Museo Scenografico

Il monastero di San Arcangelo e' un manufatto di straordinario pregio collocato in uno dei più belli e incontaminati territori italiani. Un lungo e pregevole restauro ha restituito alla collettività la fabbrica e la chiesa nella quale il progetto preliminare di allestimento, oggetto della gara, immagina una nuova funzione. Come e' noto il testo unico sugli appalti pubblici consente di attribuire a diversi protagonisti le diverse fasi progettuali. Anche per San Arcangelo, come sempre più spesso accade in Italia, la stazione appaltante ha deciso che l'ottimo lavoro svolto in fase preliminare, non venga sviluppato da chi lo ha ideato. Si e'optato per un appalto integrato per il quale diverse imprese specializzate in allestimento museale si confrontano proponendo in fase di gara il progetto definitivo sviluppato sul preliminare proposto dall'amministrazione. Una commissione di gara attribuirà il punteggio maggiore al migliore progetto definitivo. La qualità del progetto, assieme al ribasso proposto, determinerà la scelta dell'allestitore che realizzerà il museo.

In fase di sviluppo del progetto non e' stato possibile contattare chi ha redatto il progetto preliminare per avviare con quest'ultimo un confronto sulle scelte fatte e sulle modalità di sviluppo delle stesse. Non e'stato inoltre fornito un quadro economico ne e' stato indicato il nominativo del curatore scientifico del futuro museo. A tutti i partecipanti e' stato però fornito un ottimo progetto preliminare, sviluppato per molti parti con un dettaglio che va ben oltre il livello di preliminare, nel quale sono stati sviluppati anche molti aspetti del progetto scientifico e iconografico del museo.

In definitiva si può affermare che il caso di San Arcangelo costituisce un’anomalia nel panorama degli appalti pubblici italiani. Non si prefigura ne come un appalto concorso ne come un offerta economicamente più vantaggiosa. Non e' infatti inscrivibile nella categoria dei concorsi di progettazione per la qualità del progetto preliminare posto a base di gara. Normalmente a base di gara viene fornito uno studio di fattibilità con degli indirizzi generali, un elenco dei reperti da esporre ed un rilievo dello stato di fatto. Nel caso di sant’Arcangelo invece il progetto preliminare ha un livello di dettaglio e di informazioni molto elevato che orienta fortemente lo sviluppo delle fasi successive. A conforto di ciò la stazione appaltante, nel redigere i criteri di attribuzione del punteggio, ha dato un grande peso al rispetto del progetto preliminare posto a base di gara limitando di fatto le possibilità di sviluppo di progetti alternativi. Ma non è possibile neanche approcciare al progetto come offerta economicamente più vantaggiosa, normalmente sviluppata su di un progetto definivo in quanto non sono stati dati specifici indirizzi di possibili migliorie del progetto posto a base di gara ma il disciplinare individua generiche categorie di valutazione dei progetti proposti che, tra l’altro appaiono in contraddizione fra loro. Infatti vengono dati 25 punti, su 70 complessivi con i quali verrà valutata l’offerta tecnica, alla “Rispondenza della proposta alle indicazioni progettuali fornite dal preliminare” ovvero viene valutato meglio il progetto che rispetta pedissequamente gli orientamenti del preliminare, ma al contempo vengono dati 18 punti alla “Articolazione tematica e spaziale del percorso narrativo” e 5 punti alla “Innovatività della proposta” Sembrerebbe quindi che viene valutato positivamente il progetto che modifica sostanzialmente gli indirizzi del progetto preliminare posto a base di gara.

In ragione di quanto su descritto si è optato per sviluppare l’ottimo progetto preliminare posto a base di gara, rielaborandone i contenuti guida senza operare stravolgimenti al percorso allestitivo. Il progetto definitivo proposto è quindi un approfondimento delle tematiche e delle soluzioni del preliminare sviluppate ponendo particolare attenzione alla qualità delle soluzioni tecniche/costruttive dei singoli elementi di allestimento nonché delle soluzioni tecnologiche che sono state sviluppate in ragione di quanto di meglio il mercato propone ad oggi.  Solo per alcune parti del percorso allestitivo sono state proposte lievi modifiche sviluppate in ragione della peculiarità del monastero. Il progetto preliminare è stato infatti concepito perché non vi sia alcuna relazione diretta fra il contenuto narrativo del museo con la straordinarietà del paesaggio che è possibile fruire dalle finestre del monastero. Tutte le finestre risultano oscurate e il paesaggio è “evocato” attraverso la proiezione video, sulle stesse finestre oscurate, di paesaggi analoghi. Ove possibile si è proposto di consentire al fruitore di guardare attraverso le finestre verso l’esterno al fine di riportare l’immagine del contesto all’interno del percorso narrativo anche perché quella di Sant Arcangelo è una delle rarissime situazioni in Italia nelle quali il paesaggio non ha subito alcuna modifica dai tempi della costruzione del manufatto. Questi lievi interventi potrebbero essere propedeutici ad un parziale ripensamento del  percorso allestitivo e narrativo da sviluppare in sede di progetto esecutivo una volta che la stazione appaltate avrà definito chi si occuperà dell’allestimento e avrà individuato la guida scientifica del progetto. Le proposte in difformità vanno per questo lette quali “esercizi di stile” che, speriamo, possano da un lato certificare il rispetto del gruppo di progettazione per quanto svolto sino ad oggi, ma al contempo sottolineare la capacità dello stesso di rielaborare, con tutti gli attori che saranno coinvolti, un progetto capace di valorizzare non solo il materiale iconografico proposto ma la straordinarietà e l’unicità del “contenitore” nel quale tale materiale viene esposto.

