Grande Progetto Centro Storico di Napoli. Valorizzazione del sito UNESCO lotto 3

Il Grande Programma per la valorizzazione del centro storico di Napoli in quanto sito UNESCO è stato costruito seguendo una metodologia che si pone l'obiettivo di coordinare e integrare le due differenti esigenze di tutela e di valorizzazione che sono presenti nella ratio delle individuazioni dell?UNESCO sei siti Patrimonio mondiale dell'umanità.
La finalità generale del progetto a base di gara è qulla di rafforzare sia le interconnessioni interne alla struttura sia quelle con il resto della città (sistemi di trasporto, percorsi turistici e poli monumentali) nonchè di razionalizzare il sistema delle reti infrastrutturali primarie (fognature, pubblica illuminazione ecc). 

Per gli assi viari e gli slarghi si prevede un intervento generalmente improntato al recupero delle antiche pavimentazioni, per la quasi totalità in basoli, e le relative orditure, allo scopo di conservare la traccia del passato. 

Un secondo obiettivo del progetto è il miglioramento della vivibilità per gli abitanti e dell’accoglienza turistica, dando maggior rilievo alla pedonalizzazione nella zona a traffico limitato recentemente istituita, cercando di estenderla quanto più possibile, ma garantendo anche la possibilità di parcheggio nelle aree più esterne.

Un terzo obiettivo, infine, è il miglioramento dell’accessibilità, riducendo al minimo l’impatto di nuovi sistemi di percorrenza privilegiando il concetto del minimo intervento con soluzioni il più possibile ispirate alla logica del Design for all.

In generale, nel progetto vengono utilizzate tutte le informazioni già presenti nel costruito, fornite ad esempio dalle cortine edilizie continue, nonché materiali compatibili con quelli originari, riducendo l’applicazione dei Sistemi LOGES ove strettamente necessario o su nuove pavimentazioni. In particolare, tutto l’asse di via Tribunali è stato considerato sito campione di buone pratiche, con l’individuazione di un percorso a fruibilità ampliata, esteso a tutti i visitatori, turisti e residenti, con il valore aggiunto di essere tattile per gli ipovedenti e più sicuro e agevole per i portatori di disabilità motoria.

Le migliorie richieste dal bando di gara riguardavano:

l’eliminazione e il superamento delle barriere architettoniche e le caratteristiche qualitative degli elementi di arredo urbano, con particolare riferimento alla durevolezza; l’impianto di pubblica illuminazione;

le recinzioni e le delimitazioni dei cantieri e dei percorsi pedonali alternativi.

1.Nell’individuare un’ampia e articolata serie di migliore riguardanti tanto l’eliminazione e il superamento delle barriere architettoniche, nella più ampia accezione della fruizione ampliata per tutte le categorie di utenti, quanto le caratteristiche qualitative degli elementi di arredo urbano, si è partiti dall’attenta analisi sia del progetto a base di gara, sia degli specifici luoghi oggetto dell’intervento.

Si è ritenuto innanzitutto che, per quanto possibile, i due aspetti – miglioramento della fruizione e maggiore qualità dell’arredo – andassero ricondotti a una visione complessiva e coerente, e che tenesse conto delle peculiarità storiche ed estetiche dell’ambito di intervento. In quegli specifici ambiti in cui risultava utile o necessario migliorare l’inserimento degli arredi previsti a base di gara, o calibrare l’inserimento di altri non previsti e  offerti come miglioria, rendere più omogenea la collocazione delle soluzioni atte ad assicurare una migliore fruibilità, il concorrente ha studiato anche un appropriato disegno complessivo dello spazio urbano.

