Museo Archeologico Ibleo

In questa relazione, oltre a dare immediato riferimento alle richieste del disciplinare di gara ci sembra opportuno premettere lo specifico approccio teoretico-metodologico con il quale il nostro gruppo intende partecipare alla gara, indicando gli intenti del progetto proposto.

Crediamo che fondamentale compito del progetto di restauro sia quello di non perdere la ricchezza documentaria ed emotiva del manufatto oggetto di intervento e di valorizzarne ed esaltarne a pieno il valore culturale. In questa  prospettiva l’assunto principale di riferimento su cui impostare le fasi metodologiche e progettuali ci sembra quello del rispetto del palinsesto in tutte le sue sfaccettature diacroniche e in tutti i suoi segni connotanti.

In linea con le attuali tendenze del restauro critico, si ritiene però che il progetto di restauro debba essere concepito come un momento di evoluzione dell’edificio, attraverso un contributo contemporaneo capace di dialogare con la sua storia e le sue molteplici stratificazioni. La salvaguardia dell’organismo da restaurare è altrettanto importante quanto la qualità dell’intervento contemporaneo e delle sue compatibilità con il contesto.

Un progetto architettonico di qualità che come nuova scrittura si inserisce, senza violenza ne cancellazioni, come tra le righe, nei punti più deboli e “vuoti”, del palinsesto, ne accresce –per cosi dire- il valore testimoniale ed emotivo complessivo, portando sul luogo un potenziale plus-valore che parli della nostra generazione e del nostro rapporto con la prestigiosa preesistenza.

Il cortile interno oggi

Nel caso in oggetto si è avuta la fortuna di lavorare su un progetto definitivo di grande qualità e completezza, ricco di informazioni e dettagli. Al contempo l’estensore del bando ha limitato, nella griglia di punteggi proposti per la redazione delle migliorie, il campo di azione. Non è stato quindi possibile né necessario stravolgere il progetto originario. Nelle proposte migliorative inerenti il sistema espositivo l’intervento progettuale non ha volutamente modificato in maniera radicale gli elementi espositivi dei quali non esistono grafici di dettaglio ma precise descrizioni tecniche alle quali ci si è accuratamente attenuti. Il lavoro è stato quindi mirato all’ingegnerizzazione spinta dei singoli moduli ed espositori ed all’armonizzazione formale delle soluzioni attraverso la progettazione di una linea di arredi museali caratterizzata da un sistema di inserti in acciaio corten che fungono da raccordo fra gli elementi espositivi ed il nastro interpretativo/espositivo, filo conduttore della progettazione dell’allestimento museale.

La proposta migliorativa relativa all’allestimento museale si articola in tre punti:

- Il nastro interpretativo previsto in progetto in termini di materiali da utilizzare, finiture e modalità esecutive
- La dotazione impiantistica e le attrezzature previste per le presentazioni multimediali, le proiezioni e le ambientazioni evocative con la descrizione delle tecnologie impiegate, le modalità operative e la flessibilità nella gestione dei contenuti
- Il sistema espositivo con la descrizione degli elementi proposti (materiali, finiture, modalità esecutive) per: tavoli espositivi, arredi su misura, mobili-vetrine, vetrine su ruote, binari attrezzati, vetrine a torre, vetrine su piedistallo, vetrine a mensola, vetrine a nastro, passerelle in vetro, mensole espositive, supporti su misura per l’esposizione dei mosaici, espositori e mensole specifici per i pezzi indicati in progetto

Nelle proposte migliorative inerenti il sistema espositivo l’intervento progettuale non ha volutamente modificato in maniera radicale il progetto definitivo a base di gara, caratterizzato da grande qualità e completezza. Il lavoro è stato quindi mirato all’ingegnerizzazione spinta dei singoli moduli ed espositori - di cui non esistono grafici di dettaglio ma precise descrizioni tecniche alle quali ci si è accuratamente attenuti - ed all’armonizzazione formale delle soluzioni attraverso la progettazione di una linea di arredi museali caratterizzata da un sistema di inserti in acciaio corten che fungono da raccordo fra gli elementi espositivi ed il nastro interpretativo/espositivo, filo conduttore della progettazione dell’allestimento museale.