L'Articolazione del percorso narrativo

Nel quadro del progetto di sviluppo locale “Progetto Speciale Val d’Agri”  il museo Santa Maria di Orsoleo come luogo privilegiato per un viaggio nella spiritualità dal medioevo alla contemporaneità diventa il punto di forza per il tema del turismo culturale.
Il percorso narrativo è concepito come una esperienza personale che non sia necessariamente solo religiosa, ma che offra anche spunti di riflessione spirituale.
L’allestimento polisensoriale sviluppato vuole essere innanzitutto un progetto culturale dalla rilevante valenza spirituale.
Il percorso fa perno sulla memoria storica per documentare, narrare, evocare le origini di antichi culti – come ad esempio quello della Madonna nera-, nonchè l’interpretazione e la comprensione delle loro radici.
Il target di riferimento, alquanto variegato, che include famiglie, bambini, scuole e appassionati in genere, necessita di una narrazione particolarmente chiara, che accompagni materialmente il visitatore attraverso i diversi temi museali, mettendo in evidenza i collegamenti tra i diversi approfondimenti, e delineando efficacemente il quadro complessivo relativo alla storia del complesso monumentale e del territorio circostante.
Se è importante “alimentare il fuoco dell’emozione” nel visitatore, è altresì importante che egli percepisca un percorso chiaro e guidato che gli permetta di acquisire una visione d’insieme dei temi proposti. Così se nella concezione del “nuovo museo”, la sceneggiatura museale deve agire come una macchina del tempo, vengono però anche messi in opera dei dispositivi visivi capaci di orientare il visitatore e di fargli cogliere la coerenza del percorso narrativo. Così l’organizzazione per spazi proposta nel bando viene rimodulata, accorpando e articolando alcuni temi proprio per rendere più evidente il collegamento tra i singoli approfondimenti e il tema del museo. Così gli “spazi” –quindi i macro temi- del percorso narrativo diventano otto: L’introduzione al territorio, I Francescani, La memoria del convento di Santa Maria D’Orsoleo, La vita quotidiana nel convento, Le suggestioni visive, Le suggestioni sonore, Il Cenobio e il Paesaggio del Monastero.
Ognuno di questi spazi è poi articolato in numerosi sotto-spazi – o sotto temi – che comprendono tutti gli allestimenti proposti dal presente bando. La continuità del macro tema è evidenziata da una opportuna segnaletica, molto essenziale, apposta sulla cimasa in alucobond già prevista, che facilita l’orientamento fisico e tematico dei visitatori. Il raggruppamento in macro-temi permette anche una maggior versatilità nel tempo all’interno dei locali compresi in ciascuno di essi senza perdere la coerenza complessiva del percorso narrativo. Tale proposta apre inoltre a molteplici possibilità di varianti puntuali rispetto ai dispositivi e ai materiali proposti, qualora la stazione appaltante lo ritenesse opportuno, senza stravolgere la concezione museale impostata.

