Villa della Regina

Il tema della memoria ha sicuramente influenzato e guidato le fasi di approccio al progetto. Siamo partiti da qui per fare le nostre prime riflessioni formali intrecciandole con quelle squisitamente funzionali legate ai percorsi. Una grande quinta che ripropone il ritmo delle arcate del basamento dell’ ex Palazzo Chiablese, realizzata in pietra bianca e solcata sulla superficie da un leggero bassorilievo che fa intravedere il disegno dei conci di pietra che compongono le arcate. La quinta però proseguendo in direzione nord-ovest, parallelamente al giardino, arriva in un punto in cui si “diluisce” e si riduce al solo architrave superiore che prosegue girando a 90 gradi per collegarsi al corpo della centrale termica. Tale intervento vuole sintetizzare il concetto della continuità del tempo e della evoluzione della tecnica e delle forma. La quinta presenta un altro elemento importante per la composizione del manufatto: una lunga rampa, posta subito dietro le arcate, percorre tutto il sistema e si eleva fino a guadagnare  (con la dolce pendenza dell’ otto per cento che consente l’accesso ai disabili) la quota della passeggiata superiore della galleria di collegamento. Il tema della rappresentazione formale si intreccia con il tema dei percorsi a noi molto caro. Il nuovo accesso al museo è situato sul lato corto posto a nord ovest alla fine della rampa che proviene dal Gran Rondò. Una grande scala permette di guadagnare la quota dell’ingresso e conduce in un primo spazio aperto. Entrando troviamo sulla sinistra il guardaroba, la biglietteria e lo spazio di accoglienza e comunicazione; proseguendo scorgiamo il giardino, ricavato nell’area che una volta doveva accogliere il giardino interno di Palazzo Chiablese, circondato da una vetrata e caratterizzato da una scala che conduce al piano ammezzato laddove è situato il bar-ristorante. Successivamente abbiamo sulla sinistra gli spazi dedicati al corpo di guardiania , completo di servizi igienici, locali spogliatoi, e piccola sala riunioni; sulla destra il bookshop concepito come uno spazio aperto che accompagna il visitatore prima di arrivare all’ ingresso verso la manica di collegamento. Chiude la prospettiva un ulteriore spazio verde che ricorda quanto forte sia il legame tra architettura e verde in tutta l’area del Compendio.

Il sistema dei percorsi di visita è un tema di particolare interesse in quanto ci ha stimolato a proporre una soluzione che rispondesse sia all’ esigenza di separazione tra percorso interno museale e percorso esterno dei giardini che alla capacità di proporre nuove visuali e nuove prospettive che esaltino la bellezza delle sistemazioni esterne. Il visitatore ha una duplice opzione: entrare direttamente all’interno ed iniziare il percorso di visita museale, oppure procedere all’esterno con la rampa posta tangenzialmente alla quinta di arcate. La rampa conduce verso la quota 4,44m. della manica nord. A metà del percorso il visitatore può entrare nel Bar e continuare a risalire prendendo l’altra rampa che conduce sulla copertura a quota 4,80m. La sistemazione di questa copertura è caratterizzata da una sequenza di siepi basse disposte seguendo una direttrice nord nord-ovest che riprende fedelmente l’orientamento dei filari della Vigna situata più a Nord. Questa sistemazione permette di ottenere delle prospettive perfettamente integrate con il paesaggio circostante. Proseguendo in direzione sud-est  abbiamo due opzioni di percorso: risalire sulla sinistra mediante un sistema di rampe verso il viale che conduce alla Rotonda Nord, oppure dirigersi a destra, per raggiungere la quota superiore della manica nord. Tale circuito di visita propone quindi una integrazione completa con tutti i punti di accesso principali intorno alla nuova manica edilizia con la possibilità di essere indipendente dal circuito museale interno ed al contempo avere con esso un punto di intersezione ed interscambio rappresentato dal volume bar-ristorante. Quest’ultimo gode della possibilità di uso al di fuori degli orari museali.

Il tema della memoria e del percorso costituiscono il filo conduttore del progetto.

Questo eccezionale Compendio con il suo articolato percorso offre al visitatore una grande esperienza culturale ed emozionale.


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