Il nastro interpretativo

Dall’analisi dell’attento progetto a base di gara emerge che il filo conduttore della progettazione dell’allestimento museale è il nastro interpretativo/espositivo, che consiste nella realizzazione di una pavimentazione continua,  “adagiata uniformemente e rispettosamente al piano di calpestio, ma distaccata dalle pareti. L’idea è quella di lasciare immutato l’aspetto delle superfici di pareti e soffitti utilizzando il nastro come un tappeto che lateralmente si alza in funzione delle esigenze espositive”. 
La proposta migliorativa prevede di integrare il “tappeto” proposto a base di gara con l’inserimento di un vero e proprio nastro tecnologico costituito da un inserto in acciaio corten o in acciaio spazzolato.
Si è pertanto individuato negli spazi di connettivo (corridoi e percorsi esterni alle sale espositive) che si sviluppano principalmente intorno alla corte centrale, un doppio segno sulla pavimentazione continua:

- un nastro in acciaio corten, che fornisce indicazioni su ciò che si può trovare nelle zone allestite, permetterà, quindi, al visitatore di orientarsi nella storia e di mantenere il filo, lasciandogli la possibilità di scegliere ciò che vuole approfondire”; segno a pavimento nelle sale, il nastro si innalza a parete con lo stesso significato per “guidare” il fruitore nella visita

- un nastro in acciaio spazzolato che parallelamente sull’altro lato del corridoio permette di ripercorrere in senso cronologico la storia del monumento che ospita il museo, delimitando formalmente e matericamente i pannelli didascalici illustrativi

Dotazione impiantistica e attrezzature per allestimenti multimediali

Dall’analisi del progetto a base di gara si sono individuati due macrotemi relativi alle attrezzature per l’allestimento multimediale:
1_ I monitor: il progetto a base di gara descrive tre tipologie di schermi, differenti per grandezza e prestazioni. In fase di elaborazione del progetto di miglioria si è ritenuto di lasciare invariati i monitor da 55” e 32” e modificare nelle caratteristiche e nell’estetica i monitor da 42” presenti al terzo livello dell’esposizione. Si propone di sostituire, quindi, i Mitsubishu LDT 422V con degli schermi tipo Panasonic TH-42LFSER aventi definizione e luminosità superiori, oltre che un’estetica estremamente elegante data dalla cornice sottile ed il design contemporaneo.
2_ Il sistema di proiezioni: Per quanto riguarda il sistema di videproiezioni non si è trovata  nessuna specifica nel computo metrico, si è provato, quindi, a progettare un sistema di proiezione dedicato per ogni area indicata in progetto, seguendo le indicazioni presenti nella relazione generale. 

Si è, inoltre, progettata una stanza di controllo (MAIN CONTROL ROOM) non presente nel progetto a base di gara,  in cui saranno posizionate le attrezzature necessarie alla gestione e controllo degli allestimenti.

Il sistema espositivo

Tutti gli elementi espositivi proposti sono caratterizzati, conformemente a quanto richiesto nelle dettagliate descrizioni a base di gara, da:

- struttura metallica minimale in acciaio
- vetri extrachiari stratificati temperati per ripiani intermedi e teche
- angoli e giunzioni a tenuta ermetica
- sistema di controllo statico del microclima interno con sali igrosopici
- illuminazione a led

Nel corso dell’ingegnerizzazione e dell’armonizzazione formale dei diversi elementi fra loro e con il nastro interpretativo si sono ritenute necessarie e migliorative le seguenti integrazioni:

- pannelli di chiusura in legno multistrato rivestiti in lamiera di acciaio corten o con finitura resino-cementizia
- trattamento antigraffio dei vetri extrachiari stratificati temperati per le teche
- struttura di supporto delle mensole e del sistema di illuminazione realizzata in profilati di ottone brunito 22x22 mm
- sistema di acquisizione dati e gestione allarmi per il controllo del microclima interno
- sistema di apertura e sostituzione dei reperti a scorrimento con sistema di bloccaggio del lato apribile con serratura

Come richiesto nella relazione generale del progetto a base di gara gli unici materiali di finitura  oltre il vetro caratterizzanti gli elementi che compongono l’allestimento museale sono l’acciaio corten e la resina cementizia.
In merito alle migliorie finalizzate all’ottimizzazione dei fattori microclimatici interni agli espositori  si rileva che le vetrine previste in fase di gara sono dotate di controllo climatico di tipo passivo. Come miglioria si propone la dotazione per ciascun espositore di un sistema di acquisizione dei dati termoigrometrici e della possibilità di invio degli stessi attraverso internet. L’impianto sarà dotato di controlli ridondanti, in modo da evitare che in caso di malfunzionamento del sistema di controllo principale si possa avere alterazione del microclima.
Inoltre il sistema sarà collegato alla rete internet, e dotato di un indirizzo IP protetto, in modo da essere accessibile ad un controllo a distanza e di poter inviare allarmi nel caso si inizino ad instaurare situazioni di malfunzionamento negli impianti delle vetrine.


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