Parco Archeologico Urbano di Hipponion

Data la vastità dell'intervento e soprattutto il suo carattere puntiforme, Gnosis propone di connotare l'intervento in modo unitario, riammagliando le differenti aree di azione con le loro diverse specificità. L'obiettivo si può raggiungere attraverso la ripetizione di materiali ed elementi in modo da realizzare un unicum facilmente intellegibile ai visitatori del Parco Archeologico Urbano. L'uso di elementi di arredo, di materiali e di finiture ripetibili, seppur nella loro differente tipologia di impiego, rende in questo modo l'intero intervento un sistema complesso ma non complicato nella sua lettura. Il visitatore, così come il cittadino, percorre l'intero Comune percependo come unitario l'intero intervento, seppur sviluppato per singoli punti distribuiti in una vasta area. Il diverso carattere di interventi richiesti, quale ad esempio la valorizzazione paesaggistica della piazza Belvedere ai piedi del Castello o piuttosto l'esigenza tecnica della copertura di un emergenza archeologica al centro della piazza di San Leoluca, come anche la connotazione dell'area di sosta dedicata ai bus turistici, che apparentemente non hanno molto in comune, diventa il pretesto per la declinazione di forme materiali e finiture che restituiscono un unico discorso unitario.

Nell'ottica di eseguire un intervento calato appieno nel genius loci dell'area, è sembrato molto più appropriato proporre la sostituzione dei materiali indicati a base di gara per le pavimentazioni e per le finiture delle panchine con materiali maggiormente legati ai luoghi di intervento e inoltre di migliore qualità estetica e maggiormente resistenti all'usura. Mentre per le pavimentazioni del Percorso Belvedere, viale di accesso al Tempio di Proserpina e viale s. Aloe sono state indicate in progetto lastre in pietra lavica rossa, cordoli in pietra e opus incertum in Pietra Granitica, nella piazza adiacente il Castello Normanno Svevo sono previsti in progetto fasce in Travertino Rosso (originario della Persia) e opus incertum in Pietra di Trani. Nell'ottica di conferire maggiore identità all'intero complesso degli interventi si propone di uniformare le pavimentazioni, pur nel rispetto dei formati e dei disegni di posa previsti a base di gara, offrendo materiali più idonei oltre che maggiormente legati ai luoghi in oggetto. Il porfido rosso ben si presta alle lavorazioni previste in progetto, a cubetti o a lastre è un materiale dalla ottime caratteristiche estetiche di durabilità e di riconoscibilità per cui viene spesso impiegato negli interventi di riqualificazione urbana e viene proposto in sostituzione del travertino rosso che oltre a esser un materiale poco locale, per la sua natura compositiva non si presta a esser usato come pavimentazione.

In luogo degli altri materiali, differenti per colore e finiture, si propone l'adozione della cosentina pietra di San Lucido, che è una pietra calcarea molto resistente che ben si presta per rivestimenti e pavimentazioni stradali, cordolature etc. Per il suo colore grigio chiaro e per la sua durezza è una delle preferite in ambito urbano. Analogamente alle pavimentazioni, anche per le sedute previste in progetto sono indicati a base di gara più materiali. Per la piazza adiacente al Castello Normanno-Svevo le panchine sono previste in muratura con blocchi di pietra di Trani, seduta in Travertino e inserti in cotto; per quelle lungo il Percorso Belvedere invece è prevista la seduta in cemento faccia a vista e il fondo in pietra di Trani. Gnosis propone l'utilizzo della stessa pietra di San Lucido, utilizzata a pavimento, declinata nelle diverse forme proposte per tutte e due le tipologie di seduta. In particolare per quelle ridisegnate per la piazza attigua al Castello Normanno Svevo si è anche proposto un sistema costruttivo che semplifica la loro realizzazione oltre ad assicurare il massimo grado estetico, esaltato anche dalla riproposizione della luce alla loro base.

Tutto quanto proposto in questo punto risponde alla volontà di migliorare le soluzioni architettoniche proposte, in tutte le aree di intervento, perseguendo anche l'obiettivo di conferire unitarietà e riconoscibilità dell'intervento a base di gara, con l'obiettivo di far diventare Vibo Valentia con le sue emergenze un unicum davvero particolare. Nell'ottica di eseguire un intervento calato appieno nel genius loci dell'area, è sembrato molto più appropriato proporre la sostituzione dei materiali indicati a base di gara per le pavimentazioni e per le finiture delle panchine con materiali maggiormente legati ai luoghi di intervento ed inoltre di migliore qualità estetica e maggiormente resistenti all'usura.

Le essenze arbustive previste in progetto sono per lo più tipiche della macchia mediterranea per cui sono ritenute dalla scrivente perfettamente rispondenti ai principi di territorialità, oltre che di estetica e di manutenzione contenuta.

La sola miglioria che si propone è la sostituzione della Ginestra dei Carbonai usata per bordure a siepe in quanto data la natura estremamente irregolare e tendenzialmente molto invasiva di questo arbusto, risulta difficile contenerne la crescita e soprattutto guidarne l'andamento regolare richiesto in  progetto. In luogo della ginestra, sempre arbusto a fiore giallo, si propone la Forsiythia per la sua facilità di coltivazione, alla quale si unisce una fioritura vistosa e molto precoce, da fine gennaio ai primi di aprile. Queste particolarità la rendono perfetta per i giardini di città, essendo anche meno sensibile alle malattie favorite dallo smog e per la sua grande resistenza all'aridità estiva come al gelo invernale. La sua alternanza al Berberis di colore rosso cupo, ricostituisce la cromia indicata in progetto, garantendone la geometria regolare.

Nell'ambito dell'ampia area indicata come piazza di Ingresso all'Itinerario del Parco Archeologico Urbano, in luogo della sola pensilina indicata a base di gara Gnosis propone la realizzazione di un elemento polivalente che possa aggiungere alla funzione di semplice sosta dei visitatori, anche altre funzioni maggiormente qualificanti l'intervento. Quest'area, infatti, riveste un ruolo strategico per l'intero intervento in quanto essa costituisce il punto di partenza dell'intero itinerario museale-turistico-culturale. L'elemento pensilina, è stato sostituito da un elemento semplice ma che accoglie alcune funzioni indispensabili per la funzionalità e la validità dell'intero intervento. Un punto informazioni, un punto ristoro, oltre che un punto coperto, sono elementi imprescindibili per la qualificazione positiva di un percorso turistico-museale. Ecco allora il volume, in parte aperto, che si sviluppa in due elementi resi unitari da una leggera pensilina. Questa miglioria che consta di un'area coperta con funzioni di infopoint, ristoro e didattico -informative non prevista se non per una semplice pensilina, rende maggiormente fruibile l'intero Parco Urbano Archeologico, conferendo maggiore completezza e un elevato livello estetico al progetto.

Per l'area archeologica del Castello di Bivona si prevede per la prevista passerella in grigliato metallico elettroforgiato, una pavimentazione in un nuovo materiale costituito da legno ricomposto.

Si propomomo, quindi, diverse soluzioni tecniche, tecnologiche, organizzative e metodologiche migliorative e o alternative rispetto a quelle previste dal progetto al fine di migliorare la qualità delle soluzioni architettoniche poste a base di gara. 


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