Descrizione Tecnica delle soluzioni allestitive

Gli “spazi” di cui si compone il progetto allestitivo sono articolati in una serie di sale contenenti i sistemi di arredo e supporto necessari alla comunicazione dei temi e dei concetti espressi nel progetto preliminare.
Il progetto definitivo da noi redatto oltre a seguire la traccia indicata dal progetto preliminare intende dare informazioni dettagliate in merito alle caratteristiche dei sistemi di esposizione, alla loro qualità materica e tecnologica.
Si sono affrontati i temi dell’integrazione tra l’elemento tecnologico e quello di arredo (cfr. i monitor inseriti nei totem opp. i monitor posti lungo il percorso del chiostro) così some l’integrazione tra il monumento e le tecnologie allestitive (cfr. sala ad uovo, opp. vetrine incassate nelle nicchie delle finestre), il tutto cercando di rispettare la filosofia che sottende il progetto originario e l’integrità architettonica del magnifico complesso  monumentale in cui ci si trova ad operare.
Il design ipotizzato per gli elementi espositivi richiama i concetti di semplicità, di ermeticità e di funzionalità che ben si adattano alla rappresentazione dei  temi dell’allestimento. Mai come in questo caso vale il principio che il contenitore non debba prevaricare sul contenuto.
Ripercorriamo sinteticamente il percorso museale ponendo l’accento sugli elementi espositivi più caratteristici.
Si accede dal piano interrato dove ci accoglie un Totem informativo che, grazie ad un monitor integrato, svolgerà la funzione di orientare il visitatore nell’ esperienza che andrà a fruire.
Il totem si compone di una stele verticale rifinita in legno di rovere dello spessore di circa 15cm. essa ingloba un monitor a filo e nella parte sottostante lo stemma del convento.
La stele è dotata di una base metallica appesantita che sospende la stele da terra ed è rifinita con vernice colore nero opaco.
Anche la base della scultura prevista in questo ambiente è caratterizzata da un design semplice e funzionale: una struttura ad L tamburata e impiallacciata in legno di rovere spess. 10 cm. poggia su un piede realizzato con lamiera nera cruda di laminatoio e cerata dello spess. di 3mm.
Tra gli elementi espositivi presenti al piano terra abbiamo posto particolare attenzione al sistema fioriera-monitor presente nel chiostro in corrispondenza di ogni arco dello stesso.
Per la fioriera, abbiamo ipotizzato di sostituire il legno per esterni con l’acciaio cor-ten che offre migliori caratteristiche di durabilità e manutenibilità pur mantenendo un aspetto che ben si integra con il particolare ambiente monumentale. In luogo del braccio porta monitor in acciaio previsto nel progetto a base di gara abbiamo optato per un monitor inserito in un carter in rame che simulasse un libro aperto su un leggio inclinato; nella parte posteriore un discreto tubicino in rame collega il monitor alla linea di alimentazione prevista a pavimento tra fioriera e muro. Tale soluzione ci è sembrata in linea con la poetica visione del progettista che ha immaginato la figura di Don Luigi quale narratore ed accompagnatore del visitatore nel suo percorso di conoscenza.
Grande attenzione è stata posta all’integrazione tra gli elementi espositivi e l’impiantistica a servizio del manufatto. In particolar modo laddove le vetrine collidono con gli elementi fan coil sotto finestra. Questi ultimi, in presenza delle nuove vetrine, non riescono a lavorare in modo ottimale in quanto hanno bisogno delle griglie di lancio e di ripresa. Pertanto, laddove necessario, si è ipotizzato di traslare i fan-coil lateralmente alle vetrine ed agli infissi e, mediante opportuna canalizzazione, si è portata la griglia di lancio  in alto sulla finestra. Tale soluzione permette un agevole inserimento delle vetrine assicurando un funzionamento ottimale dell’impianto di climatizzazione.
Sia al piano terra che al primo piano le vetrine previste sono state progettate con una struttura portante il legno tamburato ed impiallacciato di grosso spessore (10-12cm.), vetri stratificati temperati extrachiari per le teche sostenuti da tondini in ottone canna da fucile. Le teche sono dotate di sistema di illuminazione interna grazie a corpi led puntuali posti ai lati delle stesse.
Tutti gli arredi in MDF o legno sono del tipo ignifugo o ignifugati con vernici intumescenti.
La caratteristica stanza ad uovo, situata al primo piano, introduce in una atmosfera rarefatta esaltando il tema della ascesi e della meditazione. Essa  è stata oggetto di particolare attenzione nell’ uso della tecnologia costruttiva e dei materiali. Il guscio ad uovo lo abbiamo ipotizzato in nervo-metal (lamina in acciaio zincata, nervata e stirata) intonacato e rifinito con una particolare finitura tessile opaca a spruzzo tipo Tactus Ganicolor capace di restituire una sensazione di calda morbidezza al tatto, oltre ad una adeguata resistenza all’usura. I sistemi di illuminazione sono affidati a strisce led (luce calda) per la linea luminosa lungo le pareti e ad una luce puntuale led che riproduce l’ effetto candela. Il supporto della candela contiene al suo interno un aromatizzatore all’ incenso.
Il tutto è stato progettato ed ingegnerizzato in modo da rispettare e riprodurre l’atmosfera pensata dal progettista del preliminare nel rispetto della sicurezza, della durabilità e della manutenibilità dell’allestimento.


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