non compensate: l’aria nei canali di mandata si muove a velocità molto basse da una parte per migliorare lo scambio termico con il terreno dall’altra per evitare il rumore dovuto al movimento. I caratteri di spinta sostenibilità del progetto garantiscono un’elevata qualità della vita ed un complesso residenziale flessibile, luminoso, trasparente, caldo, silenzioso, facile:da vivere, gestire, manutenere, leggero, innovativo, sostenibile per -sostenibilità sociale espressa nell’eliminazione delle “barriere” alle relazioni reciproche interne e fra gli spazi, -sostenibilità energetica espressa nella riduzione dei costi di gestione e nella qualità del comfort ambientale, -sostenibilità costruttiva espressa in tecnologie e materiali coerenti con le scelte architettoniche, di lunga durata e facile manutenzione; ma anche sani, riciclabili, di impatto minimo in fase di costruzione e dismissione, che richiedono quantità limitate di energia e acqua per produzione e lavorazione.

Le scelte per la sostenibilità degli edifici riguardano:

-strategia energetica classificazione classe “A”

-eliminazione di emissioni CO2, con sole energie rinnovabili, in particolare geotermica e fotovoltaica

-comportamento bioclimatico deli edifici

-strategia di gestione dell’acqua con raccolta acqua piovana (debitamente trattata) in grandi vasche per:  “acqua industriale” non potabile per scarico WC, nel periodo di maggiori precipitazioni; irrigazione e fontane, reintegrato con acqua di falda; vasca antincendio giochi d’acqua giochi di scienza nelle corti mulino a vento nella piazza

-strategia di gestione dell’inquinamento acustico e del terreno di scavo per evitare di portarne in discarica usandolo per riconfigurazione dell’area e barriere al rumore, considerando la previsione di parcheggio interrato

-strategia delle scelte tecnologiche, sia per la parte strutturale (sostanzialmente leggere e prive di travi emergenti) sia per i materiali di finitura esterni ed interni

-strategia dell’inserimento nel paesaggio dune di terra, barriere verdi al rumore, vasche, giochi d’acqua

-strategia della gestione del verde, intorno ed integrata nell’edificio per le parti private; periferiche e continue per le parti pubbliche

2.f. Materiali, tecnologie e soluzioni progettuali adottate per ridurre i costi e/o i tempi di realizzazione caratteristiche prestazionali, facilità di manutenzione, gradevolezza e resistenza dei materiali scelti
I materiali proposti in questa fase rispondono innanzi tutto a requisiti di sostenibilità: sono quindi materiali

- sani, riciclabili, che richiedono limitata energia ed acqua per la loro produzione e lavorazione

- locali o di “filiera corta” che non richiedono trasporti importanti

- manutenzione poco costosa e programmabile

- semplici e ripetbili che consentono l’unificazione delle scorte

- “ottimo tecnico” obiettivo da raggiungere: uso di materiali tradizionali in modo innovativo

- solai leggeri bidirezionali con aree piene in corrispondenza delle strutture verticali con una riduzione dei carichi sulle strutture verticali, sulle fondazioni e nella determinazione delle masse sismiche.
l’uso di cls. ad elevata resistenza (C35/45 e C40/50) riduce ulteriormente sezioni e pesi; l’interpiano 3.30 rende disponibili 60 cm per pavimento, isolamenti, strutture orizzontali, passaggi d’aria ed intercapedini che migliorano l’isolamento fra i livelli sovrapposti.

- impalcati a spessore in zona sismica, nonostante la penalizzazione della norma vigente (DM 14.01.08) con notevoli vantaggi per le possibilità di schemi distributivi diversi nelle diverse parti dell’edificio e per la flessibilità dell’intera struttura permeabilità impiantistica

- possibilità di attraversare i solai anche in corrispondenza delle travi, tutte a spessore;

- riduzione dei tempi di costruzione per la semplicità realizzativa;

- standardizzazione casseri e armature mediante progettazione pre-esecutiva;

- impostazione “ecologica” del progetto e del cantiere per alleggerimenti realizzati con materiale riciclato;

- massima resistenza al fuoco grazie alla soletta inferiore in c.a. ovvero ai pannelli in legno pretrattati

- tecniche di assemblaggio a secco e di soluzioni costruttive reiterabili per ottimizzare le risorse e minimizzare tempi e costi di produzione

- grande attenzione al risparmio energetico nel rispetto della gradevolezza e della facilità di installazione, uso e gestione.

I materiali dell’involucro assicurano elevata efficienza energetica (ridurre la trasmissione di calore per conduzione) garantendo opportuni livelli di resistenza termica; tra tutte, la scelta della chiusura esterna con rivestimento in legno ventilato consente le prestazioni elencate in termini di uso razionale dell’energia e comfort ambientale: Sempre nell’ottica di ridurre i costi di gestione, per favorire la copertura del fabbisogno elettrico con energia proveniente da fonti alternative, si è previsto di utilizzare sistemi solari fotovoltaici: un impianto per ogni unità.

Inoltre, al fine di ridurre le dispersioni termiche per trasmissione e favorire l’apporto energetico gratuito del sole nel periodo invernale, garantendo il controllo della radiazione solare nel periodo estivo, si è stabilito di dare ancor più risalto al ruolo delle serre:  l’elevato livello di affidabilità in servizio consente un tasso di guasto ridotto e cicli di vita mediamente maggiori; elementi di caratterizzazione delle corti e degli alloggi: per gli alloggi esposti ad est e ad ovest frangisole in legno, appartenenti al sistema della facciata ventilata in legno, garantiscono ombreggiatura con sistemi fissi ed affidabili, le scelte tecnologiche della maggior parte dei componenti (edili ed impiantistici) al di là del valore formale e funzionale cui si è puntato, tendono a garantire una frequenza manutentiva bassa, nel rispetto di un livello prestazionale decisamente al di sopra della media.

I costi valutati ad oggi, con le scelte progettuali descritte, sono contenuti nei valori prospettati dal bando.


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