Per quello che riguarda l’eliminazione e il superamento delle barriere architettoniche, in coerenza con il dettato delle Linee guida adottate con D.M. 28 marzo 2008 pubblicate con supplemento ordinario n. 127 della G. U. n 114 del 16 maggio 2008 e con l’impostazione chiaramente enunciata nella relazione a base di gara, il Concorrente ha tenuto presente non solo i portatori di disabilità motorie, gli ipovedenti, i non udenti, e così via., ma anche tutte quelle categorie di fruitori abituali o occasionali – dagli obesi agli anziani, dai bambini ai turisti occasionali - che possono incontrare avvertire disagi o essere disorientati, o incontrare barriere fisiche e percettive nella fruizione di spazi urbani storicizzati, consolidatisi ben prima che si sviluppasse la moderna sensibilità in materia.

2.Nell’individuare una ampia gamma di migliorie sul tema dell’illuminazione, il gruppo di progettazione è partito dalla considerazione che il centro storico di Napoli nella sua interezza, e a maggior ragione il fondamentale ambito del centro antico ricompreso in questo lotto, e l’eccezionale ambiente medievale di piazza Mercato, sia da considerarsi come un “monumento”. Naturalmente nell’approccio si è inteso non tener disgiunto l’aspetto paesitico da quello ambientale, e cioè l’ambito storico-estetico da quello ecologico: dai documenti a base di gara si evince una forte volontà dell’amministrazione di ridurre i costi, le manutenzioni e al contempo di valorizzazione del patrimonio della città. La città è sempre, alla nostra percezione, un'immagine composta da forme, materie, colori, luci ed ombre. Le caratteristiche architettoniche, ambientali e paesaggistiche ed i materiali usati, generano immagini diurne e notturne che raccontano la storia e la natura del luogo. Il paesaggio urbano, in passato predeterminato solo dalla luce diurna può essere oggi ridisegnato di notte dall’illuminazione artificiale. Le ombre create dall’illuminazione notturna scoprono una nuova sintassi dei vuoti e dei pieni che non si evidenziano di giorno. In questa direzione, le moderne tecnologie offrono molte possibilità per valorizzare senza alterare le cromie, i valori chiaroscurali, le peculiarità materiche. Sono stati appunto questi elementi a orientare le scelte tecniche e funzionali, partendo dalla considerazione che la specificità del centro storico di Napoli non richiedesse soluzioni standard ma specifiche richerche di soluzioni appropriate.

3.Gli interventi dell’appalto oggetto di miglioria  interessavano alcune aree particolarmente delicate del centro storico di Napoli, nelle quali la molteplicità delle funzioni svolte – residenziali, turistico, commerciali, amministrative – già nell’ordinarietà debbono fare i conti con un tessuto urbanistico secolare, con plurimi problemi di accessibilità, con le molteplici difficoltà di far convivere gli standard normativi attuali con le specifiche esigenze di conservazioni di importanti parti del tessuto storico.

Nell’individuare un’ampia serie di migliorie, in coerenza con il disciplinare e con i documenti a base di gara, il gruppo di progettazione si è prefisso alcuni specifici obiettivi:

- Ottenere che la fase dei lavori possa presentarsi quasi come uno speciale e significativo evento di rinnovamento urbano, in grado non solo di non scoraggiare le presenze turistiche, ma addirittura di incentivarle presentando questa fase come un momento speciale e ricco di motivi di interesse, grazie ad apposite e speciali installazioni, e grazie ad una appropriata didattica del cantiere;

- Ottimizzare la comunicazione, per ridurre i disagi, e per rendere consapevole e partecipe tutto il pubblico – anche quello dei fruitori abituali, residenti e commercianti – dei lavori di rinnovamento;

- Tenere congiunto l’aspetto “paesistico” – nei termini di un attenta regia estetica e artistica delle strutture provvisionali di cantiere, dei pannelli, delle segnalazioni, etc. -  con l’aspetto  “ambientale” – nei termini del massimo contenimento di emissioni nocive, di polveri, di rumore, etc.;

Evitare di applicare misure “standard” utilizzate per i cantieri urbani nei centri storici, ma studiare soluzioni specifiche per Napoli e per gli speciali luoghi del Lotto 3

 


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